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Bjarnason decide la partita contro la Virtus Lanciano e riapre i giochi per i play off

di Daniele Astolfi. Dopo una prova opaca, il Pescara vince di misura contro il Lanciano. È il vichingo Bjarnason a decidere il derby d’Abruzzo. Questa è anche la partita dell’ex Marco Baroni, accolto al ‘Biondi’ da fischi sonori. Accoglienza non proprio benevola, considerando l’ottimo risultato che il tecnico di Firenze era riuscito a raggiungere lo scorso anno alla guida dei frentani. Tuttavia, la notizia più importante è che i biancazzurri si riportano saldamente nella zona play off. Il Pescara si presenta in campo con Fiorillo tra i pali, Zampano e Rossi sono i terzini, Salamon e Zuparic agiscono da centrali. Il centrocampo è composto da Politano, Selasi, Memushaj e Bjarnason. In attacco, accanto a Melchiorri, gioca Pettinari al posto di Sansovini. Mister D’Aversa conferma l’undici titolare schierato con il modulo del 4-3-3. I primi venticinque minuti del Lanciano sono sostenutissimi. Le punte rossonere diventano un vero e proprio incubo per la difesa biancazzurra. Sulla fascia destra, in particolare, Conti e Piccolo fanno vedere i sorci verdi ai dirimpettai Rossi e Bjarnason. Miracolosamente, al 7’ Fiorillo salva di piede su Piccolo, che non riesce, ancora lui, ad insaccare da due passi quattro minuti dopo. La palla è, nell’occasione, facile preda tra le braccia dell’estremo biancazzurro. Il Pescara non riesce ad uscir fuori dalla sua area e sembra che aspetti soltanto di superare indenne il brutto momento. La ripresa inizia con il Lanciano ancora padrone del campo e del gioco. Piccolo al 5’ e Vastola, di testa, al 10’ non concretizzano delle facili occasioni da rete. Al 60’ Melchiorri viene atterrato in area da Troest, ma il mediocre Pairetto lascia correre. Con l’ingresso di Sansovini e Caprari, in luogo di Melchiorri e Politano, Baroni cambia modulo e passa al 4-3-3. Il Pescara comincia ad acquistare fiducia e riesce a portarsi in vantaggio al 75’ con un bel piattone di Bjarnason in area. Secondo i rossoneri, l’azione iniziale è viziata da fallo di Rossi su Grossi. La partita s’incattivisce e sfugge di mano all’arbitro. Vengono espulsi Cerri dalla panchina e Aquilanti per doppia ammonizione. Appena dopo i frentani si lamentano ancora per un sospetto fallo di mano di Zampano in area biancazzurra e potrebbero avere la chance del pareggio, se Bacinovic non la sciupasse malamente.

Lanciano – Pescara 0 – 1
marcatori 75′ Bjarnason (P)
arbitro sig. Pairetto da Nichelino
assistenti Sigg. Peretti e Mondin
spettatori 4,502
Espulsi Cerri dalla panchina per proteste e Aquilanti per doppia ammonizione.

Virtus Lanciano
Nicolas; Aquilanti, Mammarella, Troest, Thiam; Piccolo, Conti, Grossi (80′ st Paghera); Di Cecco (60′ st Vastola), Bacinovic, Cerri (77′ Monachello).
allenatore Roberto D’ Aversa

Pescara
Fiorillo; Zampano, Salamon, Zuparic, Rossi; Politano (72′ st Caprari), Selasi, Memushaj, Bjarnason; Melchiorri (67′ Sansovini), Pettinari.
allenatore Marco Baroni

Vittoria che riapre i giochi

di Daniele Astolfi. Siamo alle solite, ma questa volta fortunatamente ci scappa la vittoria. Dopo una prestazione scialba, il Pescara riesce comunque a battere il mediocre Modena con una rete di Politano realizzata negli ultimi minuti di gioco. Ci si riaffaccia così nella zona play off e si guarda al prossimo derby di Lanciano con più fiducia, dopo le ultime due sconfitte consecutive e la vittoria che mancava da quattro gare. Mancano Bjarnason, Melchiorri e Salamon, in pratica le colonne della squadra, quindi Baroni è costretto a presentare una formazione rimaneggiata, affidandosi ad un inedito 4-2-3-1. Davanti a Fiorillo si schierano Zampano, Fornasier, Zuparic e Rossi. Centrali di centrocampo sono Selasi e Memushaj. Il trio a ridosso della punta Pettinari è costituito da Politano, Brugman e Caprari. Il tecnico modenese si affida al 4-3-3. La cronaca del primo tempo è, per così dire, nulla. Non accade niente di rilevante. E’ come se il Pescara non giocasse. E per questo, figuriamoci se il Modena si scomodasse in azioni d’attacco, anche velleitarie. Soltanto all’83’ si assiste alla giocata di Politano che insacca dopo l’usuale taglio in area. Pinsoglio interviene, ma il suo è un intervento disastroso, dato che contribuisce a spingere la sfera in rete. Diciamo che ogni tanto la Dea Bendata si ricorda di noi. Appena dopo i biancazzurri potrebbero raddoppiare con Zampano, ma l’azione non si concretizza. Negli ultimi istanti, il Modena ha in mano, pardon…tra i piedi, la possibilità di pareggiare, ma Rossi salva sulla linea. Contropiede per il Pescara con Sansovini che, ben lanciato da Brugman, si fa tuttavia ribattere la palla da Pinsoglio. Migliori del Pescara: Zampano, durante il campionato per troppo tempo impiegato in altro ruolo, e Selasi, guarda caso sostituito. Il peggiore è Caprari, eterna promessa. I tanti tifosi presenti al ‘Cornacchia’ oggi debbono essere contenti soltanto del risultato, tutto il resto è silenzio.

Pescara – Modena 1-0
marcatore 83’ Politano (P)
calci d’angolo 8 a 0 per il Pescara
arbitro sig. La Penna di Roma
assistenti sigg. Soricaro e Cangiano
spettatori 9.561

Pescara
Fiorillo; Zampano, Fornasier, Zuparic, Rossi; Selasi (71’ Sansovini), Memushaj; Politano ( 85’ Pucino), Brugman, Caprari (57’ Pasquato); Pettinari.
allenatore Marco Baroni

Modena 
Pinsoglio; Calapai, Cionek, Gozzi, Rubin; Martinelli, Schiavone, Signori (70’ Marsura); Garritano ( 92’ Acosty), Granoche, Fedato ( 87’ Ferrari).
allenatore Mauro Melotti

Seconda sconfitta consecutiva e play off a rischio

di Daniele Astolfi. Purtroppo il Pescara rimedia un’altra sconfitta, la seconda consecutiva, anche contro il Frosinone. Bruttissimo segnale, soprattutto considerando che questo è il periodo in cui le squadre di testa debbono avere una marcia sostenuta per poter veder aumentare le proprie chances nello sprint finale. A nostro parere anche oggi la squadra abruzzese ha palesato i suoi usuali limiti di gioco e di mentalità. Il tecnico è in discussione, ma la società lo conferma. Il Pescara scende in campo con Fiorillo tra i pali, Pucino e Zampano sono i terzini, Salamon e Fornasier occupano la posizione di centrali difensivi. A centrocampo agiscono Politano, Zuparic, Memushaj e Bjarnason. Le punte sono Melchiorri e Sansovini. Il tecnico Stellone schiera il suo Frosinone con un 4-3-3. In avvio gli adriatici sono timidi e incoraggiano, con il loro atteggiamento rinunciatario, le iniziative dei laziali. Manca Brugman, relegato in panchina, e non c’è dunque fonte di gioco. Al 10’ è comunque Salamon a farsi pericoloso nella difesa avversaria con un colpo di testa indirizzato però sopra la traversa. Al 15’ Lupoli prova a portare i suoi in vantaggio con un gran tiro dalla distanza, ma Fiorillo respinge con i pugni la palla velenosa. Il Frosinone domina e passa in vantaggio al 41’ con una iniziativa individuale di Gaucher che, partendo da fuori area, ‘si beve’ tre avversari e calcia di potenza, palla sotto la traversa con Fiorillo incolpevole. All’inizio del secondo tempo, per la precisione al 48’, i ciociari raddoppiano meritatamente su rigore concesso per fallo di mani in area di Fornasier. Dal dischetto Lupoli non sbaglia. L’unico biancazzurro a non volerci stare è Politano che al 61’ colpisce il palo dalla distanza. Bellissima la sua pennellata. Al 74’ ci prova ancora l’ala pescarese su calcio di punizione, questa volta la sua pennellata ha una luce diversa. La palla supera la barriera e finisce la sua corsa in rete, alla sinistra del portiere locale. Accorciate le distanze il Pescara dovrebbe attuare un forcing disperato, ma i laziali riescono a gestire la gara senza grandi patemi d’animo.

Frosinone – Pescara 2-1
marcatori 41’ pt Gaucher (F), 48’ st Lupoli (F), 74’ st Politano (P)
arbitro Sig. Minelli di Varese
assistenti Sigg. Rapanelli e Di Salvo
calci d’angolo 4 a 1 per il Pescara
spettatori 4,000 circa

Frosinone
Zappino, Zanon, Cosic (74’ st Bertoncini), Blanchard, Crivello, Frara, Goucher, Cosic, Sammarco, Lupoli (81’ st Ciofani), Santana (62’ st Carlini), Dionisi.
allenatore Roberto Stellone

Pescara
Fiorillo, Pucino, Salamon, Fornasier (64’ st Brugman), Zampano, Politano (87’ st Pasquato), Zuparic, Memushaj, Bjarnason, Melchiorri, Sansovini (55’ st Pettinari).
allenatore Marco Baroni

Il Pescara cade in casa contro il Brescia

di Daniele Astolfi. Male, molto male!!!! Dopo sette risultati utili consecutivi, il Pescara torna a cadere in casa contro il Brescia, ultimo in classifica, sotto i colpi dello scatenato Corvia. La tripletta dell’ex romanista ha messo a nudo i limiti di gestione del tecnico biancazzurro, Marco Baroni. Il Delfino è una squadra dalle enormi potenzialità, esprime tuttavia un calcio inconsistente, non aggressivo e senza equilibrio. Non è né carne né pesce. Era veramente ghiotta l’opportunità di consolidare la felice posizione occupata nella griglia dei play-off, ma dopo la sconfitta odierna ci si è addirittura ritrovati noni in classifica e quindi fuori dalla zona ambita. La formazione iniziale è quella titolare con Fiorillo tra i pali, Zampano e Rossi terzini. Salamon e Zuparic sono i centrali. A centrocampo agiscono Politano, Memushaj, Brugman e Bjarnason. Le punte sono Sansovini e Melchiorri. Calori presenta un Brescia piuttosto abbottonato. Corvia unica punta e Sodinha a supporto. Il Pescara parte forte e passa subito in vantaggio al 4’ con una rete di Memushaj sugli sviluppi di un calcio d’angolo felicemente battuto da Politano. L’esultanza biancazzurra viene repentinamente strozzata in gola al 6’ per l’immediato pareggio del Brescia ad opera di Corvia su bell’invito di Coly. Le squadre giocano a viso aperto e tutto potrebbe succedere. Infatti il Pescara riesce a riportarsi in vantaggio al 15’ con Bjarnason, bravo a chiudere in rete un diagonale di Sansovini. Dopo due pericolose sortite di Scaglia e H’maidat, il primo tempo si chiude quindi sotto buoni auspici per la compagine adriatica. Al 51’ il Brescia, invece, riequilibra di nuovo il risultato ancora con Corvia che di testa si eleva solitario in area tra le belle statuine abruzzesi. A questo punto il Pescara comincia ad andare in bambola, la difesa trema ad ogni attacco avversario, ma potrebbe comunque avere l’opportunità per tornare in vantaggio se Melchiorri e Salamon non sfiorassero la rete avversaria al 64’ ed al 68’. Clamorosa anche l’occasione capitata al 71’ a Sansovini che di tacco indirizza il pallone a qualche centimetro dal Goal. Appena dopo è però ancora Corvia a realizzare, in contropiede, la terza rete personale e della vittoria per il suo Brescia. Giornata disastrosa per il Delfino e per il suo tecnico che non ha saputo dare una interpretazione tattica alla partita.

Pescara – Brescia 2-3
marcatori 4’ Memushaj (P), 6’ Corvia (B), 15’ Bjarnason (P); 51’ Corvia (B), 72’ Corvia (B).
calci d’angolo 10 ad 8 per il Pescara
arbitro sig. Chiffi di Padova
assistenti sigg. Paiusco e Pentangelo
spettatori circa 8.000

Pescara
Fiorillo, Zampano, Salamon, Zuparic, Rossi, Politano ( 78’ Gessa), Memushsj, Brugman ( 79’ Caprari), Bjarnason, Sansovini (67’ Pasquato), Melchiorri
allenatore Marco Baroni

Brescia 
Arcari, Zambelli, Di Cesare, Caracciolo, Coly ( 65’ Tonucci), Zambelli, Sestu (87’ Lancini), Budel, H’maidat, Scaglia, Sodinha (76’ Bentivoglio), Corvia.
allenatore Alessandro Calori

Il Pescara, in superiorità numerica, non riesce a vincere

di Daniele Astolfi. Ennesima occasione persa per il Pescara. I ragazzi di Marco Baroni avrebbero potuto vincere questa gara, e non pareggiarla, se si fosse prestata più attenzione alla fase difensiva, che non ha funzionato, ma soprattutto se avessero saputo osare di più nella fase offensiva contro una squadra che è rimasta in dieci per tutto il secondo tempo. La differenza tra le contendenti l’ha fatta la mentalità che Bjelica, allenatore dello Spezia, ha saputo dare ai suoi uomini. Riteniamo infatti che sia questo, prima dei moduli, il fattore principale che riesce a produrre slancio vincente ad una squadra. Altrimenti non avremmo visto la compagine ligure, in inferiorità numerica, mettere alle corde gli avversari, spesso arroccati su due linee a ridosso dell’area piccola, e rischiare di vincere addirittura la gara. Le formazioni sono quelle annunciate: Fiorillo tra i pali. Pucino e Rossi giocano da terzini. Salamon e Fornasier agiscono da centrali. A centrocampo si dispongono Politano, Brugman, Zuparic al posto del nazionale Memushaj e Zampano, che sostituisce a sinistra lo squalificato Bjarnason. Il tecnico spezzino Bjelica schiera la sua squadra con un offensivo 4-2-3-1. La prima fase della gara è di studio ed un poco noiosa. Al 22’ è Brezovec a provarci dalla distanza, ma il suo tiro finisce la sua corsa sulla testa di Fornasier. Lo Spezia comincia a macinare gioco e ci prova ancora al 24’ con Catellani che però centra Fornasier in pieno petto sulla linea di porta. Il Pescara cerca di reagire e si rende pericoloso al 26’ con Sansovini che non centra la porta per qualche centimetro. Al 33’ i biancazzurri si portano in vantaggio con una efficace giocata in verticale di Brugman per Melchiorri. Il talentuoso attaccante abruzzese fa partire un elegante quanto potente diagonale che viola la porta avversaria. L’idea di poter addormentare la partita da parte del Pescara non è delle migliori e così al 46’ il vantaggio viene vanificato da una splendida rete su punizione battuta da Brezovec ed indirizzata all’incrocio dei pali. La ripresa inizia con un significativo episodio che potrebbe dare una svolta estremamente vantaggiosa agli uomini di Baroni: per la seconda volta Giannetti viene ammonito a causa di un fallaccio ai danni di Zuparic e dunque spedito con largo anticipo negli spogliatoi. Al 56’ il Pescara passa di nuovo in vantaggio con Brugman lesto a buttarla dentro dopo che uno splendido Melchiorri si era ‘bevuto’ tutta la difesa avversaria. Al 60’ Rossi colpisce il palo. Gli adriatici dovrebbero chiudere la gara, ma non ci riescono nemmeno al 69’ allor che Melchiorri ‘cicca’ incredibilmente una palla facile facile a mezzo metro dalla linea di porta. A questo punto lo Spezia comincia a spingere sull’acceleratore, anche per merito dei nuovi innesti, tutti dotati di caratteristiche offensive. All’80’ è proprio il nuovo entrato Nenè a creare le premesse per la rete del definitivo due a due. Nell’affollatissima area abruzzese, l’ex cagliaritano riesce ad allungare di testa per Stevanovic che non ha difficoltà a depositare in rete la palla del pareggio. Doccia fredda per il Pescara che nella gara odierna sperava in una svolta significativa. Il settimo posto in classifica non è ad oggi una posizione di cui andare fieri, e l’eventuale partecipazione al mini torneo dei play off non è così incoraggiante come si potrebbe pensare perché si tratta in realtà di una lotteria non facile da vincere. Marco Baroni avrebbe dovuto puntare alla promozione diretta, arrivare cioè tra le prime due, ma temiamo che sia purtroppo troppo tardi.

Spezia – Pescara 2-2
marcatori 33’ Melchiorri (P); 46’ Brezovec (S), 56’ Brugman (P); 80’ Stevanovic (S)
arbitro Sig. Renzo Candussio di Cervignano
assistenti Sigg. Del giovane e Carbone
calci d’angolo 5 a 4 per La Spezia
espulso 48’ Giannetti (S) per doppia ammonizione

Spezia

Chichizola; Milos, Datkovic, Valentini, Luna (67’ Nenè), Juande, Brezovec; De Las Cuevas ( 71’Kvrzic), Catellani, Situm (72’ Stevanovic); Giannetti.
allenatore Bjelica

Pescara
Fiorillo; Pucino, Salamon, Fornasier, Rossi (81’ Pasquato); Politano (72’ Gessa), Brugman, Zuparic, Zampano; Melchiorri, Sansovini (66’ Pettinari).
allenatore Marco Baroni

Il Pescara non punge

di Daniele Astolfi. Contro il Bari in casa, il Pescara non riesce ad andare oltre lo zero a zero. Nello scontro che avrebbe potuto lanciare gli abruzzesi verso ambizioni importanti, più vicini cioè ai primi due posti utili per poter accedere direttamente in serie A, i biancazzurri presentano i soliti limiti delle partite casalinghe: mancanza di personalità, assenza di gioco e inesistente mentalità offensiva. La formazione degli abruzzesi è condizionata dalle importanti assenze degli squalificati Politano e Zampano. Per cui davanti a Fiorillo giocano Pucino, Salamon, Zuparic e Rossi. A centrocampo agiscono Pasquato, Brugman, Memushaj e Bjarnason. Melchiorri e Sansovini sono le punte. Il tecnico Davide Nicola propone un 4-3-3 molto frenato. Già nel primo tempo si capisce che, per paura, le contendenti rinunciano a farsi male. Per la verità il Pescara parte bene ma non riesce a creare nulla di concreto in fase offensiva. Nella ripresa, l’unico fatto degno di nota è un nettissimo fallo da rigore subito al 55’ dallo splendido Melchiorri in piena area, non rivelato però dal mediocre Fabbri di Ravenna. Troppo poco per i volenterosi ed entusiasti undicimila spettatori che siedono sugli spalti. Per quel che concerne lo spettacolo in campo, infatti, è il caso dire…Tutto il resto è silenzio!!!!

Pescara – Bari 0-0
calci d’angolo 5 a 1 per il Bari
arbitro sig. Fabbri di Ravenna
assistenti sigg. Peretti e Tolfo
spettatori 11.000 circa

Pescara
Fiorillo; Pucino, Salamon, Zuparic, Rossi; Pasquato (62’ Caprari), Memushaj, Brugman, Bjarnason; Melchiorri, Sansovini (79’ Pettinari).
allenatore Marco Baroni

Bari 
Guarna; Sabelli, Rinaudo, Contini, Calderoni (67’ Defendi); Schiattarella, Romizi, Bellomo; Galano, Caputo (78’ Ebagua), Boateng ( 63’ De Luca).
allenatore Davide Nicola

Il Pescara vince a Carpi e si candida per la serie A

di Daniele Astolfi. Grande vittoria esterna del Pescara contro la capolista Carpi. A questo punto gli uomini di Marco Baroni si candidano anche al ruolo di seconda forza del campionato, posizione utile per poter accedere direttamente in serie A. Debbono crederci i biancazzurri, soprattutto considerando lo stato di forma fisico e qualitativo che essi hanno ormai acquisito. La formazione abruzzese si presenta con i migliori del momento: Fiorillo in porta; Zampano e Rossi terzini; Salamon e Zuparic centrali. Il centrocampo è di gran qualità: Politano Brugman, Memushaj e Bjarnason. Le punte sono Melchiorri e Sansovini. Il Carpi ha perso una sola volta nel 2015, è reduce da due vittorie consecutive, il suo portiere Gabriel è imbattuto da 527 minuti e, soprattutto, ricopre il meritato ruolo di capolista indiscussa della serie B. Fabrizio Castori schiera una formazione che risente delle assenze degli infortunati Mbakogu, Suagher, Mbaye. Più Bianco e Romagnoli squalificati. L’inizio della gara del Pescara non è dei migliori. Su un madornale errore di Zuparic, già all’8’ Inglese potrebbe portare in vantaggio i suoi, ma l’attaccante si lascia ipnotizzare da Fiorillo che devìa in angolo. Il Delfino comincia a guadagnare campo e al 20’ si rende pericoloso con una splendida rovesciata di Melchiorri che viene deviata in angolo da Gabriel. Appena dopo è ancora Inglese a penetrare in area pescarese con una interessante iniziativa personale, ma la conclusione è deludente. Prima del riposo ci prova Salamon con un colpo di testa su punizione di Politano. Ma il pallone sfiora il palo alla sinistra di Gabriel. Al 51’ il Pescara passa in vantaggio con una elegante girata di Sansovini. La palla gli viene fornita da uno splendido Zampano, che era riuscito a saltare in un sol colpo due avversari, con una accelerazione delle sue. Al 60’ entra Lasagna, un’altra punta per poter irrobustire l’attacco emiliano. Tuttavia, tre minuti dopo, sono gli ospiti a raddoppiare con Bjarnason, lesto ad anticipare la difesa avversaria con un inserimento dei suoi. Il Pescara riesce a controllare agevolmente la partita e si rende pericoloso ogni volta che agisce di rimessa. All’87’ Melchiorri ‘Il Grande’ dà l’ennesima prova del suo immenso talento: sulla fascia destra salta i difensori del Carpi con eleganza e porge una palla sulla linea di porta a Pasquato che, incredibile dictu, spara oltre la traversa. Al 93’ Sabbione accorcia le distanze grazie alla ormai cronica distrazione che la difesa abruzzese si concede in ogni gara. Comunque, onore ai biancazzurri e onore a Marco Baroni che è finalmente riuscito, dopo un girone d’andata disastroso, a trovare il bandolo della matassa in una squadra di grande spessore tecnico.

Carpi – Pescara 1-2
marcatori 51′ Sansovini (P), 64′ Bjarnason (P), 93′ Sabbione (C)
arbitro Sig. Ivano Pezzuto di Lecce
assistenti Sigg. Citro e Gori
calci d’angolo 8 a 3 per il Carpi

Carpi
Gabriel; Gagliolo, Letizia, Poli, Struna; Di Gaudio, Lollo (79’ Sabbione), Porcari; Molina (76′ Gatto), Pasciuti (60′ Lasagna), Inglese.
allenatore Fabrizio Castori.

Pescara
Fiorillo; Zampano, Salamon, Zuparic, Rossi; Politano (65′ Gessa), Memushaj, Brugman, Bjarnason; Melchiorri (91′ Pettinari), Sansovini (86′ st Pasquato).
allenatore Marco Baroni

Al 90° svanisce il sogno della quarta vittoria consecutiva

di Daniele Astolfi. Peccato! Nello scontro diretto contro il Vicenza, il Pescara passa per due volte in vantaggio, ma si fa raggiungere al 90’, perdendo così l’occasione per collocarsi in una posizione di classifica molto invitante. Obiettivamente, gli adriatici avrebbero meritato la vittoria, per gioco ed occasioni da rete, purtroppo buttate al vento. Sono comunque tante le note liete che la gara ha offerto sul versante biancazzurro: la prestazione della coppia Brugman-Zuparic e quella di Melchiorri su tutti. Come si diceva, anche il gioco è stato accettabile. Il Vicenza, guidato dall’ex Pasquale Marino, ha dimostrato di coprire bene il campo e, soprattutto, di presentare una mentalità propositiva. Tuttavia, ai punti avrebbe vinto il Pescara. La formazione scelta da Marco Baroni è fortemente condizionata dall’assenza degli squalificati Memushaj e Bjarnason, oltre a Selasi nemmeno convocato a causa della febbre. Davanti a Fiorillo si schierano Zampano e Rossi terzini con Pucino e Salamon nel ruolo di centrali. A centrocampo, da destra verso sinistra, agiscono Politano, Brugman, Zuparic e Caprari. Melchiorri e il neo-capitano Sansovini sono gli attaccanti. Nel consueto 4-3-3 di Pasquale Marino, spicca l’assenza del portiere titolare Vigorito, infortunato durante il riscaldamento e sostituito da Bremec. A questo punto il dodicesimo è il bravo giovane Serraiocco, ex pescarese, ex teramano e cittadino di Pescara. A centrocampo, al talentuoso Di Gennaro il compito di menare le danze biancorosse. La prima vera occasione della partita capita soltanto al 14’ tra i piedi di Melchiorri, bravo ad insinuarsi tra i difensori avversari e a calciare da posizione un tantino angolata. La palla sfiora il palo alla sinistra del portiere ospite. La gara non è spettacolare e si deve attendere il 40’ per assistere ad un’altra occasione pericolosa. Su calcio d’angolo calciato da Brugman, Salamon svetta di testa, ma la palla si perde oltre la traversa. Un minuto dopo potrebbe essere Sansovini a siglare la rete del vantaggio, ma il suo tiro non è preciso. Peccato perché, solitario in area avversaria, il ‘sindaco’ era stato ben servito da Politano. Nella ripresa il Pescara parte bene e già al 47’ reclama un rigore per una evidente spinta di un difensore su Sansovini. L’arbitro non vede. Ma la rete del meritato vantaggio arriva al 58’ per merito di Melchiorri che, ben appostato in area, insacca di prepotenza. Al 66’ il Vicenza pareggia sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Cinelli insacca di testa con la complicità di un sorpreso Fiorillo. La reazione dei ragazzi di Baroni è significativa. Al 68’ Marco Sansovini, liberato in piena area da una magia di Brugman, spreca addosso a Bremec una occasione facile facile. Non è giornata per l’eroe delle ultime tre vittorie biancazzurre, poiché al 75’ è ancora il portiere ospite a negargli la gioia della rete. All’81’ finalmente il Pescara si porta di nuovo in vantaggio con una gran rete del bravo Brugman, ben servito all’altezza del dischetto da Pasquato. I giochi sembrano fatti, ma al 90’ ci pensa Sansovini con una inspiegabile giocata a regalare palla a Cinelli. Il mediano biancorosso riesce ad offrire in area una bellissima opportunità per Cocco che di testa insacca per il pareggio definitivo. Incredibile la mancata marcatura del difensore Pucino, che non ‘guarda’ il centravanti mentre si prepara allo stacco in area. Delusione sugli spalti, ma anche soddisfazione per una gara ben interpretata dai propri beniamini.

Pescara – Vicenza 2-2

marcatori
58’ Melchiorri (P), 66’ Cinelli (V); 81’ Brugman (P), 90’ Cocco (V).
calci d’angolo 7 a 6 per il Vicenza
arbitro sig. Nasca di Bari
assistenti sigg. Colella e Olivieri
spettatori 6.000 circa

Pescara
Fiorillo; Zampano, Pucino, Salamon, Rossi; Politano (79’ Gessa), Brugman, Zuparic, Caprari (70’ Pasquato); Sansovini, Melchiorri.
allenatore Marco Baroni

Vicenza
Bremec; Sampirisi (63’ Vita) , Brighenti, Camisa, Garcia; Moretti (79’ Sbrissa), Di Gennaro, Cinelli; Laverone, Cocco, Giacomelli (46’ Spinazzola).
allenatore Pasquale Marino

Sansovini regala al Pescara la terza vittoria consecutiva

di Daniele Astolfi. Marco Sansovini, ancora lui, regala una grande vittoria al Pescara. Contro un’ottimo Crotone, i biancazzurri riescono ad ottenere tre punti d’oro per una posizione, nella zona play off, che si fa sempre più interessante. Per la verità il gioco non è stato spumeggiante come a Chiavari, ma a questo punto del campionato e considerando che la ventinovesima gara di campionato è stata giocata in notturna dopo soli tre giorni dall’ultima, ci si può ritenere comunque soddisfatti. Purtroppo nel prossimo turno, contro il Vicenza dell’ex Pasquale Marino, Marco Baroni dovrà fare a meno di due pedine importanti come Memushaj e Bjarnason. Il Pescara si presenta in campo, è questa la prima volta, con la stessa formazione che sabato scorso aveva espugnato Chiavari. In porta gioca Fiorillo con linea difensiva composta da Zampano, Salamon, Memushaj e Rossi. A centrocampo agiscono Politano, Selasi, Memushaj e Bjarnason. Melchiorri e Sansovini sono gli attaccanti. Il Crotone, invece, attua il solito 4-3-3. Un modulo ben interpretato dagli uomini del bravo tecnico Massimo Drago. Partono bene i calabresi che mettono gli avversari in grande difficoltà con ottimi sincronismi e puntuali sovrapposizioni di fascia. Infatti già al 2’, dalla distanza Matute impegna Fiorillo in una splendida parata. Al 16’ è ancora il Crotone a rendersi minaccioso con uno splendido cross di Dezi per la testa di Torregrossa. La palla sorvola di poco la traversa. Gli abruzzesi faticano non poco a contenere le sfuriate offensive dell’avversario. Al 18’ è Dezi che non riesce a colpire da ottima posizione. Il primo tiro in porta del Pescara avviene al 25’. Si tratta di una grossa opportunità: ottimo scambio Bjarnason – Politano con tiro dell’ex romanista e palla di poco a lato. Al 28’ è ancora Politano a calciare in porta, ma Cordaz non si fa sorprendere e devia in angolo l’insidiosa palla. Il Crotone reagisce con veemenza e soltanto una disperata scivolata di Rossi nega a Torregrossa la gioia della rete e del vantaggio ospite. A due minuti dalla fine del primo tempo, il tecnico adriatico sostituisce uno stanco Selasi con il talentuoso Brugman. Già ad inizio ripresa la sostituzione produce effetti sulla fluidità della manovra biancazzurra. Con i tempi dettati dal nuovo regista, si vede un Pescara più intraprendente. Al 48’ è Melchiorri a colpire di testa su calcio d’angolo battuto da Politano, ma la palla non centra lo specchio della porta. Al 51’ il Delfino si porta in vantaggio grazie ad un rigore realizzato da Memushaj e concesso dall’arbitro per atterramento di Bjarnason in piena area. Soltanto sette minuti dopo, però, il Crotone pareggia con un piazzato di Ciano che deposita indisturbato alle spalle dell’incolpevole Fiorillo. Sembrerebbe la solita infruttuosa partita casalinga, ma al 78’ ci pensa “il Sindaco” a fugare ogni paura con una meravigliosa pennellata ‘alla Del Piero’ dipinta da fuori area. Vantaggio del Pescara e, soprattutto, terza vittoria consecutiva, utile ad una invidiabile posizione in classifica.

Pescara – Crotone 2-1
marcatori 51’ Memushaj (P), 58’ Ciano (C), 78’ Sansovini (P)
calci d’angolo 11 a 6 per il Crotone
arbitro sig. Riccardo Rosi di Pordenone
assistenti sigg. Calò e Ceccarelli.
spettatori 6.421 per un incasso complessivo di € 38.096,00
espulso Bjarnason 80’ per somma di ammonizioni

Pescara
Fiorillo; Zampano, Salamon, Zuparic, Rossi; Politano (74’ Caprari), Selasi (43’ Brugman), Memushaj, Bjarnason; Sansovini (88’ Gessa), Melchiorri.
allenatore Marco Baroni

Catania
Cordaz; G. Zampano, Claiton (74’ Gigli), Ferrari, Martella; Dezi, Matute (81’ Padovan), Maiello; Ciano, Torregrossa, Stojan (62’ Ricci).
allenatore Massimo Drago.

Tripletta di Sansovini e il Pescara vola

di Daniele Astolfi. Grande vittoria, grande Pescara, grande Sansovini. I ragazzi di Marco Baroni espugnano Chiavari con una prestazione superba ed una performance da incorniciare dell’ex Marco Sansovini. Significativo è il balzo in classifica che vede adesso gli adriatici in piena zona play-off. Anche il Lanciano, bloccato in casa dal Cittadella, è stato superato. Nella formazione iniziale la novità in attacco è rappresentata dalla presenza del sindaco accanto a Melchiorri, conferma dovuta dopo la splendida rete della vittoria sul Catania di domenica scorsa. In difesa, l’ottimo Zampano e Rossi, sull’altro versante, sono i terzini. Salamon e Zuparic giocano da centrali difensivi davanti a Fiorillo. A centrocampo il collaudato quartetto costituito da Politano, Selasi, Memushaj e Bjarnason. Nell’Entella spicca la presenza dell’ex Cutolo. Dopo un buon inizio dei locali, ed un evidente rigore non concesso al Pescara per un netto fallo su Bjarnason, il Pescara si porta in vantaggio al 12’ per merito dell’ex Sansovini su bel cross dalla destra di Zampano. Due minuti dopo è lo stesso Sansovini a raddoppiare con una splendida traiettoria dalla distanza, dopo che il portiere locale aveva clamorosamente sbagliato la rimessa. Tuttavia al 19’ Lanini accorcia le distanze con un tiro angolato. Gli abruzzesi reagiscono e si rendono pericolosi con Politano al 26’ che trova pronto Paroni alla respinta corta, ma Bjarnason non sa approfittarne e spara alle stelle. Tuttavia il vichingo non sbaglia al 47’ quando, su grande assist di Sansovini, porta a tre le reti per il Pescara con un facile colpo di testa. Nel secondo tempo, i biancazzurri rientrano in campo ancora più concentrati. Al 54’ Politano sferra un gran tiro dalla distanza parato da Paroni. Al 63’ l’eroe del giorno firma la tripletta personale: Marco Sansovini si presenta a tu per tu con l’estremo ospite e lo ‘uccella’ con grande freddezza. L’Entella va in bambola e al 64’ rimane addirittura in dieci dopo l’espulsione di Russo. Il difensore locale commette fallo da ultimo uomo su Melchiorri lanciato a rete. Al 67’ la giornata si fa disastrosa per i liguri che subiscono anche la quinta rete per merito di Melchiorri che beffa Paroni con un colpo di tacco ‘alla Bettega’ su splendido cross dell’ottimo Zampano.

Entella – Pescara 2-5
marcatori al 12′ e 14′ Sansovini (P), 19′ Lanini (VE), 47′ Bjarnason (P), 63’ Sansovini (P), 67′ Melchiorri (P), 81’ Masucci (VE).
arbitro Sig. Ripa di Nocera Inferiore
assistenti Sigg. Valeriani e Borzoni
note Al 38’ Memushaj sbaglia calcio di rigore.
espulso Russo al 64’
calci d’angolo 4 a 1 per il Pescara

Entella
Paroni; Belli, Russo, Ligi, Iacoponi; Troiano (46′ st Volpe), Botta (55’ Mazzarani), Costa Ferreira (46’st Staiti); Masucci, Lanini E., Cutolo.
allenatore Luca Prina

Pescara
Fiorillo; Zampano, Zuparic, Salamon, Rossi; Politano (72’ Gessa), Memushaj, Selasi, Bjarnason ( 87’ Pettinari); Melchiorri, Sansovini (65’ Brugman).
allenatore Marco Baroni

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