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Gioco, gol e spettacolo

Il Pescara che ha battuto il Bari 3 a 1 è stato un gran bel Pescara. Per tutto il girone di andata abbiamo monitorato una squadra in costante crescita e ne abbiamo tessuto le lodi. Dopo la netta affermazione contro la squadra pugliese, si può affermare che il percorso di crescita sia compiuto. Certo si può sempre migliorare ma, dopo quello che la squadra ha fatto vedere, Oddo potrà lavorare solo sui dettagli perché la sua creatura ha ormai una precisa identità. Un’identità che si definisce sempre meglio partita dopo partita e che contribuisce a far cresce l’autostima.

Con il gioco, i gol e lo spettacolo tornano anche i tifosi
E finalmente contro il Bari anche lo stadio ha offerto un bellissimo colpo d’occhio. Spalti non più vuoti ma pieni di bandiere e calore, lo scenario migliore per giocare una partita di calcio. Meglio per i calciatori che sentono la vicinanza della città attraverso i tifosi presenti allo stadio, meglio per il gioco del calcio che, giova ricordarlo, senza i tifosi non esisterebbe o sarebbe destinato a diventare figlio di un Dio minore.

Lapadula, Caprari e le promesse di Sebastiani
I due Gianluca, Lapadula e Caprari, continuano a stupire e a segnare. Alfieri e rappresentanti di una squadra che sta superando anche le più rosee aspettative. Con i loro gol stanno spingendo sempre più in alto il Pescara, con i loro gol stanno attirando l’attenzione di tante squadre che già nel mercato di gennaio hanno avanzato proposte. Il presidente Sebastiani, intervenendo a Calcio Totale, aveva dichiarato che Lapadula e Caprari non avrebbero lasciato Pescara. È stato di parola, i due gioielli del Pescara resteranno in riva all’Adriatico almeno fino a giugno. Per farli restare anche il prossimo anno c’è però bisogno di altre cose. La prima di queste, la più importante, è vincere il campionato. E allora forza, sotto a chi tocca…

Buon calcio a tutti.

Pescara-Bari_30 gennaio 2016

La Foto della settimana_18

Contro il Bari lo stadio Adriatico ha offerto un bellissimo colpo d’occhio. La Curva Nord “Marco Mazza”, sempre presente, una sciarpata da brividi.

Due partite due punti, il cantiere è in piena attività

I due pareggi contro Bari e Salernitana, per come sono stati ottenuti, raccontano che il cantiere Pescara 2015/2016 è in piena fase evolutiva. Si sta costruendo, soprattutto devono integrarsi gli ultimi arrivati a cominciare dall’ultimo capocannoniere della serie cadetta: Andrea Cocco.
Due partite e due pareggi diversi. A Bari il Pescara ha offerto un’ottima prova, riuscendo a conquistare una supremazia territoriale fin dai primi minuti di gioco. Ha dimostrato maturità, consapevolezza dei propri mezzi, e grande tecnica in mezzo al campo. Contro la Salernitana, soprattutto per tutto il primo tempo, la squadra si è espressa su livelli anche superiori alla partita precedente, ma non ha avuto la capacità di chiudere la gara ed è dunque arrivato il secondo pareggio consecutivo.

La strada è ancora lunga, il futuro può essere roseo
Procede dunque per il verso giusto la costruzione di una nuova squadra con un’età media molto giovane. Massimo Oddo sta dimostrando di essere un allenatore competente che può portare il suo contributo positivo alla causa del Pescara.
Domani tocca al Vicenza dell’ex Pasquale Marino, sorpresa e rivelazione dello scorso campionato. Una trasferta insidiosa che può contribuire a definire di più e meglio la cifra tecnica della squadra biancazzurra.
Tornare da Vicenza con un risultato positivo potrebbe aiutare la crescere dell’autostima della squadra e potrebbe fungere da acceleratore per la piena integrazione di tutti i componenti della rosa.
Ci si aspetta un ulteriore passo in avanti sulla capacità di costruzione del gioco e un netto miglioramento in fase di finalizzazione. In molti si augurano sia il gran giorno di Cocco che, al rientro nella città che lo ha consacrato tra i migliori del torneo cadetto, potrebbe ritrovare anche la via del gol.

Come sempre non resta che aspettare poche ore e goderci lo spettacolo di un’altra bella giornata di sport.
Buon calcio a tutti.

Il Pescara di Marco Baroni delude e non va oltre lo 0-0 nella gara contro il Bari

Ci si aspettava una vittoria, ma vittoria non è stata. Contro il Bari, che si è dimostrata essere una buona squadra, il Pescara non riesce a vincere anche perché riesce nell’impresa di non tirare mai in porta. In verità ci sono stati due tiri, uno di Caprari, una sorta di passaggio al portiere e un tentativo di Bjarnason che il portiere avversario devia in calcio d’angolo con la palla che sarebbe, in ogni caso, andata fuori dallo specchio della porta. C’è stato, infine, un clamoroso fallo di rigore ai danni di Melchiorri che l’arbitro non ha fischiato. Poco, troppo poco, per pretendere di vincere una partita che sarebbe stato molto importante vincere.

La sindrome dell’Adriatico
I numeri dicono che il Pescara raccoglie più in trasferta che in casa. Fino ad oggi i biancazzurri hanno disputato sedici gare in casa e sedici in trasferta. Ventisei i punti conquistati in trasferta, frutto di sette vittorie e quattro pareggi. Ventidue i punti conquistati in casa con cinque vittorie e sette pareggi. Le partite perse sono quattro all’Adriatico e cinque quelle in trasferta. Interpretando i numeri si può affermare che il Pescara di Marco Baroni rende di più quando non è costretto a “fare” la partita, quando cioè il pallino del gioco è in mano all’avversario. In quelle condizioni i suoi calciatori, molti dei quali dotati di un tecnica superiore alla media, rendono al meglio. Se accanto ad una valutazione quantitativa esprimiamo anche una valutazione qualitativa non possiamo non dire che la squadra soffre quando deve impostare il gioco e dettare i ritmi di gioco. Una squadra dunque camaleontica che si adatta all’avversario, pronta a sfruttare le debolezze altrui, incapace però di nobilitare ed esaltare le proprie virtù.

A La Spezia per vincere
Se dunque i numeri non mentono il Pescara potrebbe recuperare i punti non conquistati in casa contro il Bari nella trasferta di domani in terra ligure. Sarebbe una vittoria molto importante conquistata contro una diretta concorrente. E dunque, numeri a parte, se il Pescara vuole continuare a coltivare sogni di gloria deve cogliere un risultato positivo contro lo Spezia perché, arrivati a questo punto della stagione, ogni partita è determinante. “Step by step” dicono gl’inglesi, passo dopo passo. Fra poche ore scopriremo se possiamo continuare a contare i passi che ci dividono dalla serie A oppure dobbiamo cominciare a pensare al prossimo campionato di serie B.
Buon campionato a tutti.

Pescara-Bari_20 marzo 2015

Salamon si conferma essere il migliore dei biancazzurri, un calciatore di categoria superiore che il prossimo anno giocherà, sicuramente in serie A.

Salamon si conferma il migliore dei biancazzurri, Bjarnason sempre sul podio

15 Salamon 6,875

9 Melchiorri 6,625

8 Bjarnasson 6,25

19 Pettinari 6,25

32 Memushaj 6,125

16 Brugman 6

1 Fiorillo 6

13 Zuparic 5,875

2 Pucino 5,75

29 Rossi 5,75

42 Sansovini 5,625

7 Pasquato 5,25

10 Caprari 5

Marco Baroni 5,625

Il Pescara non punge

di Daniele Astolfi. Contro il Bari in casa, il Pescara non riesce ad andare oltre lo zero a zero. Nello scontro che avrebbe potuto lanciare gli abruzzesi verso ambizioni importanti, più vicini cioè ai primi due posti utili per poter accedere direttamente in serie A, i biancazzurri presentano i soliti limiti delle partite casalinghe: mancanza di personalità, assenza di gioco e inesistente mentalità offensiva. La formazione degli abruzzesi è condizionata dalle importanti assenze degli squalificati Politano e Zampano. Per cui davanti a Fiorillo giocano Pucino, Salamon, Zuparic e Rossi. A centrocampo agiscono Pasquato, Brugman, Memushaj e Bjarnason. Melchiorri e Sansovini sono le punte. Il tecnico Davide Nicola propone un 4-3-3 molto frenato. Già nel primo tempo si capisce che, per paura, le contendenti rinunciano a farsi male. Per la verità il Pescara parte bene ma non riesce a creare nulla di concreto in fase offensiva. Nella ripresa, l’unico fatto degno di nota è un nettissimo fallo da rigore subito al 55’ dallo splendido Melchiorri in piena area, non rivelato però dal mediocre Fabbri di Ravenna. Troppo poco per i volenterosi ed entusiasti undicimila spettatori che siedono sugli spalti. Per quel che concerne lo spettacolo in campo, infatti, è il caso dire…Tutto il resto è silenzio!!!!

Pescara – Bari 0-0
calci d’angolo 5 a 1 per il Bari
arbitro sig. Fabbri di Ravenna
assistenti sigg. Peretti e Tolfo
spettatori 11.000 circa

Pescara
Fiorillo; Pucino, Salamon, Zuparic, Rossi; Pasquato (62’ Caprari), Memushaj, Brugman, Bjarnason; Melchiorri, Sansovini (79’ Pettinari).
allenatore Marco Baroni

Bari 
Guarna; Sabelli, Rinaudo, Contini, Calderoni (67’ Defendi); Schiattarella, Romizi, Bellomo; Galano, Caputo (78’ Ebagua), Boateng ( 63’ De Luca).
allenatore Davide Nicola

Il Pescara vince a Carpi e non può più giocare a nascondino

Nelle ultime cinque giornate di campionato i biancazzurri allenati da Marco Baroni hanno ottenuto quattro vittorie e un pareggio, ovvero tredici punti su quindici.
L’ultimo di questi risultati positivi è stata la vittoria, netta, in casa della capolista Carpi. Se è vero che il risultato non dice sempre tutta la verità, non si può non tenere conto di questo andamento ed è per questo motivo che si può affermare, senza tema di mentita, che il Pescara non può più giocare a nascondino.
La posizione in classifica e il livello, soprattutto quantitativo, delle prestazioni, dice che i biancazzurri sono in piena corsa per la promozione in serie A.
Baroni, che è persona scaramantica assai, non pronuncia nemmeno la fatidica prima lettera dell’alfabeto, ma ormai non ci si può più nascondersi.

Melchiorri e Sansovini possono garantire i gol per la serie A
La partenza di Pippo Maniero per Catania aveva turbato tutto l’ambiente biancazzurro. I tifosi, ma anche parte della stampa specializzato non aveva approvato tale scelta. L’arrivo di Sansovini non aveva scaldato i cuori in riva all’Adriatico, se non per l’affetto e la riconoscenza che tutto l’ambiente biancazzurro nutre nei confronti del bomber romano di casa a Pescara. Ma con il passar delle giornate lo scambio indiretto, Maniero al Catania e Sansovini al Pescara si sta rivelando come una vera e propria manna. L’intesa tra il capitano della squadra di Zeman e Federico Melchiorri è quasi perfetta e i gol, di entrambi, sono la testimonianza migliore. La nuova coppia d’attacco si propone dunque come l’opzione migliore per scardinare le difese avversarie e tentare la scalata alla serie A.

Adesso si fa sul serio
Mancano undici partite al termine del campionato, sei in casa e cinque in trasferta. Tutti si aspettano il definitivo salto di qualità da parte della squadra di Daniele Sebastiani, Danilo Iannascoli & company. Un salto di qualità soprattutto nella continuità di risultati positivi perché da venerdì in poi, giorno dell’anticipo contro il Bari, ogni passo falso potrebbe essere determinante e pesare in maniera irrimediabile sul risultato finale.
In società ci credono, il pubblico ci crede, la stampa specializzata sta accompagnando la crescita della squadra, la squadra è convinta dei propri mezzi. Ci sono tutti i presupposti per fare bene e dunque bisogna provarci.
L’unico che tiene a freno le parole è l’allenatore, ma è evidente che la sua è scaramanzia allo stato puro. Avanti tutta dunque, la serie A è dietro l’angolo bisogna solo andare a prenderla.
Buon campionato a tutti.

Il momento è catartico

Una squadra senza personalità e gioco
La partita del Pescara disputata contro il Bari ha rafforzato l’idea che i biancazzurri sono una squadra senza gioco e personalità. E dopo quattro mesi di lavoro con il nuovo allenatore questo è l’aspetto più negativo di questo inizio di stagione.
Il Pescara, quando gioca nel campionato di serie B, non può giocare come una provinciale qualunque, non è accettabile per il blasone recente della squadra e per la qualità tecnica dell’organico a disposizione di Baroni. Può perdere, ovviamente, ma non può giocare partite come contro il Carpi e il Bari.
La mancanza di gioco è sotto gli occhi di tutti analogamente alla mancanza di personalità e a questo non giova verto che la squadra non sia in grado di esprimere nemmeno un capitano.

Il momento è catartico
Potrebbe giungere in soccorso il mantra di Flavio Oreglio, noto cabarettista italiano. Ci sarebbe bisogno di una catarsi, una vera e propria cerimonia di purificazione per ricominciare tutto dall’inizio, ricordando che la catarsi perché sia tale richiede il sacrificio di un capro espiatorio…
Giocare con dieci calciatori dietro la linea della palla non appartiene al credo calcistico pescarese di oggi e di ieri, soprattutto Baroni non è stato ingaggiato per questo. Dunque si cambi registro immediatamente, fin dalla prossima partita e, reiterando la richiesta della scorsa settimana, si chieda al tecnico di portare la nave fuori dalle secche in cui si è arenata, altrimenti si compiano gli atti dovuti.

Poca luce e molte ombre
C’è poco da salvare nel Pescara di questi ultimi tempi. Il solito Politano, uno dei pochi in grado di “accendere la luce”. Un sempre più sorprendente Melchiorri che, partita dopo partita, sta conquistando consensi crescenti. Il ritrovato Memushaj che, anche se impiegato in un ruolo che non gli appartiene, sta dimostrando di aver superato l’infortunio, candidandosi a recitare un ruolo da protagonista.
Infine, l’ingaggio di Pasquale Marino da parte del Vicenza rende più semplice, soprattutto perché meno oneroso per la società, intervenire sulla conduzione tecnica della squadra. Il tempo delle attese è giunto al termine. La squadra può e deve giocare un buon calcio e conquistare punti, altrimenti tutti ci attendiamo, salvifici, cambiamenti.

La sorpresa Aldegani con Memushaj. Poi il solito Melchiorri

Le pagelle di Bari-Pescara

12 Aldegani_7,125

9 Melchiorri_6,5

32 Memushaj_6,5

7 Politano_6,25

24 Selasi_6,25

20 Nielsen_6,125

14 Sowe_6,125

2 Pucino_6

17 Cosic_6

13 Zuparic_5,75

33 Grillo_5,625

8 Bjarnason_4,75

6 Appelt_4,75

1 Fiorillo_sv

Marco Baroni_5,125

© 2017 Calcio Totale / Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pescara il 03/09/2014 al n° 11. Registro della Stampa del Tribunale di Pescara n° 11-2014.

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