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Seconda sconfitta consecutiva e play off a rischio

di Daniele Astolfi. Purtroppo il Pescara rimedia un’altra sconfitta, la seconda consecutiva, anche contro il Frosinone. Bruttissimo segnale, soprattutto considerando che questo è il periodo in cui le squadre di testa debbono avere una marcia sostenuta per poter veder aumentare le proprie chances nello sprint finale. A nostro parere anche oggi la squadra abruzzese ha palesato i suoi usuali limiti di gioco e di mentalità. Il tecnico è in discussione, ma la società lo conferma. Il Pescara scende in campo con Fiorillo tra i pali, Pucino e Zampano sono i terzini, Salamon e Fornasier occupano la posizione di centrali difensivi. A centrocampo agiscono Politano, Zuparic, Memushaj e Bjarnason. Le punte sono Melchiorri e Sansovini. Il tecnico Stellone schiera il suo Frosinone con un 4-3-3. In avvio gli adriatici sono timidi e incoraggiano, con il loro atteggiamento rinunciatario, le iniziative dei laziali. Manca Brugman, relegato in panchina, e non c’è dunque fonte di gioco. Al 10’ è comunque Salamon a farsi pericoloso nella difesa avversaria con un colpo di testa indirizzato però sopra la traversa. Al 15’ Lupoli prova a portare i suoi in vantaggio con un gran tiro dalla distanza, ma Fiorillo respinge con i pugni la palla velenosa. Il Frosinone domina e passa in vantaggio al 41’ con una iniziativa individuale di Gaucher che, partendo da fuori area, ‘si beve’ tre avversari e calcia di potenza, palla sotto la traversa con Fiorillo incolpevole. All’inizio del secondo tempo, per la precisione al 48’, i ciociari raddoppiano meritatamente su rigore concesso per fallo di mani in area di Fornasier. Dal dischetto Lupoli non sbaglia. L’unico biancazzurro a non volerci stare è Politano che al 61’ colpisce il palo dalla distanza. Bellissima la sua pennellata. Al 74’ ci prova ancora l’ala pescarese su calcio di punizione, questa volta la sua pennellata ha una luce diversa. La palla supera la barriera e finisce la sua corsa in rete, alla sinistra del portiere locale. Accorciate le distanze il Pescara dovrebbe attuare un forcing disperato, ma i laziali riescono a gestire la gara senza grandi patemi d’animo.

Frosinone – Pescara 2-1
marcatori 41’ pt Gaucher (F), 48’ st Lupoli (F), 74’ st Politano (P)
arbitro Sig. Minelli di Varese
assistenti Sigg. Rapanelli e Di Salvo
calci d’angolo 4 a 1 per il Pescara
spettatori 4,000 circa

Frosinone
Zappino, Zanon, Cosic (74’ st Bertoncini), Blanchard, Crivello, Frara, Goucher, Cosic, Sammarco, Lupoli (81’ st Ciofani), Santana (62’ st Carlini), Dionisi.
allenatore Roberto Stellone

Pescara
Fiorillo, Pucino, Salamon, Fornasier (64’ st Brugman), Zampano, Politano (87’ st Pasquato), Zuparic, Memushaj, Bjarnason, Melchiorri, Sansovini (55’ st Pettinari).
allenatore Marco Baroni

Addio sogni di gloria?

La sconfitta subita dal Pescara contro il Frosinone allontana il Pescara dai play offa più di quanto non dica il risultato della partita e la classifica.
La squadra di Baroni era chiamata ad una prova di maturità che ha fallito senza se e senza ma, dimostrando di non essere affidabile da questo punto di vista. Questo è il cuore della vicenda.
C’entra relativamente il modulo di gioco, i calciatori scelti o l’atteggiamento mostrato in campo dalla squadra o le insicurezze dell’allenatore, il cuore della vicenda è l”inaffidabilità della squadra nei momenti cruciali.

Non è mai solo una questione di uomini o di modulo
Una squadra vincente è sempre il frutto della sommatoria di tanti fattori. C’è bisogno di una perfetta sintonia d’identità e di vedute tra società, allenatore e squadra. E poi ancora tra squadra e tifosi. Se c’è tutto questo e i risultati sono buoni, anche la stampa può svolgere un ruolo attivo nell’amplificare tutto ciò che di positivo si crea.
Ce lo ha ricordato la scorsa settimana proprio qui a Calcio Totale, Arrigo Sacchi.
Ed è evidente che questo circolo virtuoso, quest’anno, a Pescara non si è sviluppato.
Non serve dunque aspettare nuove e forse più incoraggianti vittorie per esprimere un giudizio su ciò che abbiamo visto fino ad oggi e che vedremo fino alla fine del campionato.

Né bella, né vincente
Non c’è bisogno di chiaroveggenza per capire ciò che potrà accadere da qui alla fine del campionato. Continuerà l’andamento avuto sino ad oggi. Un campionato triste con qualche piccola eccezione che lascerà rimpianti a tutti. Alla società e ai tifosi innanzitutto che speravano di poter assistere a un campionato molto diverso, forse anche più “pericoloso”, sicuramente non così anonimo come il campionato che ha regalato, fino ad oggi, Marco Baroni.

Si salva solo Matteo Politano

7 Politano 6,5

1 Fiorillo 6

8 Bjarnasson 5,5

32 Memushaj 5,5

15 Salamon 5,5

19 Pettinari 5,5

9 Melchiorri 5,3

11 Zampano 5,3

2 Pucino 5,1

42 Sansovini 5

16 Brugman 5

13 Zuparic 5

6 Fornasier 4,5

Marco Baroni 5

Nel festival degli errori che è stata Pescara-Brescia, Corvia fa il fenomeno

Pescara-Brescia è stata una partita ricca di gol, cinque, e di errori. Errori che vanno suddivisi equamente tra i ventidue protagonisti in campo, ma non altrettanto equamente tra i due allenatori.
Entrambe le squadre, per motivazioni diverse, avevano l’esigenza di vincere la partita e, anche per questa ragione, gli errori commessi in campo sono stati tanti. Errori che riguardano sopratutto l’assetto difensivo e il reparto di centrocampo. Più bravo si è dimostrato il Brescia che, in una fresca sera d’inizio aprile, è stato capace di rendere evidenti tutti i limiti tattici della squadra allenata da Marco Baroni.

Un Pescara buono nel primo tempo, largamente insufficiente nel secondo
Il primo tempo del Pescara, nonostante i numerosi errori in fase difensiva, è stato un buon primo tempo. Soprattutto la catena di destra con Zampano e Politano ha offerto alcune giocate interessanti che, paradossalmente, pongono diverse domande.
Perché Zampano non è stato utilizzato sempre in quel ruolo, esterno basso di destra, dove dimostra di poter fare la differenza? Perché Politano è costretto a sobbarcarsi un lavoro di copertura enorme e non è lasciato libero di esprimersi soprattutto nella fase d’impostazione e di conclusione dell’azione? Domande che, virtualmente, giriamo all’allenatore del Pescara.
Calori vince la sfida delle panchine. L’allenatore del Brescia cambia uomini e assetto tattico a partita in corso e vince la gara. Marco Baroni non apporta nessun accorgimento tattico alla squadra e i cambi, forse anche per questo motivo, si rivelano inefficaci. L’allenatore fiorentino non è reattivo e pur giocando buona parte del secondo in superiorità numerica, il Pescara perde la partita.

Frosinone, ultima fermata
Per il tecnico di Firenze diventa decisiva la trasferta di Frosinone, una partita da vincere e che, in ogni caso, non si può perdere. Una sconfitta in terra laziale potrebbe costare la panchina a Baroni che, cosciente di ciò, deve dimostrare in questa occasione, innanzitutto a se stesso, di essere un allenatore che può aspirare a panchine importanti come quella di Pescara.
Buon fine campionato a tutti.

Il Pescara gioca e vince la partita più bella dell’anno

di Daniele Astolfi. Il più bel Pescara degli ultimi tre anni batte la capolista Frosinone con tre reti realizzate alla migliore difesa del campionato. Dopo un inizio impacciato e d’attesa, atteggiamento a cui i supporters biancazzurri si erano purtroppo abituati in questo inizio di campionato, i ragazzi di Baroni riescono a sbloccare la partita con una gran rete di Melchiorri e, come d’incanto, si liberano anche sotto l’aspetto psico-fisico. È proprio vero, la mente comanda sempre sul corpo, e infatti le gambe vanno che è una bellezza. La risposta più significativa a tutti quelli che vedevano anche nella condizione atletica un altro limite del tecnico. Viene confermato il modulo 4-4-2, che ha permesso di vincere a Brescia e soprattutto di far coesistere due attaccanti del calibro di Melchiorri e Maniero. Noi riteniamo che l’intuizione di optare per il più classico dei moduli sia stata un po’ tardiva, è tuttavia importante che finalmente la squadra possa esprimere le proprie potenzialità soprattutto con un gruppo ritrovato. La formazione è rimaneggiata a causa degli impegni con le rispettive nazionali di Bjarnason e Memushaj. Lazzari è squalificato e Nielsen è alle prese con una fastidiosa pubalgia. Quindi Baroni schiera in difesa Pucino e Grillo esterni con la coppia Pesoli-Salamon coppia centrale davanti ad Aresti. A centrocampo giocano Zampano e Politano esterni con Appelt e Zuparic centrali. In attacco il duo delle meraviglie, Maniero-Melchiorri. Mister Stellone, sulla sponda opposta, si affida alla formazione tipo che gli ha permesso di essere brillante protagonista ed attuale capolista. L’inizio è ‘alla camomilla’. Come si suol dire, evidentemente le squadre si studiano. In verità, è il Frosinone a fare la partita, senza però tirare mai in porta. Gli abruzzesi aspettano timorosi nella propria metà campo. Soltanto Melchiorri accende i cuori dei tifosi al 9’ con una fantastica iniziativa individuale. S’invola verso la porta avversaria saltando gli avversari come birilli e porge la palla a Maniero che, però, è in posizione di fuorigioco. Al 20’ Politano batte una punizione, la palla schizza sui piedi di Maniero, ma la stessa sfiora il palo. Due minuti dopo, invece di calciare in porta, Melchiorri porge a Maniero che subisce un fallo da rigore ma l’arbitro lo invita a rialzarsi. Al 30 i frusinati provano a reagire con una rovesciata tanto bella quanto inefficace di Paganini. È poi Schiavi, sul versante opposto, a rischiare l’autogoal con uno svarione. Appelt diventa protagonista nel centrocampo abruzzese e detta legge con le sue rasoiate utili ad aprire il gioco sulle fasce laterali. Nel 4-4-2 il centrocampista ha meno spazio da dover coprire in una posizione più bloccata. Così la squadra trova fiducia e potrebbe trovare la rete al 39’ se Salamon non colpisse la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nella ripresa i padroni di casa diventano padroni del campo e del gioco, riscuotendo applausi scroscianti. Arriva subito il vantaggio con una gran rete di Melchiorri al 49’. Il bravo attaccante marchigiano inventa un movimento che disorienta i suoi due marcatori più vicini e piazza la palla sul palo opposto. A questo punto il Pescara è straripante: produce gioco con grande intensità e palle goal in quantità industriale. Al 62’ Maniero subisce da Zanon un ‘lieve’ fallo in area. L’arbitro fischia il rigore e Maniero realizza dal dischetto per il raddoppio. Esiste una sola squadra in campo, quella adriatica. Soltanto Pigliacelli, migliore in campo, nega al Pescara la possibilità di rendere ancora più copioso il vantaggio. Ma nulla può l’estremo ospite sul bellissimo tiro di Pasquato all’86’. Le reti sono così tre e questo basta per riaccendere cuori ed illusioni sugli spalti.

Pescara – Frosinone: 3-0
marcatori  49’ Melchiorri, 64’ Maniero (rig.), 86’ Pasquato
calci d’angolo 5 a 3 per il Pescara
espulso 90’ Pesoli
arbitro sig. Maresca Fabio di Napoli
assistenti sigg. Segna e Gori
spettatori 7.389 per un incasso di € 49.860,00

Pescara
Aresti; Pucino, Pesoli, Salamon, Grillo; Politano (79’ Sowe), Zuparic, Appelt, Zampano; Maniero ( 82’ Pasquato), Melchiorri (89’ Pogba).
allenatore Marco Baroni

Frosinone
Pigliacelli; Zanon, Schiavi (55’ Russo), Blanchard, Ciofani; Gessa ( 64’ Carlini), Gori, Gucher (72’ Musacci), Paganini; Ciofani, Curiale.
allenatore Roberto Stellone

13ª giornata_8 novembre 2014

Siccome la capolista della 12ª, cioè il Carpi, non ha vinto ed e stata raggiunta dal Frosinone, si conferma la media più bassa degli ultimi 10 anni e siccome non si vedono schiacciasassi all’orizzonte aumentano le probabilità che la quota promozione-diretta si fermi ai 75-78 punti. In pratica, per chi sta dietro è come se il campionato iniziasse adesso. Catania, Bari e Pescara dovrebbero cominciare a marciare alla media di 2,25, media standard per chi vuole essere promosso. Traguardo che potrebbe invogliare anche chi non aveva previsto di puntare alla serie A e che adesso si trova già con un bottino pari ad un terzo dei punti necessari. Tradotto, nel mercato di gennaio, se non interverranno scossoni clamorosi, potremmo vederne delle belle.

Continuano ad essere tante le pretendenti ai posti al sole. Nove squadre racchiuse nel giro di appena 5 punti. Difficile cercare di capire adesso chi può davvero aspirare alla serie A da quanto si è visto finora. Il Frosinone è la formazione che maggiormente rispecchia i requisiti necessari: miglior attacco (+ 22) e miglior difesa (- 9). Praticamente sulla stessa linea è il Carpi (+22, -12), non a caso sono insieme al comando. Più o meno sulla stessa falsariga il cammino delle altre, l’eccezione è il Trapani che si mantiene in zona play off pur avendo la difesa più battuta del torneo (- 27).
Cade il tabù dei rigori contro, tutte le squadre li hanno subiti. Le ultime a cedere sono state Modena e Livorno che se li sono visti assegnare a sfavore nell’ultima giornata. Resiste, invece, il primato negativo di Virtus Entella e Ternana che non ne hanno avuto nessuno a favore.
La Virtus Lanciano continua ad essere la squadra meno battuta. Prima vittoria di Pasquale Marino tornato in pista con il Vicenza a distanza di otto mesi dopo l’esonero di Pescara. Ciononostante la squadra veneta continua da avere il peggior attacco della categoria (9) senza neppur aver toccato la doppia cifra. Bologna e Frosinone sono le squadre che hanno vinto di più in trasferta (3), mentre restano 5 (Catania, Varese, Vicenza, Cittadella e Latina) quelle che non hanno mai avuto questa soddisfazione.

A proposito di Pescara, anche Baroni ha cambiato (almeno per un tempo) il suo modulo, cosi siamo arrivati al 60% degli allenatori che hanno modificato il loro sistema tattico iniziale rispetto ad inizio stagione.
Il campionato si conferma molto equilibrato e, soprattutto, combattuto. In campo si lotta tanto che dopo 13 giornate i giocatori espulsi sono stati ben 77, quindi battuto il primato negativo delle stagioni 2007/08 e 2008/09 quando erano state 75.
Il Bari di Mangia ha perso contro la Ternana la terza partita delle ultime quattro disputate, ciononostante i pugliesi agguantano il primo posto nelle classifiche, stilata da Panini Digital, relative al possesso palla, alla supremazia territoriale e al numero di palloni giocati relativa alla tredicesima giornata di campionato. Caputo e compagni però non ne hanno saputo approfittare così come il Livorno di Gautieri che, pur confermandosi la squadra più pericolosa del torneo, non è riuscito a sfondare il muro difensivo del lanciano. Per i labronici si tratta di un caso sfortunato visto che gli amaranto hanno, anche in questa giornata, tirato in porta più di tutte le altre squadre. A completare il quadro per ciò che concerne le statistiche di squadra c’è il Perugia che, ancora una volta, è la squadra più precisa del torneo.

12ª Giornata_1 novembre 2014

Nel giro di otto giorni, visto che c’è stato il turno infrasettimanale, siamo passato da 4 formazioni al comando, poi 2, Bologna Carpi, e ora il solo Carpi. Premesso che domani c’è il derby emiliano, quindi si può ribaltare la situazione, guardiamo qualche numero per cercare di capire di che matrice è l’exploit della capolista a sorpresa. Il Carpi di Castori è la squadra che ha vinto di più in assoluto, 7 su 12, e una delle 5 che non hanno mai perso in casa. È anche quella che ha segnato di più, 22 gol, mentre sta messa bene dietro (solo 10 subiti).
Passando alle altre curiosità, la difesa meno battuta è quella del Frosinone con 8, la più perforata quella del Trapani (23), seguita a ruota da Varese (22) e Pescara (21). Stiamo parlando quasi del triplo… Restando ai numeri generali, la Virtus Lanciano è la squadra che ha perso di meno, 1 sola volta in 12 partite. La squadra che ha segnato di meno è il Vicenza, appena 7 gol. Curiosità: il Modena, 9 gol fatti e 9 subiti. L’unica squadra che non ha mai vinto in casa è la Ternana, che come la Virtus Entella non ha mai usufruito di un rigore a favore. Invece, Livorno e Modena non si sono mai viste assegnare un penalty contro.

I dati di questo primo quarto di campionato riferiscono che le squadre di testa marciano ai ritmi più lenti degli ultimi 10 anni, quindi facendo le proiezioni, la serie A diretta oggi sarebbe sui 75-78 punti.
Ben 8 delle 22 squadre hanno una media uguale o inferiore ad 1 punto a partita. Però inferiore non di molto e questo rende apertissimo il discorso salvezza (che si ottiene di solito con la media di 1.19) perché significa che anche le ultime non sono lontanissime dall’obiettivo. La classifica ultimamente ha cominciato a sgranarsi, ma resta sempre relativamente corta rispetto agli anni passati. Quindi chi vuole ha tempo e modo per rimettersi in carreggiata, purché si dia una mossa. Ad esempio le quattro squadre che hanno perso la metà esatta delle partite disputate, cioè Pescara, Catania, Crotone e Vicenza. Il Latina, paradossalmente, ne ha perse “solo” 5 pur essendo ultima da sola. Curiosa la crisi di questa squadra che solo pochi mesi fa stava lottando per la serie A nella finale play off contro il Cesena.

Rispetto alle prime giornate, l’unica squadra che ha frenato vistosamente è il Perugia, quelle maggiormente in ascesa Carpi, Livorno e Bologna. Tutte le altre sono più o meno in linea con il trend che avevano sin dalle primissime giornate.
Infine, i capocannonieri Castaldo (Avellino), Mbakogu (Carpi) e Marchi (Pro Vercelli) hanno segnato 8 gol con tre rigori a testa, quindi senza rigori il vero capocannoniere sarebbe l’ex biancazzurro Vantaggiato oggi al Livorno.

7ª giornata_4 ottobre 2014

Campionato piccoli numeri. L’Avellino pareggia a Terni e non riesce a scavalcare il Perugia, in questo modo il campionato batte un piccolo record perché era dal 2008 che dopo 7 turni non figurava in testa una neopromossa (allora era il Sassuolo). Contestualmente è dal 2009 che la capolista non ha un punteggio così basso (14 punti, allora era il Frosinone). Sono state realizzate le prime triplette stagionali, tutte made in Abruzzo, quelle del pescarese Maniero e del lancianese Vastola. Tra l’altro per loro sono le prime della carriera. Non ci sono più zeri nelle caselle. Per il Perugia prima sconfitta a La Spezia, per il Pescara prima vittoria, peraltro la più rotonda della giornata.

Casa dolce casa. Fattore campo continua ad avere la sua grande valenza. Mentre la scorsa settimana nessuna vittoria esterna, in questa lontano da casa ha vinto soltanto la Virtus Lanciano. La stessa Virtus Lanciano sconfigge la sua tradizione di squadra difensivista, oggi ha il miglior attacco e la seconda peggior difesa, mentre la squadra più perforata resta il Varese con 14. Intanto da registrare ben 6 espulsioni tutte a danno delle squadre che giocavano in trasferta

Tanto rumore per poco. Tra Brescia e Perugia, fin qui leader delle statistiche a squadra stilate da Panini Digital, si inserisce il Pescara che, dopo la prima vittoria in campionato, balza al primo posto nelle classifiche relative alla pericolosità, alla supremazia territoriale e al numero di palloni giocati. Gli umbri mantengono comunque il primato nei tiri in porta e nel possesso palla mentre le rondinelle nella percentuale di passaggi riusciti. Cosa significa? Semplicemente che questi dati hanno un valore relativo dal momento che vedono primeggiare da un lato il Perugia, ma dall’altro Brescia e Pescara che sono nelle retrovie. Nel calcio contano i gol

Non si può stare mai tranquilli. La settimana scorsa avevamo parlato di quanto sia sempre il bilico il mestiere di allenatore. Ne avevamo indicati quattro a rischio, a sorpresa è saltata invece un’altra panchina, quella di Beretta che ha praticamente riconsegnato il testimone a Breda che aveva portato i laziali ai play off. Fatale per Beretta la sconfitta di Trapani, seppur su rigore e con un uomo in meno. Insomma, quando si vuole cacciare basta una scusa. Nel frattempo il presidente Paparesta ha riconfermato la fiducia a Mangia, il che intrinsecamente significa che ne aveva bisogno e questo non è mai buon segno.

4ª e 5ª giornata_20 e 23 settembre 2014

Il gioco delle coppie, nel senso di partite accoppiate nel giro di un paio di giorni. Ogni turno infrasettimanale scombussola un po’ i piani e mescola le carte e il primo della stagione non ha fatto eccezione. Non danno tempo di pensare e costringono le squadre a tuffarsi dentro gli impegni in apnea per uscirne con connotati diversi. Perché, che si migliori o peggiori, o resti uguale, il trend precedente, in ogni caso qualcosa cambia, non fosse altro che in termini di conoscenza di se stesse.

Per andare sul pratico, il Perugia ormai ha capito di avere la scorsa dura, due pareggi (il secondo a Modena più gradito del primo in casa contro il Vicenza). Ma la vera sorpresa è la Pro Vercelli che con due successi davvero clamorosi, 4-0 al Varese e blitz in casa del Cittadella, si rifà completamente il look. Bene anche il Carpi che saccheggia Lo Spezia il Crotone che aveva vinto la sua prima a Bologna e ha pareggiato all’ultimo minuto con il Catania e poi il Frosinone, che delude un po’ contro l’Avellino, ma non dimentichiamo quello che aveva combinato a Lanciano. Tutte queste squadre se il campionato finisse oggi sarebbero in lotta per la serie A, particolare che in questo periodo non significa niente, tranne una certezza: 4 punti nell’accoppiata fanno sempre bene, anzi sono il meglio auspicabile, considerato che farne 6 è un’eccezione.

Poi ci sono quelle dei 3 punti come Bari, Livorno e Bologna, sempre con un pizzico di rimpianto in corpo. In questo caso sono proprio le tre favorite. Tra queste il Bologna ha una particolarità: ha vinto due volte in trasferta e mai al Dall’Ara. Brescia, Modena e Trapani hanno smosso (lentamente) la loro classifica con due pareggi, poi si passa alle intristite da 1 solo punto, come Pescara, Ternana, Virtus Entella e Virtus Lanciano, al preoccupatissimo Varese che le ha perse entrambe ed è stato penalizzato dal calendario che gliele ha propinate tutte e due in trasferta. Questo a livello di punti, poi c’è l’aspetto psicologico che conta molto e potrebbe incidere anche domani,

Pillole statistiche. Nella quarta giornata sono iniziate le goleade (Virtus Lanciano-Frosinone 1-5, Pro Vercelli-Varese 4-0 che hanno infranto il limite (che resisteva) di 2 gol di scarto, il martedì invece siamo tornati al massimo equilibrio con 1 solo gol di scarto.
Caselle a zero. Ci sono tre solo squadre ancora imbattute, Perugia, Carpi e Trapani. Sempre tre sono quelle che non hanno ancora assaggiato il gusto del successo, Catania e Pescara, che si troveranno domenica in una coda-coda, e la matricola Virtus Entella, debuttante piena di veterani.

Bomber. Ragusa (3 gol in due partite) dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, che in questa categoria fa la differenza. Bene anche Sansovini, Cerri e Melchiorri, il fiuto del gol non ha età. In gran spolvero, più per le giocate che per i gol, pure il livornese Aniello Cutolo.

2ª Giornata_7 settembre 2014

Questa fase embrionale del campionato può dare, al momento, solo qualche traccia sull’indole e la natura delle varie squadre. Ad esempio che il Perugia cercherà di fare la prepotente, anche perché una matricola lo è solo in teoria visto che a Bari è scesa in campo con 10/11esimi diversi dallo scorso anno, che la Virtus Lanciano sembra molto più prolifico rispetto al passato avendo al momento il miglior attacco, sì in condominio, però sarebbe in solitaria senza gol clamorosamente non assegnato alla prima giornata e visto da tutte le moviole. Oppure che il Catania è piuttosto svagato in retroguardia avendo la peggiore difesa e subendone tre a partita, al contrario del Latina che è l’unica 22 formazioni con la porta ancora inviolata. Anche stavolta non è stata superata la differenza reti di due gol di scarto nelle singole partite, in pratica un sostanziale equilibrio senza goleade. Queste indicazioni potrebbero anche essere smentite a breve, quella che invece dovrebbe essere confermata è l’indole aggressiva del Giudice sportivo che ha scelto la linea della tolleranza zero per il gioco violento. Una gomitata è una vigliaccata, perciò e giusto andarci giù duro con con squalifiche esemplari tra le quali spicca quella di 5 giornate a Terlizzi, senza dimenticare le 3 a Caputo e Cosenza e le 2 a Zappino. mini. Questo mi ha dato lo spunto per una piccola ricerca che ci aiuti a conoscere meglio il campionato che stiamo disputando concentrando le attenzioni su due situazioni che da spettatori viviamo sistematicamente in ogni gara alla quale assistiamo senza renderci perfettamente conto della quantità. Sto parlando di falli e fuorigioco: quanti ce ne sono in ogni partita? Una curiosità legittima da soddisfare. Ebbene, per sintetizzare quella che spesso resta un’idea vaga abbiamo preparato delle tabelle riepilogative. Magari ne faremo altre in periodi più caldi della stagione per compararle, intanto cristallizziamo questi dati.

Il numero dei falli ha un’ampia oscillazione, si va dagli appena 12 del Crotone ai 25, più del doppio, del Frosinone. In genere c’è equilibrio numerico nel corso di una partita, in pratica le due squadre si “menano” quasi nella stessa misura, anche se poi conta anche la ruvidezza degli interventi. Infatti, la giornata è stata particolarmente nervosa con 7 espulsi, 5 alla prima), due squadre, cioè Bari e Frosinone, hanno chiuso in 9 uomini.

Per i fuorigioco provocati, cioè quando una squadra si muove per mettere in off side gli avversari, si nota che non se ne fa più un uso sfrenato come negli anni ’90 quando veniva praticato quasi in maniera compulsiva, molti sono fuorigioco di rientro, addirittura in una partita, quella tra Cittadella e Avellino, questa tattica di difesa, che presuppone coraggio e tempismo perfetto, non è stata mai utilizzata.

© 2017 Calcio Totale / Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pescara il 03/09/2014 al n° 11. Registro della Stampa del Tribunale di Pescara n° 11-2014.

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