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Pescara-Bologna_5 giugno 2015

40_La Foto della settimana

Massimo Oddo, con lui in panchina il Pescara “accarezza” la serie A

Un pareggio che lascia l’amaro in bocca

Il Pescara fuori dalle mura amiche ritrova se stesso e punti che fanno classifica. A Bologna, contro la squadra con la migliore rosa del campionato, i biancazzurri giocano una buona partita e conquistano un pareggio che gli consente di conquistare il nono posto della classifica con 32 punti, a ridosso della zona play off.
Un pareggio che lascia l’amaro in bocca perché si ha la sensazione che, soprattutto nella fase finale della gara, si sia sciupata una buona occasione per rosicchiare punti a una big del campionato. È mancata un po’ di spregiudicatezza ai ragazzi di Baroni per provare a vincere una partita che avrebbero potuto vincere.

Finalmente non si parlerà più di mercato
Si chiude la sessione invernale del calcio mercato e il Pescara che aveva, soprattutto, l’esigenza di sfoltire la rosa, si trova con lo stesso numero di calciatori agli ordini di mister Baroni. Sono partiti Maniero, Appelt Pires, Nielsen, Cosic, Da Silva, Sowe e Pogba, si registra inoltre la cessione a titolo definitivo di Marco Capuano al Cagliari, e sono arrivati in riva all’Adriatico, Abecasis, Pettinari, Bruno, Gessa, Fornasier, Vrodlojak, Rossi e, soprattutto Marco Sansovini. La squadra era competitiva prima del mercato e lo resta anche adesso, nonostante la cessione di Pippo Maniero. Tocca adesso a Marco Baroni dimostrare di essere un allenatore all’altezza delle aspettative di una piazza esigente come quella di Pescara.

In attesa di capire cosa può ottenere il Pescara da questo campionato
Ciò che non è ancor chiaro dopo il girone di andata è il reale valore della squadra, ovvero capire quale possa essere l’obiettivo massimo per questa stagione. In molti, e noi tra questi, pensano che l’obiettivo minimo non possa che essere la disputa dei play off. Lo dicono anche i calciatori, non ultimo il “sindaco” Marco Sansovini, lo pensano i tifosi e gli addetti ai lavori. Anche l’attuale classifica conferma che l’obiettivo sia alla portata del Pescara. Certo è che per ottenerlo bisogna tornare a vincere le partite casalinghe e osare di più. La qualità tecnica della rosa e la buona intesa raggiunta dalla squadra fanno ben sperare in questo senso. Non resta dunque che attendere le prossime gare, partendo dalla sfida di domani contro il Cittadella di Claudio Foscarini.

Bologna-Pescara_31 gennaio 2015

L’impegno dei biancazzurri nel riscaldamento pre partita testimonia l’impegno e la volontà del gruppo d’imporsi anche sul campo del Bologna.  In testa al gruppo Salamon che risulterà essere anche il migliore in campo.

Salamon, leader indiscusso della difesa. Fornasier sul podio

Le pagelle di Bologna-Pescara

15 Salamon 7

6 Fornasier 6,625

24 Selasi 6,625

1 Fiorillo 6,375

10 Caprari 6,33

7 Politano 6,25

32 Memushaj 6,25

9 Melchiorri 6,25

2 Pucino 6,125

8 Bjarnasson 5,875

25 Pasquato 5,875

29 Rossi 5,75

16 Brugman sv

13 Zuparic sv

Marco Baroni 6

Manca la prova di maturità e la continuità

Ciò che manca al Pescara edizione 2014/2015 è la continuità dei risultati e una prova di maturità che solo il campo può consegnare. E la partita persa in casa contro la Ternana è la prova evidente di questa affermazione.
In molti si aspettavano una vittoria per tante ragioni. Un avversario privo di molti titolari, la volontà della squadra, manifestata a parole da tanti protagonisti, di dare una svolta definitiva al campionato, la superiorità, presunta, della squadra biancazzura rispetto ai rossoverdi umbri. Così non è stato e il Pescara ha perso una buona occasione per affermarsi come una delle protagoniste, positive, del campionato.

Buon primo tempo, ma è mancato il colpo del ko
Eppure la partita contro la Ternana era iniziata bene, un buon primo tempo lasciava sperare in un finale diverso, ma così non è stato. La squadra non è stata capace di chiudere la partite nella prima frazione di gioco quando avrebbe meritato il pareggio. Fa tutto il Pescara. Solito errore in difesa e vantaggio degli umbri al primo giro di orologio. La squadra recupera subito lo svantaggio con un Bjarnason sempre più convincente, ma non riesce a sancire la superiorità manifestata sia in termini di gioco sia in termini territoriali. Nel secondo tempo infatti cresce la Ternana e si spegne sempre più velocemente il Pescara con il passare dei minuti.

La sconfitta non è un dramma, ma non si può nemmeno gioire
La Ternana vince una partita che poteva anche perdere, ma non “ruba” niente all’Adriatico. Il Pescara invece resta al palo e rimanda a momenti altri gioie per i suoi tifosi. Già dalla partita di domani, la sfida contro il Bologna è anche per questo motivo molto stimolante, questo può succedere. Una squadra che ha già dimostrato di rendere di più e meglio in trasferta potrebbe riprendere la marcia verso la conquista di posizioni più consone alla qualità della rosa a disposizione di baroni, che non sarà la migliore della categoria, ma certo è tra le prime della cadetteria.
Certo il Bologna non è un avversario facile da affrontare, i nuovi acquisti e una compagine societaria di alto profilo, basti pensare a Fenucci e Corvino rispettivamente Amministratore delegato e Direttore sportivo, fanno del Bologna una delle squadre più accreditate per la promozione in serie B.
Bologna rievoca ricordi felici per i tifosi del Pescara, chissà che non si possa, già da domani, aggiornare l’album dei successi in terra bolognese.

12ª Giornata_1 novembre 2014

Nel giro di otto giorni, visto che c’è stato il turno infrasettimanale, siamo passato da 4 formazioni al comando, poi 2, Bologna Carpi, e ora il solo Carpi. Premesso che domani c’è il derby emiliano, quindi si può ribaltare la situazione, guardiamo qualche numero per cercare di capire di che matrice è l’exploit della capolista a sorpresa. Il Carpi di Castori è la squadra che ha vinto di più in assoluto, 7 su 12, e una delle 5 che non hanno mai perso in casa. È anche quella che ha segnato di più, 22 gol, mentre sta messa bene dietro (solo 10 subiti).
Passando alle altre curiosità, la difesa meno battuta è quella del Frosinone con 8, la più perforata quella del Trapani (23), seguita a ruota da Varese (22) e Pescara (21). Stiamo parlando quasi del triplo… Restando ai numeri generali, la Virtus Lanciano è la squadra che ha perso di meno, 1 sola volta in 12 partite. La squadra che ha segnato di meno è il Vicenza, appena 7 gol. Curiosità: il Modena, 9 gol fatti e 9 subiti. L’unica squadra che non ha mai vinto in casa è la Ternana, che come la Virtus Entella non ha mai usufruito di un rigore a favore. Invece, Livorno e Modena non si sono mai viste assegnare un penalty contro.

I dati di questo primo quarto di campionato riferiscono che le squadre di testa marciano ai ritmi più lenti degli ultimi 10 anni, quindi facendo le proiezioni, la serie A diretta oggi sarebbe sui 75-78 punti.
Ben 8 delle 22 squadre hanno una media uguale o inferiore ad 1 punto a partita. Però inferiore non di molto e questo rende apertissimo il discorso salvezza (che si ottiene di solito con la media di 1.19) perché significa che anche le ultime non sono lontanissime dall’obiettivo. La classifica ultimamente ha cominciato a sgranarsi, ma resta sempre relativamente corta rispetto agli anni passati. Quindi chi vuole ha tempo e modo per rimettersi in carreggiata, purché si dia una mossa. Ad esempio le quattro squadre che hanno perso la metà esatta delle partite disputate, cioè Pescara, Catania, Crotone e Vicenza. Il Latina, paradossalmente, ne ha perse “solo” 5 pur essendo ultima da sola. Curiosa la crisi di questa squadra che solo pochi mesi fa stava lottando per la serie A nella finale play off contro il Cesena.

Rispetto alle prime giornate, l’unica squadra che ha frenato vistosamente è il Perugia, quelle maggiormente in ascesa Carpi, Livorno e Bologna. Tutte le altre sono più o meno in linea con il trend che avevano sin dalle primissime giornate.
Infine, i capocannonieri Castaldo (Avellino), Mbakogu (Carpi) e Marchi (Pro Vercelli) hanno segnato 8 gol con tre rigori a testa, quindi senza rigori il vero capocannoniere sarebbe l’ex biancazzurro Vantaggiato oggi al Livorno.

10ª e 11ª giornata_26 e 28 ottobre 2014

Anche stavolta il turno infrasettimanale ha regalato sorprese. Alla decima giornata erano ben quattro le squadre appaiate in testa alla classifica, martedì sera hanno resistito soltanto il Bologna e il sorprendente Carpi. Quest’ultima formazione ha anche sorpassato la Virtus Lanciano nel numero delle reti segnate (21 contro 20), mentre le difese più perforate sono Trapani e Varese con 21 gol al passivo.

Nel doppio impegno ravvicinato (si giocava dopo tre giorni) hanno sempre Bologna, Carpi e Catania, mentre la Ternana ha sempre perso e Perugia e Pro Vercelli non hanno segnato nessun gol (il Perugia, però, non ne ha neppure presi). Dopo le tre della decima, nell’ultima giornata in trasferta ha vinto solo il Modena, come spesso accaduto in precedenza e a dimostrazione che in questa stagione il fattore campo ha una valenza superiore al passato. Quello di serie B è il campionato in cui si è segnato di più rispetto a tutte le altre categorie, con il 30% dei gol realizzato nell’ultima mezz’ora. Il Latina è la squadra con la serie negativa più lunga, non vince da dieci giornate. La Virtus Lanciano è la squadra che ha perso di meno, una volta sola.

Rigori. Gli ultimi tre rigori contro l’Avellino (in totale quattro) sono stati tutti sbagliati. Solo nell’ultima partita contro la Virtus Entella non sono stato concessi rigori pro o contro il Catania, anche se la media di penalty nella gare degli etnei resta impressionante. Ben otto (di cui sei segnati) a favore e cinque (uno sbagliato) contro. Ternana e Virtus Entella non hanno ancora usufruito di un rigore a favore, mentre a Livorno e Modena non ne hanno mai fischiato uno contro.

Politano guadagna la palma del migliore in campo

Le pagelle di Pescara-Bologna

7 Politano_6,375

15 Salamon_6,25

8 Bjarnason_6,125

25 Pasquato_6,125

1 Fiorillo_6

19 Maniero_5,625

31 Guana_5,625

2 Pucino_5,5

5 Pesoli_5,5

33 Grillo_5,375

17 Cosic_5,25

6 Appelt_4,875

25 Lazzari_4,5

9 Melchiorri_sv

Marco Baroni_5

Il Pescara non sa più vincere

Il Bologna infligge la prima sconfitta della stagione al Pescara
In nove minuti il Pescara di Marco Baroni subisce tre gol dal Bologna di Diego Lopez. Accade nel primo tempo, la frazione di gioco in cui il Pescara edizione 2014/2015 si esprime peggio. Era accaduto anche a Terni, primo tempo regalato agli avversari e secondo tempo arrembante, tonico, quasi da sembrare una squadra diversa. Contro il Bologna, così come era successo contro la Ternana, Baroni cambia tre/undicesimi della squadra e, puntualmente “buca” la prima frazione di gioco.
Due le novità più rilevanti nell’undici iniziale: Guana sostituisce Nielsen e Lazzari prende il posto di Pasquato. Calciatori che più diversi non si può. Guana non è un costruttore di gioco, tantomeno un incursore, le differenze con il danese sono evidenti. Anche Nielsen non costruisce gioco, ma non intralcia il lavoro a centrocampo di Appelt. Si giustappone, non si sovrappone. Ancora più marcate le differenze tra Lazzari e Pasquato. Le scelte di Baroni sono dunque scelte che riguardano i singoli, ma che hanno ripercussioni sul collettivo e sul modulo di gioco.

Nove minuti di black out da non ripetere
Il Pescara subisce tre gol dal Bologna in soli nove minuti. Gol che scaturiscono più da errori dei biancazzurri che da giocate efficaci dei felsinei. Se si esclude il classico “gol della domenica” di Buchel, gli altri due gol sono invece il frutto di errori individuali e collettivi della squadra allenata da Marco Baroni. La sconfitta maturata contro il Bologna è dunque una sconfitta la cui paternità può essere ascritta in egual misura ai calciatori e al tecnico. Ai calciatori per aver perso la trebisonda in un momento cruciale della partita, al tecnico per avere sbagliato la formazione iniziale.

Adesso due partite in quattro giorni, Cittadella in trasferta e Latina in casa nel turno infrasettimanale di martedì 23 settembre
Non è successo, ovviamente, niente di irreparabile. Siamo solo all’inizio di un percorso lungo e difficile. Il Pescara sceso in campo contro il Bologna aveva 8 calciatori nuovi su 11 rispetto alla scorsa stagione. Non è dunque questo il tempo dei giudizi definitivi, è però il tempo giusto per esercitare la critica. Se poi la critica fosse uno degli elementi della dialettica, soprattutto, con il tecnico sarebbe molto meglio. Baroni invece, come la maggior parte degli allenatori italiani, non gradisce discutere delle prestazioni dei singoli, tantomeno delle sue scelte. La risposta in questi casi è sempre la stessa: «Mi assumo tutte le responsabilità». Un’affermazione che può dire molto se è suffragata da argomentazioni, non dice niente se l’affermazione coincide con l’argomentazione.
Siamo solo alla quarta giornata, ma c’è già bisogno di voltare pagina, sia negli atteggiamenti in campo sia nel rapporto con i media. Le occasioni non mancano a cominciare dai due impegni ravvicinati che vedranno il Pescara impegnato sabato in trasferta contro il Cittadella e martedì in casa contro il Latina.
Il campionato è appena iniziato, il meglio deve ancora arrivare.

Sconfitta amara

di Daniele Astolfi. È molto amara la sconfitta inflitta dal Bologna ai danni del Delfino. È la prima del campionato ed avviene in casa già al terzo turno. Tutto è maturato nel primo tempo, con errori individuali ed amnesie di reparto, incomprensibili per quanto di positivo i biancazzurri avevano mostrato finora. I fantasmi dello scorso sciagurato campionato si sono paurosamente ripresentati nella mente dei tifosi presenti sugli spalti. A nulla è valso il buon secondo tempo che i ragazzi di Baroni hanno poi disputato. Ad onor del vero, la prestazione negativa è stata il frutto di inspiegabili scelte che il tecnico pescarese ha preso in termini di formazione. Considerando le buone prove che i titolari avevano offerto nelle due prime gare, il Pescara si è presentato in campo con novità di schieramento che hanno da subito fatto storcere il naso ai tifosi biancazzurri presenti all’Adriatico.
Salamon al posto di Zuparic, Guana schierato da interno e, soprattutto, la decisione di schierare Lazzari al posto di Pasquato, migliore in campo a Terni, sono sembrate scelte estremamente discutibili. Si è visto da subito che Guana è un pesce fuor d’acqua nel ruolo di interno e che rende meglio in fase difensiva. Lazzari è sembrato avulso dal gioco. Salamon ha disputato una buona gara, ma la pericolosa idea di alterare gli equilibri di una difesa ben collaudata, non è stata premiata.
Ci si è messa poi anche la forzata sostituzione di Cosic, che già al 32’ ha dovuto abbandonare il campo per infortunio. È vero che pure l’arbitro ci ha messo del suo, ma riteniamo che il tecnico Marco Baroni debba immediatamente rivedere le proprie idee sugli uomini che debbono interpretare il suo modulo. Per quel che concerne il Bologna, il negativo inizio di campionato rende la squadra più guardinga. Lopez si affida ad un modulo, il 4-3-1-2, che gli permette densità nella zona nevralgica del campo, soprattutto con Laribi che in fase difensiva ha il compito di pressare sul lento e prevedibile Appelt. L’inizio della gara è una fase di studio per le contendenti. I padroni di casa si rendono pericolosi tra il 10’ ed il 20’ con tre calci d’angolo procurati soprattutto per merito di Politano e Bjarnason. Ma improvvisamente il Bologna passa in vantaggio con una gran rete di Buchel, ex frentano, che al 28’ fa partire una sassata dalla distanza, impossibile da intercettare.
Evidente in questa azione è l’imbarazzo del centrocampo pescarese che non riesce a contrastare il talentuoso centrocampista avversario. Ma il trauma subìto dai biancazzurri per l’improvviso svantaggio si fa più profondo con la rete del raddoppio felsineo. Infatti due minuti dopo è Acquafresca a segnare ancora, dopo aver ricevuto un assist al bacio da Laribi, riuscito a sua volta a destreggiarsi in una difesa immobile e ‘ben disposta’ verso gli attaccanti avversari. Maggiore è il rammarico se si pensa che l’attaccante bolognese non andava in rete da ben due anni e mezzo. La frittata è completata al 32’ con Casarini, altro ex frentano, che segna la terza rete a seguito dell’ennesimo e pauroso sbandamento del reparto difensivo locale. Nella seconda frazione di gioco, il Pescara dimostra di aver superato il trauma psicologico dovuto alle tre sberle ricevute e comincia a macinare gioco. Determinante in tal senso è l’auspicato inserimento del bravo Pasquato. La giovane ala, autore della splendida rete del pareggio di Terni, è una autentica spina nel fianco della difesa rossoblu. Il Pescara comincia a procurarsi calci d’angolo e cinge d’assedio la difesa ospite. Da un bel traversone di Politano nasce la rete di Salamon che al 52’ accorcia le distanze con un superbo colpo di testa. L’arbitro non vede al 61’ un evidente fallo da rigore commesso da Maietta su Politano, ma lo concede poi per un atterramento ai danni di Pasquato che viene scalciato da Coppola. Espulsione del portiere e penalty eseguito con potenza da Maniero. La pressione degli adriatici aumenta. Politano, che stasera sembra l’argentino Di Maria, semina il terrore nell’area bolognese. Sono tante le occasioni che il Pescara crea per poter pareggiare, ma un palo colpito dal bravo Melchiorri e tanta sfortuna non cambiano il destino della partita.

Pescara – Bologna: 2 – 3
reti 28’ Buchel (B); 30’ Acquafresca (B); 32’ Casarini (B); 52’ Salamon (P); 67’ Maniero (P),
calci d’angolo 6 a 3 per il Pescara
arbitro sig. Renzo Candussio di Cervignano
assistenti sigg. Raparelli e De Troia
spettatori circa 6.000
espulsi 65’ Coppola (B) per fallo da ultimo uomo; 87’ Salamon (P) per somma di ammonizioni

Pescara
Fiorillo; Pucino, Cosic (32’ Pesoli), Salamon, Grillo; Bjarnason, Appelt Pires, Guana (77’ Melchiorri); Lazzari (53’ Pasquato), Maniero, Politano.
allenatore Marco Baroni

Bologna
Coppola; Ceccarelli, Paez, Maietta, Morleo; Casarini (74’ Zucolini), Matuzalem, Buchel; Laribi; Acquafresca (62’ Bentancourt), Cacia ( 66’ Stojanovic).
allenatore Diego Lopez

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