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Vittoria dove essere e vittoria è stata

Contro il Catania dell’arrogante Dario Marcolin il Pescara aveva a disposizione un solo risultato utile: la vittoria. E la vittoria è arrivata dopo una bella partita che soprattutto nel primo tempo, quando entrambe le squadre hanno partecipato al gioco, credo ha soddisfatto il pubblico presente allo stadio.
Una partita che il Pescara ha interpretato nella maniera migliore nonostante l’ingenuità di Pasquato che ha costretto, dopo la sua espulsione, i compagni a giocare in inferiorità numerica. Una partita tutta cuore e corsa, con qualche sprazzo di buon calcio. Una partita che ha riproposto con forza la candidatura di Selasi ad essere uno dei titolari della squadra e che ha riscoperto Zuparic come uno degli uomini più affidabili della squadra biancazzurra, indipendentemente dal ruolo in cui gioca.

Marco Sansovini come in una favola a lieto fine
Il protagonista vero della partita è stato però il “sindaco” Marco Sansovini. Il suo gol segnato a pochi attimi dalla fine della partita con un tiro all’incrocio dei pali sotto un cielo plumbeo che non prometteva niente di buono è destinato a restare negli annali del calcio pescarese. Un gol bellissimo, uno di quei gesti atletici capaci di avvicinare i bambini al calcio. In qualche modo l’essenza stessa del calcio. Tiro in corsa da fuori area, portiere in volo plastico che non riesce ad intercettare la palla che, si sarebbe detto qualche anno fa, “toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali”.
Nemmeno il più bravo degli sceneggiatori di Hollywood sarebbe stato capace di scrivere un finale di partita così emozionante, ci ha pensato Sansovini e ai tifosi del Pescara va bene così.

Cercare la continuità delle prestazioni, solo così ci saranno anche i risultati
Da domani si ricomincia come molte volte è successo quest’anno. L’obiettivo è cercare la continuità delle prestazioni perché solo in questo modo arriveranno, come logica conseguenza, anche i risultati. Devono essere bravi i calciatori ad essere sempre concentrati e deve essere bravo Marco Baroni a non cambiare troppo spesso la formazione. L’abbondanza della rosa non deve indurre l’allenatore fiorentino a non scegliere, ma esattamente il contrario. L’abbondanza della rosa deve costringerlo a fare delle scelte e puntare, in modo più continuativo, sulla stessa formazione.
Da domani a sabato prossimo ci sono tre partite da giocare, di cui due in casa, la classifica potrebbe cominciare a sorridere al Pescara. Forza allora, vamos a ganar…

Pescara-Catania_21 febbraio 2015

Marco Sansovini ha appena segnato il gol che vale tre punti per il Pescara. La sua corsa è per i tifosi della Curva Nord.

Salamon il migliore, Sansovini mitico

Le pagelle di Pescara-Catania

15 Salamon 7,625

42 Sansovini 7,625

8 Bjarnason 7,125

1 Fiorillo 6,75

24 Selasi 6,75

7 Politano 6,75

11 Zampano 6,5

9 Melchiorri 6,5

13 Zuparic 6,375

29 Rossi 6,375

32 Memushaj 6,25

20 Gessa 6,25

25 Pasquato 4,75

16 Brugman sv

Marco Baroni 6,625

Gol vittoria che riconcilia con il gioco del calcio

di Daniele Astolfi. Miracolo al ‘Cornacchia’. Il Pescara riesce a vincere contro il Catania in inferiorità numerica, per almeno cinquanta minuti, con una stupenda rete di Marco Sansovini al 93’. I biancazzurri sono stati protagonisti per l’intera gara ed hanno vinto meritatamente contro la formazione etnea, costituita da grossi nomi, ma di fatto deboli nella personalità e nella tattica. Non che il Pescara abbia mostrato un bel gioco, tuttavia, almeno sotto l’aspetto del carattere e della concentrazione, la performance è stata di alto livello. Ci ha pensato poi il ‘sindaco’, subentrato ad un ottimo Melchiorri, sostituito inspiegabilmente da Marco Baroni, a regalare la vittoria con una palla magica indirizzata all’incrocio da circa trenta metri. Una vera perla che ha mandato in visibilio i pochi tifosi infreddoliti presenti sugli spalti. La formazione pescarese è la solita, fatta eccezione per Zampano al posto dello squalificato Pucino e di Zuparic in luogo di Fornasier infortunato. L’altro centrale è Salamon, con Rossi terzino sinistro. A centrocampo agiscono Politano, Selasi, Memushaj e Bjarnason. L’attacco è composto dal duo Melchiorri-Pasquato. L’ex juventivo è preferito a Caprari e Sansovini. Dario Marcolin, allenatore ospite, propone una squadra fortissima sulla carta, ma assolutamente demotivata e dal gioco prevedibile. Non è un caso, infatti, che gli etnei non abbiano mai vinto in trasferta e occupino una posizione nella zona pericolosa della classifica. Sono tanti gli ex tra le maglie rosso azzurre: Maniero, accolto freddamente dagli ex tifosi, Calajò, Mazzotta e Schiavi. La gara inizia con un Pescara audace e volitivo. Già al primo minuto, infatti, il duo Pasquato-Melchiorri si rende pericoloso con un’ottima incursione. Al 16’ è ancora Melchiorri a provarci dalla distanza, ma la sfera termina abbondantemente fuori dallo specchio della porta avversaria. Al contrario di Pucino, il suo sostituto, Zampano, spinge sulla fascia come un forsennato; sovrapponendosi a Politano, crea superiorità numerica e, soprattutto, soluzioni diverse derivanti dal consueto taglio dell’esterno di centrocampo. Al 20’ è proprio l’ex romanista a tagliare e sferrare un tiro che viene facilmente neutralizzato da Gillet. Le punte biancazzurre si trovano a loro agio tra i macchinosi centrali siciliani e, un minuto dopo, sono incisivi con Pasquato. L’avanti pescarese si trova in posizione vantaggiosa per poter concludere a rete, ma Schiavi lo trattiene vistosamente tra le proteste dei locali verso Pairetto, che lascia correre. Al 23 Bjarnason deposita in rete, ma il vantaggio viene annullato per sospetto fuorigioco. Al 42’ Pasquato viene ammonito e poi espulso per ulteriori proteste. Il Catania non riesce ad approfittare della superiorità numerica e già al primo minuto della ripresa il Pescara potrebbe portarsi in vantaggio, se gli avanti riuscissero ad approfittare di una dormita generale della difesa ospite. Al 65’ è Castro ad impensierire pericolosamente Fiorillo, ma l’eroe di Latina riesce a neutralizzarne il tiro. Il Pescara si difende a denti stretti e riesce ad arginare la debole pressione degli avversari. In contropiede Bjarnason colpisce la traversa su passaggio di uno splendido Melchiorri, che viene addirittura sostituito dal suo tecnico tra le proteste generali. Entra al suo posto il grande Sansovini che, come già detto, determina il destino della gara a favore del Pescara con una prodezza mai vista all’Adriatico: tiro coraggioso e perentorio da trenta metri, con palla indirizzata all’incrocio dei pali. L’apoteosi finale è di quelle da ricordare.

Pescara – Catania 1 – 0
marcatore 93’ Sansovini (P)
calci d’angolo 9 a 8 per il Pescara
arbitro sig. Pairetto di Nichelino
assistenti sigg. Segna e Marinelli
spettatori circa 3.000
espulso 42’ Pasquato per proteste

Pescara
Fiorillo; Zampano, Salamon, Zuparic, Rossi; Politano (76′ Gessa), Selasi (82′ Brugman), Memushaj, Bjarnason; Pasquato, Melchiorri (75′ Sansovini).
allenatore Marco Baroni

Catania
Gillet; Belmonte, Schiavi, Ceccarelli, Mazzotta; Sciaudone (54′ Castro), Rinaudo, Coppola; Rosina; Calaiò (85′ Barisic), Maniero (68′ Martinho).
allenatore Dario Marcolin.

10ª e 11ª giornata_26 e 28 ottobre 2014

Anche stavolta il turno infrasettimanale ha regalato sorprese. Alla decima giornata erano ben quattro le squadre appaiate in testa alla classifica, martedì sera hanno resistito soltanto il Bologna e il sorprendente Carpi. Quest’ultima formazione ha anche sorpassato la Virtus Lanciano nel numero delle reti segnate (21 contro 20), mentre le difese più perforate sono Trapani e Varese con 21 gol al passivo.

Nel doppio impegno ravvicinato (si giocava dopo tre giorni) hanno sempre Bologna, Carpi e Catania, mentre la Ternana ha sempre perso e Perugia e Pro Vercelli non hanno segnato nessun gol (il Perugia, però, non ne ha neppure presi). Dopo le tre della decima, nell’ultima giornata in trasferta ha vinto solo il Modena, come spesso accaduto in precedenza e a dimostrazione che in questa stagione il fattore campo ha una valenza superiore al passato. Quello di serie B è il campionato in cui si è segnato di più rispetto a tutte le altre categorie, con il 30% dei gol realizzato nell’ultima mezz’ora. Il Latina è la squadra con la serie negativa più lunga, non vince da dieci giornate. La Virtus Lanciano è la squadra che ha perso di meno, una volta sola.

Rigori. Gli ultimi tre rigori contro l’Avellino (in totale quattro) sono stati tutti sbagliati. Solo nell’ultima partita contro la Virtus Entella non sono stato concessi rigori pro o contro il Catania, anche se la media di penalty nella gare degli etnei resta impressionante. Ben otto (di cui sei segnati) a favore e cinque (uno sbagliato) contro. Ternana e Virtus Entella non hanno ancora usufruito di un rigore a favore, mentre a Livorno e Modena non ne hanno mai fischiato uno contro.

Di sconfitta in sconfitta

Il Pescara sa solo perdere
«Rifarei le stesse scelte», «Prendetevela con me», sono i due mantra dell’allenatore del Pescara, Marco Baroni, in questo triste inizio di stagione. A Catania, subito dopo il triplice fischio finale che determinava l’ennesima sconfitta della stagione, si è messo alla testa dei suoi calciatori per parlare con i tifosi biancazzurri che si erano recati in Sicilia per assistere alla partita. Interpretando la mimica dei suoi movimenti presumo abbia detto le stesse cose che dice in conferenza stampa nel dopo partita: «Prendetevela con me, sono io l’unico responsabile».
Lodevole il suo comportamento teso a salvaguardare e proteggere la squadra dalle critiche, ma, purtroppo per tutti, questo non risolve i problemi tecnico-tattici e non è un rimedio utile per gli errori commessi sin qui, principale dell’ultimo posto in classifica della squadra.

La scelta sbagliata di Catania
A Catania la logica suggeriva di non schierare Pesoli, in forza elle negative prestazioni dl calciatore, e invece Baroni ci è ricascato schierando dal primo minuto il neo biancazzurro acquistato per rinforzare la difesa. «Rifarei le stesse scelte» ripete come un mantra, appunto. Ma se una scelta si rivela sbagliata, e l’aver schierato Pesoli si è rivelata una scelta sbagliata alla luce dei fatti, è meglio ammettere l’errore e voltare pagina. Schierare Pesoli in un momento non positivo non è l’unica scelta che non condivido di Baroni in questo inizio di campionato. Si può segnalare l’utilizzo di Lazzari come esterno alto, il dualismo Appelt/Guana, Grillo/Zampano e più in generale il cambiare due o tre uomini in ognuna delle prime partite di campionato quando tutto avrebbe fatto pensare al contrario.

Non è solo cattiva sorte
Il Pescara che ha perso in terra di Sicilia ha parecchio da recriminare: un paio di decisioni dubbie dell’arbitro, la sfortuna in occasione del palo colpito da Pasquato allo scadere della partita, ma il risultato negativo non è solo figlio della malasorte o delle scelte sbagliate dell’arbitro.
La squadra pur mettendo in mostra un buon calcio è incapace di “chiudere” la partita. Gli manca una guida in mezzo al campo in grado di far capitalizzare al meglio la qualità e la quantità che si esprime tutte le settimane.
Gli manca, almeno in questa fase della stagione, una guida più decisa e convinta nei propri mezzi anche in panchina.
Tocca a Baroni dimostrare che non è così. Le sue risposte in conferenza stampa le abbiamo memorizzate, adesso è il tempo di vincere le partite sul campo e di rispondere con i fatti alle critiche che, se non s’inverte subito la rotta, arriveranno anche dai piani alti della società.

Catania-Pescara_28 settembre 2014

Marco Baroni, l’allenatore del Pescara, sotto la curva dei tifosi biancazzurri a Catania, si assume le responsabilità della sconfitta in terra di Sicilia.

3ª Giornata_12 settembre 2014

Allenatori. Sarà pure esagerato e prematuro, eppure il primo allenatore è già saltato, il catanese Pellegrino. Non è corretto parlare di licenziamento perché è stato delegato ad altro incarico, in pratica è tornato nel settore giovanile. Diciamo che avevano provato a risparmiare qualcosa, non è andata. Al suo posto va Sannino. A proposito di certe fibrillazioni, non dimentichiamo che anche attorno a Lopez giravano strane voci prima della trasferta di Pescara, e io mi sento di azzardare pure che se il Bari non batte il Livorno anche Devis Mangia finirà sulla graticola, non a caso sembra intenzionato a cambiare modulo passando dal 4-4-2 al 4-3-3. Insomma, il campionato lunghissimo non significa fiducia illimitata, gli allenatori sono in bilico per definizione, a maggior ragione nelle squadre ambiziose. Dopo tre sconfitte consecutive si accende in automatico il segnale di allarme. Alla quarta è quasi spacciato, solo in rarissimi casi ci si spinge oltre e ci vuole fegato. Perché un ciclo di digiuno incide eccome sulla media punti relativa all’obiettivo preposto, la fa alzare parecchio, e più punti ti servono peggio è.
Perugia. Inizia il tormentine, o il tormentino. Per il Perugia è vera gloria o tormentino? Non solo è perché è a punteggio pieno, piuttosto ha battuto le tre principali candidate alla promozione quali Bologna, Bari e Catania. Non può essere solo un caso. Tra l’altro domani ha un’altra partita in casa contro il Vicenza che è stato ripescato all’ultimo momento e non ha avuto il tempo materiale (a prescindere dalla finestra in più di mercato) di allestire una rosa adeguata, quindi una grossa opportunità di allungare il passo.

Curiosità. Attenzione, anche la Ternana va fortissimo: fuori casa ha già fatto due vittorie su due. E poi il Trapani che ha gli stessi punti. Le due squadre hanno pareggiato solo con il Pescara, poi hanno sempre vinto. Menzione per la Virtus Lanciano che probabilmente avrebbe espugnato lo stadio del Varese se non fosse stato per l’espulsione di Thiam.

Gol ultimi minuti. Le partite in questa categoria non finiscono mai. Nell’ultima giornata ci sono stati ben quattro gol tra novantesimo e oltre. E sono stati decisivi dal momento che nessuna gara è finita con più di un gol di scarto. Tra l’altro è dall’inizio che resiste il limite di due gol di scarto. La testimoniare un equilibrio straordinario.
Latina. È stata l’ultima difesa a cadere, all’ultimo minuto del posticipo di Livorno su rigore di Cutolo.

Interpretazioni diverse. Ogni neopromossa sta interpretando l’approccio alla nuova categoria a modo suo.

Pro Vercelli. Forse sarà la grande carica agonistica, il vizietto della Pro Vercelli è l’aggressività, finora ha chiuso tutte le partite in inferiorità numerica. Una espulsione in ogni partita.

Virtus Entella. Avete presente quei giovani che si muovono già da adulti? La Virtus Entella fa pensare a loro perché ha in squadra vecchio marpioni quali Pelizzoli, Sansovini, Rinaudo. Proprio quest’ultimo ha fatto un grave errore, a volte è meglio la freschezza giovanile dei debuttanti. A proposito, auguri a Ivano Baldanzeddu, infortunio gravissimo, addirittura un anno di prognosi, mai sentito prima, probabilmente la sua carriera ne resterà pesantemente condizionata, se non peggio. Cattivissimo il bresciano Di Cesare, nel video che gira sul web c’è l’avvertimento “immagini forti”, in pratica gli ha davvero spezzato la gamba. Molte critiche, si è addidato a un avvocato per tutelarsi, io al suo posto di sarei auto squalificato.

Vite da bomber. Le due facce della medaglia. C’è chi sta attraversando un periodo straordinario come Falcinelli, un gol a partita. A Lanciano lo ricordavamo più una punta di movimento che un realizzatore, evidentemente l’aria di casa, lui perugino di nascita, lo ha trasformato. Il rovescio della medaglia è la crisi che attanaglia il povero Ardemagni, lo scorso inverno oggetto del desiderio di mezza categoria (perché l’altra metà non se lo poteva permettere) lui ha strappato al Carpi un ingaggio faraonico, ma ha deluso le attese. Ora è allo Spezia e delude lo stesso, ad Avellino ha fallito un rigore e un gol clamorosi. Diciamo che ha perso la polvere magica sui suoi piedi, ma gli è rimasto l’ingaggio. Forse qualche collega farebbe pure a cambio. Non so perché, ma ho come la sensazione che molti italiani vorrebbero essere al suo posto. Tra i due un pensiero va ad Aniello Cutolo: aveva sbagliato un rigore, Gautieri gli ha ridato fiducia e lui l’ha ripagata, violando la porta del Latina.

1ª giornata_30 agosto 2014

La prima giornata ha dimostrato quanto il campionato sia equilibrato, che non significato modesto, come troppo frettolosamente viene etichettato negli ultimi anni. Un’altra premessa è che questo è il periodo ideale per studiare le potenzialità delle squadre perché non c’è la contaminazione psicologico delle preoccupazioni o pressioni di classifica, quelle arriveranno più avanti e condizioneranno la stagione di alcuni. Per questa prima volta, ma lo schema non è rigido, abbiamo pensato di individuare tre squadre per ogni voce: sorprese, conferme e delusioni.

Sorprese. Pescara: la prima vera sorpresa della prima giornata è il Pescara per l’autorità con cui ha sottomesso il Trapani, cioè una squadra che sa il fatto suo, senza soluzione di continuità. Difficile vedere una supremazia così netta tra due squadre di pari categoria. Ps: ho letto un titolo su un sito: buon pari della Virtus Lanciano, delude il Pescara che non va oltre lo 0-0. Capita, quando non si vede la partita… In Italia conta solo il risultato.
Virtus Lanciano: al di là del risultato pirotecnico, del gol annullato, del palo eccetera eccetera, conta l’anima di questa squadra che prosegue sulla linea dei giovani e non potrebbe farlo se non avesse un avesse una filosofia realmente radicata. Ricordo chi ha segnato: Gatto, Pinato e Cerri, 22, 19 e 18 anni, gli ultimi due all’esordio.
Ternana: espugnare il campo del Crotone delle meraviglie non era facile. Ok, la squadra è cambiata, ma se il fenomeno era Drago… In realtà c’è il rischio che l’allenatore sia un pochino sopravvalutato

Conferme. Bari: consistenza assoluta, io l’ho seguita in ritiro a Castel di Sangro e non tempo smentite se affermo tra le più attrezzate categoria: organico assortito, ambiente euforico, tecnico scrupoloso, alla fine il fattore ambientale può fare la differenza. Vincere in casa della neopromossa Virtus Entella, dove ci sono due vecchie nostre conoscenza come Pelizzoli e Sansovini, e peraltro in maniera così convincente non era affatto facile.
Avellino: non si scherza, stesso impianto, un anno di esperienza in più e carattere indomito. Aveva un uomo in più, d’accordo, però quante volte capita che la situazione si rovesci, invece fino all’ultimo minuto, fino a riuscirci per forza.
Perugia: sì, perché con la tradizione e il mercato importante che ha fatto non si può mettere alla stregua delle altre neopromosse (a proposito, quest’anno le vedo molto meno predisposte a stupire rispetto a quelle della passata stagione). Camplone è una certezza

Delusioni. Catania: detto che per le retrocesse è sempre molto difficile calarsi nella nuova realtà (e il Pescara lo sa bene), forse l’incognita è l’allenatore. Maurizio Pellegrino si è guadagnato la riconferma sull’onda di un finale orgoglioso, ma frutto dell’emotività e del senso di appartenenza. Ripartire per vincere presuppone ben altra esperienza e capacità.
Bologna: ha strappato Buchel al Pescara e con Casarini ha ricomposto il centro campo del Lanciano dello scorso anno, tra l’altro con un Matusalem in più che non è l’ultimo arrivato. Forse i due sono stati sopravvalutati, oppure il 4-3-3 con è nelle corde di quell’organico, forse un po’ troppo compassato.
Crotone: anche se ha cambiato tanto, anche se non ha giocato male, una sconfitta del genere è un brutto passo falso che può incidere sulla crescita. Me lo aspettavo più combattivo, invece si è fatto espugnare il campo con troppa facilità.

Ultime osservazioni: gol non pochissimi, ma ridotta la differenza, pochi gol di scarto, cioè solo 1 per partita, con due paradossi: l’unico 0-0 è dove ci sono state più occasioni (a Pescara), 2 gol di scarto solo a favore di quelle che hanno vinto in trasferta. Almeno per una volta è tornato il romanticismo del fattore campo.

L’allenatore del Pescara, Pasquale Marino, si racconta ai microfoni di Calcio Totale

 

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