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Sconfitta che brucia

La sconfitta subita contro il Crotone lascia il segno e consegna alla storia di questo campionato la prima manifestazione di dissenso da parte dei tifosi nei confronti di società, calciatori e, per la prima volta in assoluto, anche per Massimo Oddo.
Una sconfitta che lascia l’amaro in bocca per come è maturata e restituisce una realtà con la quale bisogna fare i conti. Aldilà degli errori individuali e collettivi che la squadra compie, ciò che più brucia di quest’ultima sconfitta è l’atteggiamento avuto in campo.

Serve più concentrazione e carica agonistica
Contro il Cagliari, nell’ultima partita casalinga, la squadra pur mostrando i limiti che ormai abbiamo imparato a riconoscere, ha lottato fino all’ultimo secondo dell’ultimo minuto e proprio grazie a questo è riuscita a pareggiare la partita. Certo il comportamento tattico dei rossoblu, rintanati negli ultimi trenta metri di campo come se stessero difendendo il Sacro Gral, ha favorito e agevolato il compito dei biancazzurri, ma ciò che è piaciuto di quella partita è stato proprio il furore agonistico.

Continuità di prestazioni, altrimenti il destino è segnato
Da ora in poi tutte le partite andranno affrontate con la stessa intensità e con la volontà di arrivare sempre primi sul pallone, altrimenti sarà, inesorabilmente, serie B. Su questo aspetto Massimo Oddo può e deve lavorare, è un suo compito. Acclarati i limiti tecnici della squadra è giunto il tempo per l’allenatore di mostrare se è in grado d’incidere sulla volontà dei sui calciatori. Se è capace di motivarli. Se è capace di non far scemare la tensione che fino ad oggi ha funzionato a corrente alternata. Un compito duro, ma è l’unica strada percorribile. Il tempo sta per scadere e i prossimi due impegni possono già determinare e indirizzare l’esito dell’intera stagione.

Buon calcio a tutti.

Intensità, voglia di vincere e buon umore

La buona prestazione offerta contro il Cagliari che ha fruttato un punto ai biancazzurri di Massimo Oddo può essere assunta come riferimento per le prossime sfide. Una gara giocata con una buona intensità e nella quale il Pescara è riuscito a costruire diverse occasioni da gol come non succedeva da molto tempo. Si, ha subito il gol su una delle poche azioni offensive degli isolani e per un errore individuale, ma se si esclude proprio quest’azione la squadra è stata sempre con il pallino del gioco dalla sua parte.

Continuità di risultati
Contro la squadra allenata da Rastelli si è visto dunque un buon Pescara sia per intensità sia per qualità del gioco espresso. Una squadra corta e in grado di cambiare passo anche a partita in corso. Ci si aspettava una conferma da Pepe e conferma è stata. Adesso si attende Aquilani e il recupero del ritmo partita da parte di Verre. Non è mancato il buon umore e questo, certo, è uno degli ingredienti migliori per centrare l’impresa.

Contro il Crotone per vincere, ma anche per non perdere
Potrebbe sembrare un’affermazione di veltroniana memoria, questa del “ma anche”, ma non è così. A Crotone sarebbe importantissimo vincere, farebbe crescere l’autostima e migliorerebbe la situazione in classifica, ma certamente è importante non perdere. Riuscire anche ad imporre il proprio calcio su un campo insidioso come quello dei calabresi sarebbe poi la ciliegina sulla torta. La classifica continua a dire che tutto è ancora possibile e che tutto può accadere. Forza dunque, si dia continuità ai risultati, il resto verrà da sé.

Buon calcio a tutti.

Caprari torna la suo ruolo naturale ed è subito il migliore in campo

17 Caprari_6,7
21 Pepe_6,4
11 Zampano_6,4

37 Gyomber_5,9
8 Memushaj_5,8
3 Biraghi_5,8
16 Brugman_5,5
10 Benali_5,5
27 Pettinari_5,5
9 Manay_5,4
7 Verre_5,3
44 Fornasier_5,2

13 Zuparic_s.v.

Massimo Oddo_6,2

Pescara-Cagliari_4 dicembre 2016

la-foto-della-settimana

Simone Pepe chiede ai tifosi della curva nord di aiutare la squadra.

Mai così male le neopromosse in serie A

Negli ultimi dodici anni non era mai successo che le tre neopromosse avessero raccolto così poco. Il demerito va ascritto soprattutto a Crotone e Pescara perché il Cagliari sta disputando un campionato più che dignitoso.
Qual è il significato di questo dato statistico?
Semplice, che il divario tecnico tra chi milita in serie A e chi proviene dalla serie B si è allargato e che è molto difficile per una neopromossa gareggiare per vincere.

Niente di nuovo sotto il sole
Come già detto più volte in precedenza, non sarà dunque una passeggiata, ma un campionato ricco di sconfitte e si salverà chi reggerà meglio psicologicamente. Ad oggi restano quattro le principali indiziate nella lotta per non retrocedere e una di queste quattro, l’Empoli per la precisione, ha inflitto una sonora lezione al Pescara non più tardi di una settimana fa.
Un campionato lungo e difficile dunque, molto difficile. Bisognerà restare molto uniti per centrare l’obiettivo della salvezza che oggi sembra essersi allontanato.

Cosa fare per cambiare la situazione?
È evidente che Massimo Oddo, a questo punto della stagione e con la posizione in classifica in cui è precipitato il Pescara, è obbligato ad introdurre dei cambiamenti. Dopo le prime partite della stagione, durante una conferenza stampa di presentazione di una giornata di campionato, chiesi all’allenatore del Pescara se avesse in mente un “Piano B”. Ebbene, se mai ci fosse quel “Piano B” è giunto il momento di metterlo in campo. Il tempo stringe e, sebbene la classifica delle ultime quattro sia “corta”, è necessario ricominciare a fare punti altrimenti potrebbe prevalere un senso di impotenza e di assuefazione alla sconfitta che, certo, non sarebbe di aiuto.
Aspettando il ritorno degli infortunati e il mercato di gennaio per rinforzare la squadra, c’è necessità di muovere la classifica anche per rimotivare i tifosi che, fino ad oggi, sono stati sempre vicini alla squadra.

Buon calcio a tutti.

Una sconfitta che sa di beffa

Si può perdere in tanti modi, ma il modo con cui il Pescara ha perso a Cagliari lascia l’amaro in bocca. Un primo tempo quasi perfetto non fosse per le diverse occasioni da gol sbagliate. Dominio territoriale e belle trame di gioco facevano presagire un finale diverso. Un finale con punti da riportare a casa per accorciare la distanze dalle prime della classe. E invece non è andata così, il Pescara lascia al Cagliari di Rastelli i tre punti e la possibilità di un acuto che avrebbe lasciato il segno.

Interrogarsi sul perché
In molti, troppi forse, cantano le lodi del Pescara. In pochi, pochissimi a dire la verità, si sforzano di analizzare il perché di alcuni risultati, obnubilati dalla bellezza del gioco e, nella maggior parte dei casi, condizionati dall’essere tifosi.
Il calcio è un gioco di squadra, si vince in undici e si perde in undici. Questa la prima, elementare, considerazione. Se una squadra è capace di produrre un calcio così bello come quello prodotto dal Pescara nel primo tempo di Cagliari, deve lavorare di più e meglio per unire alla bellezza la pragmaticità. E dunque chiudere le partite nel momento in cui si produce il maggior sforzo, c’è bisogno di una concentrazione maggiore in tutte le zone del campo. In attacco come in difesa. Perché, altra considerazione banale ma opportuna. Si attacca in undici e si difende in undici.

Due partite in quattro giorni per tornare a vincere
Per fortuna il campionato non si ferma mai e già propone l’occasione per un pronto riscatto. Ascoli e Trapani da affrontare in casa in soli quattro giorni. Occasioni per correggere gli errori, tornare a vincere e lanciare, di nuovo la sfida al campionato. Due partite che possono far crescere la differenza di punti tra il terzo e il quarto posto, ma che possono anche ridurre il divario da Cagliari e Crotone. Pensare positivo, ma soprattutto non commettere di nuovo gli stessi errori.

Buon calcio a tutti.

Torreira su tutti

34 Torreira 6,7

40 Verre 6,5

23 Benali 6,5

8 Memushaj 6,3

11 Zampano 6,1

14 Mazzotta 6

17 Caprari 6

10 Lapadula 5,7

18 Aresti 5,6

13 Zuparic 5,6


21 Mandragora 5,6

19 Cocco sv

28 Mitrita sv

20 Acosta sv

Massimo Oddo 6,5

Cagliari-Pescara_20 febbraio 2016

La Foto della settimana_20

La panchina del Pescara perplessa per quello che sta succedendo in campo.

Il Pescara batte il Cagliari e interrompe l’imbattibilità stagionale degli isolani

Buona prova dei biancazzurri contro la capolista del campionato. Una vittoria netta che l’1-0 finale non spiega fino in fondo. Il Cagliari perde così l’imbattibilità stagionale in riva all’Adriatico contro una squadra che le è stata superiore dal primo all’ultimo minuto.
Massimo Oddo spiazza tutti e schiera Mandragora e Torreira contemporaneamente, a centrocampo. Il primo quasi a schermo della difesa e il secondo a pressare altissimo nella metà campo dei sardi, in un inedito 4-1-3-2 per gli amanti dei numeri.
La mossa si rivela vincente perché il Pescara conquista subito “campo” e impone il proprio gioco così come succede dall’inizio del campionato, eccezion fatta per la partita di esordio a Livorno. Ancora una volta l’unico appunto che si può fare alla squadra di Massimo Oddo è che rispetto alla mole di gioco che sviluppa, segna poco.

Ad Ascoli Piceno per continuare a crescere e a vincere.
Prosegue dunque la crescita della squadra che alla personalità dimostrata sin dalle prime uscite stagionali aggiunge una qualità di gioco sempre crescente e automatismi riproposti con più frequenza. Gli ultimi arrivati, in ordine di tempo, sono ormai parte integrante del gruppo e dopo l’esordio di Campagnaro si può dire che il processo d’inserimento sia compiuto.
Dopo aver battuto la squadra da tutti accreditata come la più forte del campionato, il Pescara fa visita all’Ascoli in terra marchigiana. Sarà un banco di prova importante per la squadra che dovrà rinunciare a Memushaj, Verre e Mandragora, tutto il centrocampo titolare, per le esigenze delle varie nazionali. La prestazione e il risultato della sfida contro i bianconeri dirà qualcosa in più sul valore del gruppo che Oddo sta plasmando a sua immagine e somiglianza e misurerà la capacità, continua, di crescita.
Buon calcio a tutti.

Pescara-Cagliari_3 ottobre 2015

Foto della settimana_06

Dario Zuparic, capitano del Pescara in occasione della partita contro il Cagliari, guida la difesa dei biancazzurri con grande autorevolezza.

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