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Sansosivini non si ferma più

Le pagelle di Carpi-Pescara

42 Sansovini 7,5
9 Melchiorri 7,375
8 Bjarnason
7,375
15 Salamon 7
11 Zampano6,875
7 Politano 6,75
16 Brugman 6,625
42 Memushaj 6,625
1 Fiorillo 6,5
29 Rossi 6
13 Zuparic 4,875
25 Pasquato 4,875
20 Gessa sv

Marco Baroni 7,25

Il Pescara vince a Carpi e non può più giocare a nascondino

Nelle ultime cinque giornate di campionato i biancazzurri allenati da Marco Baroni hanno ottenuto quattro vittorie e un pareggio, ovvero tredici punti su quindici.
L’ultimo di questi risultati positivi è stata la vittoria, netta, in casa della capolista Carpi. Se è vero che il risultato non dice sempre tutta la verità, non si può non tenere conto di questo andamento ed è per questo motivo che si può affermare, senza tema di mentita, che il Pescara non può più giocare a nascondino.
La posizione in classifica e il livello, soprattutto quantitativo, delle prestazioni, dice che i biancazzurri sono in piena corsa per la promozione in serie A.
Baroni, che è persona scaramantica assai, non pronuncia nemmeno la fatidica prima lettera dell’alfabeto, ma ormai non ci si può più nascondersi.

Melchiorri e Sansovini possono garantire i gol per la serie A
La partenza di Pippo Maniero per Catania aveva turbato tutto l’ambiente biancazzurro. I tifosi, ma anche parte della stampa specializzato non aveva approvato tale scelta. L’arrivo di Sansovini non aveva scaldato i cuori in riva all’Adriatico, se non per l’affetto e la riconoscenza che tutto l’ambiente biancazzurro nutre nei confronti del bomber romano di casa a Pescara. Ma con il passar delle giornate lo scambio indiretto, Maniero al Catania e Sansovini al Pescara si sta rivelando come una vera e propria manna. L’intesa tra il capitano della squadra di Zeman e Federico Melchiorri è quasi perfetta e i gol, di entrambi, sono la testimonianza migliore. La nuova coppia d’attacco si propone dunque come l’opzione migliore per scardinare le difese avversarie e tentare la scalata alla serie A.

Adesso si fa sul serio
Mancano undici partite al termine del campionato, sei in casa e cinque in trasferta. Tutti si aspettano il definitivo salto di qualità da parte della squadra di Daniele Sebastiani, Danilo Iannascoli & company. Un salto di qualità soprattutto nella continuità di risultati positivi perché da venerdì in poi, giorno dell’anticipo contro il Bari, ogni passo falso potrebbe essere determinante e pesare in maniera irrimediabile sul risultato finale.
In società ci credono, il pubblico ci crede, la stampa specializzata sta accompagnando la crescita della squadra, la squadra è convinta dei propri mezzi. Ci sono tutti i presupposti per fare bene e dunque bisogna provarci.
L’unico che tiene a freno le parole è l’allenatore, ma è evidente che la sua è scaramanzia allo stato puro. Avanti tutta dunque, la serie A è dietro l’angolo bisogna solo andare a prenderla.
Buon campionato a tutti.

Il Pescara vince a Carpi e si candida per la serie A

di Daniele Astolfi. Grande vittoria esterna del Pescara contro la capolista Carpi. A questo punto gli uomini di Marco Baroni si candidano anche al ruolo di seconda forza del campionato, posizione utile per poter accedere direttamente in serie A. Debbono crederci i biancazzurri, soprattutto considerando lo stato di forma fisico e qualitativo che essi hanno ormai acquisito. La formazione abruzzese si presenta con i migliori del momento: Fiorillo in porta; Zampano e Rossi terzini; Salamon e Zuparic centrali. Il centrocampo è di gran qualità: Politano Brugman, Memushaj e Bjarnason. Le punte sono Melchiorri e Sansovini. Il Carpi ha perso una sola volta nel 2015, è reduce da due vittorie consecutive, il suo portiere Gabriel è imbattuto da 527 minuti e, soprattutto, ricopre il meritato ruolo di capolista indiscussa della serie B. Fabrizio Castori schiera una formazione che risente delle assenze degli infortunati Mbakogu, Suagher, Mbaye. Più Bianco e Romagnoli squalificati. L’inizio della gara del Pescara non è dei migliori. Su un madornale errore di Zuparic, già all’8’ Inglese potrebbe portare in vantaggio i suoi, ma l’attaccante si lascia ipnotizzare da Fiorillo che devìa in angolo. Il Delfino comincia a guadagnare campo e al 20’ si rende pericoloso con una splendida rovesciata di Melchiorri che viene deviata in angolo da Gabriel. Appena dopo è ancora Inglese a penetrare in area pescarese con una interessante iniziativa personale, ma la conclusione è deludente. Prima del riposo ci prova Salamon con un colpo di testa su punizione di Politano. Ma il pallone sfiora il palo alla sinistra di Gabriel. Al 51’ il Pescara passa in vantaggio con una elegante girata di Sansovini. La palla gli viene fornita da uno splendido Zampano, che era riuscito a saltare in un sol colpo due avversari, con una accelerazione delle sue. Al 60’ entra Lasagna, un’altra punta per poter irrobustire l’attacco emiliano. Tuttavia, tre minuti dopo, sono gli ospiti a raddoppiare con Bjarnason, lesto ad anticipare la difesa avversaria con un inserimento dei suoi. Il Pescara riesce a controllare agevolmente la partita e si rende pericoloso ogni volta che agisce di rimessa. All’87’ Melchiorri ‘Il Grande’ dà l’ennesima prova del suo immenso talento: sulla fascia destra salta i difensori del Carpi con eleganza e porge una palla sulla linea di porta a Pasquato che, incredibile dictu, spara oltre la traversa. Al 93’ Sabbione accorcia le distanze grazie alla ormai cronica distrazione che la difesa abruzzese si concede in ogni gara. Comunque, onore ai biancazzurri e onore a Marco Baroni che è finalmente riuscito, dopo un girone d’andata disastroso, a trovare il bandolo della matassa in una squadra di grande spessore tecnico.

Carpi – Pescara 1-2
marcatori 51′ Sansovini (P), 64′ Bjarnason (P), 93′ Sabbione (C)
arbitro Sig. Ivano Pezzuto di Lecce
assistenti Sigg. Citro e Gori
calci d’angolo 8 a 3 per il Carpi

Carpi
Gabriel; Gagliolo, Letizia, Poli, Struna; Di Gaudio, Lollo (79’ Sabbione), Porcari; Molina (76′ Gatto), Pasciuti (60′ Lasagna), Inglese.
allenatore Fabrizio Castori.

Pescara
Fiorillo; Zampano, Salamon, Zuparic, Rossi; Politano (65′ Gessa), Memushaj, Brugman, Bjarnason; Melchiorri (91′ Pettinari), Sansovini (86′ st Pasquato).
allenatore Marco Baroni

Dopo tre vittorie un pareggio che sa di beffa

Tutti volevano la quarta vittoria consecutiva, ma vittoria non è stata.
All’ultimo giro di lancette dell’orologio il Vicenza dell’ex Pasquale Marino pareggia il conto dei gol e si porta sul 2-2.
Una partita che il Pescara, per quello che si è visto in campo, avrebbe potuto vincere e che invece a pareggiato. Partita dai due volti, primo tempo avaro di emozioni e giocato sotto ritmo, secondo tempo pieno di gol e giocato a un ritmo più accettabile.
I Biancazzurri mostrano ancora una volta quell’incompiutezza che li accompagna dall’inizio del campionato. Ovvero danno sempre la sensazione di poter essere una buona squadra, ma non rendono mai vera fino in fondo questa sensazione.

Sansovini capitano
Contro il Vicenza la fascia di capitano del Pescara è stata indossata da Marco Sansovini, Memushaj era squalificato, e questa è stata la nota più lieta della giornata. Un Sansovini che in questa occasione non si è rivelato infallibile sotto porta, ma che ha dato anche in questa occasione il suo contributo. Questo piccolo evento ha coronato al meglio il ritorno del capitano della squadra di Zeman in riva all’Adriatico. Lo volevano i tifosi, lo voleva lo spogliatoio, lo voleva l’allenatore. Non si può pretendere che “il sindaco” risolva tutte le partite, ma le sue positive prestazioni fanno presagire un buon finale di campionato e rappresentano un buon viatico per tutta la squadra.

Domani la partita verità contro la capolista
La sfida contro il Carpi capolista è una di quelle partita che tutti calciatori vorrebbero giocare. Una sfida che può determinare la svolta decisiva per il campionato del Pescara. Una sfida da vincere per scrollarsi di dosso quel senso d’incompiutezza di cui parlavo in apertura, ma soprattutto perché una vittoria darebbe un senso e un verso diverso al campionato della squadra di Marco Baroni.
In molti pensano che l’obiettivo minimo di questa squadra sia il raggiungimento dei play offa e non potrebbe essere diversamente leggendo i nomi dei calciatori in organico, a questo punto del campionato spetta a Baroni dimostrare di essere un allenatore in grado di trasformare un gruppo dalle buone qualità tecniche in una squadra vincente. Gli ingredienti sembrano esserci tutti ma occorre una scatto in avanti deciso e senza tentennamenti e la partita di domani giunge, forse, nel momento migliore.

13ª giornata_8 novembre 2014

Siccome la capolista della 12ª, cioè il Carpi, non ha vinto ed e stata raggiunta dal Frosinone, si conferma la media più bassa degli ultimi 10 anni e siccome non si vedono schiacciasassi all’orizzonte aumentano le probabilità che la quota promozione-diretta si fermi ai 75-78 punti. In pratica, per chi sta dietro è come se il campionato iniziasse adesso. Catania, Bari e Pescara dovrebbero cominciare a marciare alla media di 2,25, media standard per chi vuole essere promosso. Traguardo che potrebbe invogliare anche chi non aveva previsto di puntare alla serie A e che adesso si trova già con un bottino pari ad un terzo dei punti necessari. Tradotto, nel mercato di gennaio, se non interverranno scossoni clamorosi, potremmo vederne delle belle.

Continuano ad essere tante le pretendenti ai posti al sole. Nove squadre racchiuse nel giro di appena 5 punti. Difficile cercare di capire adesso chi può davvero aspirare alla serie A da quanto si è visto finora. Il Frosinone è la formazione che maggiormente rispecchia i requisiti necessari: miglior attacco (+ 22) e miglior difesa (- 9). Praticamente sulla stessa linea è il Carpi (+22, -12), non a caso sono insieme al comando. Più o meno sulla stessa falsariga il cammino delle altre, l’eccezione è il Trapani che si mantiene in zona play off pur avendo la difesa più battuta del torneo (- 27).
Cade il tabù dei rigori contro, tutte le squadre li hanno subiti. Le ultime a cedere sono state Modena e Livorno che se li sono visti assegnare a sfavore nell’ultima giornata. Resiste, invece, il primato negativo di Virtus Entella e Ternana che non ne hanno avuto nessuno a favore.
La Virtus Lanciano continua ad essere la squadra meno battuta. Prima vittoria di Pasquale Marino tornato in pista con il Vicenza a distanza di otto mesi dopo l’esonero di Pescara. Ciononostante la squadra veneta continua da avere il peggior attacco della categoria (9) senza neppur aver toccato la doppia cifra. Bologna e Frosinone sono le squadre che hanno vinto di più in trasferta (3), mentre restano 5 (Catania, Varese, Vicenza, Cittadella e Latina) quelle che non hanno mai avuto questa soddisfazione.

A proposito di Pescara, anche Baroni ha cambiato (almeno per un tempo) il suo modulo, cosi siamo arrivati al 60% degli allenatori che hanno modificato il loro sistema tattico iniziale rispetto ad inizio stagione.
Il campionato si conferma molto equilibrato e, soprattutto, combattuto. In campo si lotta tanto che dopo 13 giornate i giocatori espulsi sono stati ben 77, quindi battuto il primato negativo delle stagioni 2007/08 e 2008/09 quando erano state 75.
Il Bari di Mangia ha perso contro la Ternana la terza partita delle ultime quattro disputate, ciononostante i pugliesi agguantano il primo posto nelle classifiche, stilata da Panini Digital, relative al possesso palla, alla supremazia territoriale e al numero di palloni giocati relativa alla tredicesima giornata di campionato. Caputo e compagni però non ne hanno saputo approfittare così come il Livorno di Gautieri che, pur confermandosi la squadra più pericolosa del torneo, non è riuscito a sfondare il muro difensivo del lanciano. Per i labronici si tratta di un caso sfortunato visto che gli amaranto hanno, anche in questa giornata, tirato in porta più di tutte le altre squadre. A completare il quadro per ciò che concerne le statistiche di squadra c’è il Perugia che, ancora una volta, è la squadra più precisa del torneo.

12ª Giornata_1 novembre 2014

Nel giro di otto giorni, visto che c’è stato il turno infrasettimanale, siamo passato da 4 formazioni al comando, poi 2, Bologna Carpi, e ora il solo Carpi. Premesso che domani c’è il derby emiliano, quindi si può ribaltare la situazione, guardiamo qualche numero per cercare di capire di che matrice è l’exploit della capolista a sorpresa. Il Carpi di Castori è la squadra che ha vinto di più in assoluto, 7 su 12, e una delle 5 che non hanno mai perso in casa. È anche quella che ha segnato di più, 22 gol, mentre sta messa bene dietro (solo 10 subiti).
Passando alle altre curiosità, la difesa meno battuta è quella del Frosinone con 8, la più perforata quella del Trapani (23), seguita a ruota da Varese (22) e Pescara (21). Stiamo parlando quasi del triplo… Restando ai numeri generali, la Virtus Lanciano è la squadra che ha perso di meno, 1 sola volta in 12 partite. La squadra che ha segnato di meno è il Vicenza, appena 7 gol. Curiosità: il Modena, 9 gol fatti e 9 subiti. L’unica squadra che non ha mai vinto in casa è la Ternana, che come la Virtus Entella non ha mai usufruito di un rigore a favore. Invece, Livorno e Modena non si sono mai viste assegnare un penalty contro.

I dati di questo primo quarto di campionato riferiscono che le squadre di testa marciano ai ritmi più lenti degli ultimi 10 anni, quindi facendo le proiezioni, la serie A diretta oggi sarebbe sui 75-78 punti.
Ben 8 delle 22 squadre hanno una media uguale o inferiore ad 1 punto a partita. Però inferiore non di molto e questo rende apertissimo il discorso salvezza (che si ottiene di solito con la media di 1.19) perché significa che anche le ultime non sono lontanissime dall’obiettivo. La classifica ultimamente ha cominciato a sgranarsi, ma resta sempre relativamente corta rispetto agli anni passati. Quindi chi vuole ha tempo e modo per rimettersi in carreggiata, purché si dia una mossa. Ad esempio le quattro squadre che hanno perso la metà esatta delle partite disputate, cioè Pescara, Catania, Crotone e Vicenza. Il Latina, paradossalmente, ne ha perse “solo” 5 pur essendo ultima da sola. Curiosa la crisi di questa squadra che solo pochi mesi fa stava lottando per la serie A nella finale play off contro il Cesena.

Rispetto alle prime giornate, l’unica squadra che ha frenato vistosamente è il Perugia, quelle maggiormente in ascesa Carpi, Livorno e Bologna. Tutte le altre sono più o meno in linea con il trend che avevano sin dalle primissime giornate.
Infine, i capocannonieri Castaldo (Avellino), Mbakogu (Carpi) e Marchi (Pro Vercelli) hanno segnato 8 gol con tre rigori a testa, quindi senza rigori il vero capocannoniere sarebbe l’ex biancazzurro Vantaggiato oggi al Livorno.

10ª e 11ª giornata_26 e 28 ottobre 2014

Anche stavolta il turno infrasettimanale ha regalato sorprese. Alla decima giornata erano ben quattro le squadre appaiate in testa alla classifica, martedì sera hanno resistito soltanto il Bologna e il sorprendente Carpi. Quest’ultima formazione ha anche sorpassato la Virtus Lanciano nel numero delle reti segnate (21 contro 20), mentre le difese più perforate sono Trapani e Varese con 21 gol al passivo.

Nel doppio impegno ravvicinato (si giocava dopo tre giorni) hanno sempre Bologna, Carpi e Catania, mentre la Ternana ha sempre perso e Perugia e Pro Vercelli non hanno segnato nessun gol (il Perugia, però, non ne ha neppure presi). Dopo le tre della decima, nell’ultima giornata in trasferta ha vinto solo il Modena, come spesso accaduto in precedenza e a dimostrazione che in questa stagione il fattore campo ha una valenza superiore al passato. Quello di serie B è il campionato in cui si è segnato di più rispetto a tutte le altre categorie, con il 30% dei gol realizzato nell’ultima mezz’ora. Il Latina è la squadra con la serie negativa più lunga, non vince da dieci giornate. La Virtus Lanciano è la squadra che ha perso di meno, una volta sola.

Rigori. Gli ultimi tre rigori contro l’Avellino (in totale quattro) sono stati tutti sbagliati. Solo nell’ultima partita contro la Virtus Entella non sono stato concessi rigori pro o contro il Catania, anche se la media di penalty nella gare degli etnei resta impressionante. Ben otto (di cui sei segnati) a favore e cinque (uno sbagliato) contro. Ternana e Virtus Entella non hanno ancora usufruito di un rigore a favore, mentre a Livorno e Modena non ne hanno mai fischiato uno contro.

Pescara-Carpi_26 ottobre 2014

Al termine dell’umiliante 0-5 subito contro il Carpi, il calciatori del Pescara chiedono scusa per la loro prestazione ai tifosi biancazzurri.

Il Pescara sempre più giù…

di Daniele Astolfi. Sconcertante!! Allo stadio Adriatico “Cornacchia”, il Pescara perde subendo ben cinque reti dal Carpi. Questo non succedeva dal lontano 2006; allora fu contro il Rimini in casa. È evidente la crisi ormai profonda che i biancazzurri evidenziano: dal tecnico, che dopo quattro mesi non è ancora riuscito a dare alla squadra una fisionomia di gioco, ai singoli giocatori, privi di personalità e carattere. A causa di infortuni e squalifiche, il Delfino si presenta in campo con una formazione inedita. In difesa giocano Zampano e Puccino laterali, Cosic e Salamon centrali. Il trio di centrocampo è costituito dal debuttante Memushaj, Appelt e Bjarnason. Il tridente d’attacco vede titolari Politano, Maniero e Melchiorri. Le perplessità sono tante sul nuovo ruolo che questo unico protagonista di questa prima fase del campionato deve ricoprire: un goleador oggi schierato da esterno sinistro. Mah!!!. Fabrizio Castori, ex tecnico frentano, schiera Concas a ridosso della pericolosa punta Mbakogu. Da notare il ritorno al Cornacchia dell’ex Romagnoli. Unica cosa degna d’interesse nella prima mezz’ora, purtroppo, è il brutto infortunio capitato all’arbitro per una distorsione subita durante la sua corsa a centrocampo. Egli viene sostituito dal quarto uomo, sig. Strippolo di Bari, che fa così il suo esordio in serie B. Il Carpi minaccia la porta biancazzurra in due occasioni, ma ci pensa uno splendido Aresti a sventare i pericoli procurati da Mbakogu. Per la verità anche il Pescara si rende pericoloso con un tiro potente, ma centrale, di Appelt e con Maniero che non è bravo di testa ad inquadrare la porta difesa dal brasiliano ex milanista Gabriel. Al 45’ la partita dei biancazzurri si mette in salita: Aresti viene espulso poiché è costretto ad atterrare al limite dell’area l’indemoniato Mbakogu, per la verità in posizione di sospetto fuorigioco. Il tecnico biancazzurro sostituisce dunque Maniero, che non la prende bene, con il dodicesimo Fiorillo. Trenta secondi dopo la sostituzione, il Carpi passa in vantaggio con Concas che approfitta di una errata applicazione del fuorigioco della retroguardia biancazzurra e deposita in rete tutto soletto davanti a Fiorillo. Ma non finisce qui: il Carpi finisce il primo tempo con il doppio vantaggio, poiché al 48’ è Letizia ad approfittare con una bella rete di un’altra imbarazzante dormita della difesa locale. Non ci si sorprende più se poi al 61’ del secondo tempo i carpigiani realizzano la terza rete, ancora con Letizia, a seguito di un’altra disattenzione di tutta la retroguardia pescarese. È molto triste dover assistere a questa prestazione tragicomica, così molti cominciano ad abbandonare gli spalti, in particolare nella curva nord degli ultras. I soli da salvare sono Memushaj e Aresti, fino alla espulsione. Al 60’ e all’84 Mbakogu realizza la quarta e quinta rete, dopo che, inutile sottolinearlo ancora, la tavola è stata apparecchiata dalle statuine con la casacca biancazzurra. È pleonastico affermare che ormai l’allarme sulla squadra e sul suo tecnico è assordante. Si attende qualche notizia significativa in sala stampa, che però non arriva.

Pescara – Carpi: 0 – 5
marcatori  46’ Concas, 48’ Letizia, 51’ Letizia, 60’ Mbakogu, 84’ Mbakogu
calci d’angolo 6 a 1 per il Pescara
espulso 45’ Aresti
arbitro sig. Riccardo Pinzani
assistenti sigg. De Troia e Bottegoni
spettatori 5.518 per un incasso di € 26.598,00

Pescara
Aresti; Zampano, Pucino, Cosic, Salamon ( 70’ Boldor), Pucino; Memushaj, Appelt, Bjarnason (65’ Selasi); Politano, Maniero (45’ Fiorillo), Melchiorri.
allenatore Marco Baroni

Carpi
Gabriel; Struna (49 Poli), Romagnoli, Suagher, Gagliolo; Letizia, Bianco, Lollo, Pasciuti (79’ Embalo); Concas (62’ Inglese); Mbakogu
allenatore Fabrizio Castori

Il Pescara delude ancora

La sconfitta di Carpi avvicina, pericolosamente, i biancazzurri alla zona che scotta
Alla vigilia di Carpi-Pescara, l’allenatore del Pescara Serse Cosmi continuava a parlare di play off svelando ai più che non aveva ben chiaro il reale valore della rosa a sua disposizione. Ovvero, ha dato l’impressione di non aver compreso che l’unico obiettivo possibile, a questo punto della stagione, era la salvezza matematica da conquistare nel più breve tempo possibile. E così, forte delle sue convinzioni, contro il Carpi ha schierato l’ennesima, nuova, formazione. Fuori Gianluca Caprari e dentro Matteo Politano. Dentro Giuseppe Rizzo e fuori Matti Nielsen. Quando poi Caprari è entrato per sostituire Pippo Maniero, Cosmi ha offerto ai tifosi del Pescara l’opportunità di vedere Antonino Ragusa impiegato come punta centrale, forse l’unico ruolo che il forte attaccante siciliano non aveva ancora ricoperto sotto la guida tecnica dell’ex allenatore del Perugia.
Dichiarazioni e scelte tecniche che lasciano perplessi per diversi motivi.
Il Pescara di Serse Cosmi non ha un’identità tattica e cerca la via del gol con azioni che non si ripetono mai uguali a se stesse. Le scelte tecniche sono perciò una diretta conseguenza della confusione, soprattutto tattica, che regna in riva all’Adriatico dal suo arrivo.

Questi calciatori sono stati, tutti, sopravvalutati
L’allenatore umbro non è ovviamente l’unico responsabile del fallimento tecnico di questa stagione. Non dobbiamo infatti dimenticare il contributo che ha dato, in questo senso, la gestione tecnica di Pasquale Marino, soprattutto non si deve trascurare lo scarso rendimento di quasi tutti i componenti della rosa.
È ormai chiaro a tutti che i calciatori che formano l’organico del Pescara sono stati, quasi tutti, sopravvalutati. Giornalisti, tifosi, società, addetti ai lavori, pensavano che questa squadra potesse conquistare con relativa facilità l’accesso ai play off per giocarsi, realisticamente, la possibilità di un pronto ritorno nella massima serie. Non è stato così, non sarà così, purtroppo.
Non è ancora tempo di bilanci, ma si può affermare con poche possibilità di errore che se si escludono Brugman, il Ragusa del girone di andata e un paio di altri calciatori, tutti hanno reso molto meno di quanto ci si aspettasse. Una rosa dunque non all’altezza del compito e due allenatori che, in ogni caso, hanno reso anch’essi molto meno del valore che tutti gli attribuivano.

Contro il Siena i punti necessari per la salvezza
Prima di fare il bilancio di una stagione comunque deludente c’è da terminare il campionato in corso, soprattutto c’è da conquistare, matematicamente, la salvezza e con essa la possibilità di disputare anche il prossimo anno il campionato di serie B.
Si metta da parte tutto e ci si concentri sull’unico obiettivo raggiungibile. Nella partita contro il Siena non conta giocare bene o convincere, conta solo conquistare la vittoria.
«After all, tomorrow is another day!» recita uno degli explicit più famosi della storia del cinema. «Dopotutto, domani è un alto giorno» appunto, pensiamo positivo.

© 2017 Calcio Totale / Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pescara il 03/09/2014 al n° 11. Registro della Stampa del Tribunale di Pescara n° 11-2014.

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