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Pescara-Modena_18 aprile 2015

Matteo Politano si conferma come il miglior biancazzurro della stagione, segnando la rete, pesantissima, contro il Modena

Vittoria che riapre i giochi

di Daniele Astolfi. Siamo alle solite, ma questa volta fortunatamente ci scappa la vittoria. Dopo una prestazione scialba, il Pescara riesce comunque a battere il mediocre Modena con una rete di Politano realizzata negli ultimi minuti di gioco. Ci si riaffaccia così nella zona play off e si guarda al prossimo derby di Lanciano con più fiducia, dopo le ultime due sconfitte consecutive e la vittoria che mancava da quattro gare. Mancano Bjarnason, Melchiorri e Salamon, in pratica le colonne della squadra, quindi Baroni è costretto a presentare una formazione rimaneggiata, affidandosi ad un inedito 4-2-3-1. Davanti a Fiorillo si schierano Zampano, Fornasier, Zuparic e Rossi. Centrali di centrocampo sono Selasi e Memushaj. Il trio a ridosso della punta Pettinari è costituito da Politano, Brugman e Caprari. Il tecnico modenese si affida al 4-3-3. La cronaca del primo tempo è, per così dire, nulla. Non accade niente di rilevante. E’ come se il Pescara non giocasse. E per questo, figuriamoci se il Modena si scomodasse in azioni d’attacco, anche velleitarie. Soltanto all’83’ si assiste alla giocata di Politano che insacca dopo l’usuale taglio in area. Pinsoglio interviene, ma il suo è un intervento disastroso, dato che contribuisce a spingere la sfera in rete. Diciamo che ogni tanto la Dea Bendata si ricorda di noi. Appena dopo i biancazzurri potrebbero raddoppiare con Zampano, ma l’azione non si concretizza. Negli ultimi istanti, il Modena ha in mano, pardon…tra i piedi, la possibilità di pareggiare, ma Rossi salva sulla linea. Contropiede per il Pescara con Sansovini che, ben lanciato da Brugman, si fa tuttavia ribattere la palla da Pinsoglio. Migliori del Pescara: Zampano, durante il campionato per troppo tempo impiegato in altro ruolo, e Selasi, guarda caso sostituito. Il peggiore è Caprari, eterna promessa. I tanti tifosi presenti al ‘Cornacchia’ oggi debbono essere contenti soltanto del risultato, tutto il resto è silenzio.

Pescara – Modena 1-0
marcatore 83’ Politano (P)
calci d’angolo 8 a 0 per il Pescara
arbitro sig. La Penna di Roma
assistenti sigg. Soricaro e Cangiano
spettatori 9.561

Pescara
Fiorillo; Zampano, Fornasier, Zuparic, Rossi; Selasi (71’ Sansovini), Memushaj; Politano ( 85’ Pucino), Brugman, Caprari (57’ Pasquato); Pettinari.
allenatore Marco Baroni

Modena 
Pinsoglio; Calapai, Cionek, Gozzi, Rubin; Martinelli, Schiavone, Signori (70’ Marsura); Garritano ( 92’ Acosty), Granoche, Fedato ( 87’ Ferrari).
allenatore Mauro Melotti

Seconda sconfitta consecutiva e play off a rischio

di Daniele Astolfi. Purtroppo il Pescara rimedia un’altra sconfitta, la seconda consecutiva, anche contro il Frosinone. Bruttissimo segnale, soprattutto considerando che questo è il periodo in cui le squadre di testa debbono avere una marcia sostenuta per poter veder aumentare le proprie chances nello sprint finale. A nostro parere anche oggi la squadra abruzzese ha palesato i suoi usuali limiti di gioco e di mentalità. Il tecnico è in discussione, ma la società lo conferma. Il Pescara scende in campo con Fiorillo tra i pali, Pucino e Zampano sono i terzini, Salamon e Fornasier occupano la posizione di centrali difensivi. A centrocampo agiscono Politano, Zuparic, Memushaj e Bjarnason. Le punte sono Melchiorri e Sansovini. Il tecnico Stellone schiera il suo Frosinone con un 4-3-3. In avvio gli adriatici sono timidi e incoraggiano, con il loro atteggiamento rinunciatario, le iniziative dei laziali. Manca Brugman, relegato in panchina, e non c’è dunque fonte di gioco. Al 10’ è comunque Salamon a farsi pericoloso nella difesa avversaria con un colpo di testa indirizzato però sopra la traversa. Al 15’ Lupoli prova a portare i suoi in vantaggio con un gran tiro dalla distanza, ma Fiorillo respinge con i pugni la palla velenosa. Il Frosinone domina e passa in vantaggio al 41’ con una iniziativa individuale di Gaucher che, partendo da fuori area, ‘si beve’ tre avversari e calcia di potenza, palla sotto la traversa con Fiorillo incolpevole. All’inizio del secondo tempo, per la precisione al 48’, i ciociari raddoppiano meritatamente su rigore concesso per fallo di mani in area di Fornasier. Dal dischetto Lupoli non sbaglia. L’unico biancazzurro a non volerci stare è Politano che al 61’ colpisce il palo dalla distanza. Bellissima la sua pennellata. Al 74’ ci prova ancora l’ala pescarese su calcio di punizione, questa volta la sua pennellata ha una luce diversa. La palla supera la barriera e finisce la sua corsa in rete, alla sinistra del portiere locale. Accorciate le distanze il Pescara dovrebbe attuare un forcing disperato, ma i laziali riescono a gestire la gara senza grandi patemi d’animo.

Frosinone – Pescara 2-1
marcatori 41’ pt Gaucher (F), 48’ st Lupoli (F), 74’ st Politano (P)
arbitro Sig. Minelli di Varese
assistenti Sigg. Rapanelli e Di Salvo
calci d’angolo 4 a 1 per il Pescara
spettatori 4,000 circa

Frosinone
Zappino, Zanon, Cosic (74’ st Bertoncini), Blanchard, Crivello, Frara, Goucher, Cosic, Sammarco, Lupoli (81’ st Ciofani), Santana (62’ st Carlini), Dionisi.
allenatore Roberto Stellone

Pescara
Fiorillo, Pucino, Salamon, Fornasier (64’ st Brugman), Zampano, Politano (87’ st Pasquato), Zuparic, Memushaj, Bjarnason, Melchiorri, Sansovini (55’ st Pettinari).
allenatore Marco Baroni

Si salva solo Matteo Politano

7 Politano 6,5

1 Fiorillo 6

8 Bjarnasson 5,5

32 Memushaj 5,5

15 Salamon 5,5

19 Pettinari 5,5

9 Melchiorri 5,3

11 Zampano 5,3

2 Pucino 5,1

42 Sansovini 5

16 Brugman 5

13 Zuparic 5

6 Fornasier 4,5

Marco Baroni 5

Trapani-Pescara_17 gennaio 2015

Matteo Politano, uno dei protagonisti assoluti della stagione agonistica del Pescara, fissato dall’obiettivo di Massimo Mucciante come sospeso in aria, sotto lo sguardo vigile del guardalinee.

Pro Vercelli-Pescara_6 dicembre 2014

Matteo Politano segna un bellissimo gol con “la sua azione”. Parte dall’out di destra, dribbla un paio di avversario e realizzat la rete del 2-0 con un rasoterra che passa tra palo e portiere.

Tra alti e bassi il Pescara riaggancia la zona play off

La vittoria contro il Latina riaccende i sogni del Pescara
Dopo la sconfitta interna contro la capolista Palermo che aveva fatto arrabbiare molto Serse Cosmi giunge, inaspettata, un’altra vittoria esterna contro una diretta concorrente per la volata finale. Una vittoria che allontana i venti di una nuova crisi di risultati, rilancia l’undici biancazzurro in chiave promozione e ripaga della delusione per la sconfitta patita contro la capolista Palermo. I rosanero si erano dimostrati nettamente superiori al Pescara sia nei confronti individuali sia nel gioco di squadra. E anche il confronto tattico tra gli allenatore aveva fatto pendere l’ago della bilancia dalla parte di Beppe Iachini a scapito di Serse Cosmi. Troppo forti dunque gli isolani che ormai veleggiano tranquilli verso un immediato e diretto ritorno in serie A.
Nessuna delle concorrenti infatti è in grado di sbarrare il passo alla squadra di Zamparini che dopo le titubanze iniziali, dovute in gran parte all’inesperienza dell’allenatore prescelto, hanno trovato una nuova identità grazie al tecnico marchigiano che si appresta a vivere la seconda promozione consecutiva in serie A.

Cosmi cambia la formazione e il Pescara torna alla vittoria
L’allenatore umbro mischia le carte in suo possesso, accantona Politano e Ragusa per fare spazio a Caprari e Mascara, e vince per la seconda volta consecutiva in trasferta.
Cosmi s’inventa Beppe Mascara doppio play in affiancamento a Brugman e sorprende tifosi, commentari e, probabilmente, anche l’allenatore del Latina. Una mossa tattica che ha dato i suoi frutti perché ha reso meno statico e scontato il gioco della squadra. Il tiki taka alla umbra che avevamo visto nelle prime partite è stato sostituito da un giro palla, sempre abbastanza lento, ma che ha cercato nell’utilizzo di tutta l’ampiezza del rettangolo di gioco soluzioni alternative per la ricerca della porta avversaria. Lo stesso Capari ha spesso ripiegato, sovrapponendosi spesso ai portatori di palla, ma al momento giusto si è fatto trovare pronto all’interno dell’area di rigore per finalizzare l’azione. Un passo in avanti dunque sul piano del gioco che necessità adesso di una continuità di rendimento.

Ragusa la vittima sacrificale
Chi ha pagato maggiormente lo scotto di questa mini rivoluzione tecnico-tattica è stato Antonino Ragusa, ovvero il migliore, insieme a Brugman, di tutta la truppa nel girone di andata. E fino a quando il Pescara cercherà la via del gol attraverso una fitta rete di passaggi che non prevede l’utilizzo sistematico di tutta l’ampiezza del rettangolo di gioco Ragusa sarà sempre più penalizzato. Più in generale mi pare che le novità tattiche introdotte da Cosmi, se saranno confermate, non prevedano l’utilizzo del forte esterno siciliano. Il calcio, si sa, è uno sport collettivo e vince sempre la squadra e mai il singolo. Sono prioritarie le esigenze del gruppo rispetto a quelle dei singoli, ma lasciare in panchina un talento come Ragusa, così come il talento cristallino di Matteo Politano, è una scelta che potrebbe rivelarsi perdente sul medio e lungo periodo.

Ragusa, Politano e Balzano ancora una volta i migliori in campo

Le pagelle di Pescara-Brescia

25 Belardi_5,5
Pur in una giornata, relativamente, tranquilla prende tre gol. Sui primi due resta immobile a guardare la palla che entra in porta, mentre sul terzo condivide la responsabilità con tutti gli uomini della difesa

6 Zauri_5
Una condotta di gara alla quale siamo, ormai, abituati. Non si propone quasi mai in fase d’impostazione svolgendo con sufficienza il suo lavoro in fase di copertura. Gli sono fatali i minuti finali della gara in cui segna per gli avversari il gol del 3-3

33 Zuparic_6,5
All’esordio assoluto in campionato dimostra con la sua partita che l’allenatore ha torto ogniqualvolta non punta sui giovani calciatori in rosa. Aveva davanti a sé Andrea Caracciolo, un attaccante che ha segnato quasi centocinquanta gol in carriera, e si è comportato anche lui come un veterano. Ottimo il suo esordio.

15 Bocchetti_5
Prova insufficiente per Bocchetti che in diverse occasioni e grazie a clamorosi errori di valutazione regala agli avversari metri e palloni. Non merita, in questo momento, la maglia da titolare.

14 Balzano_7
Quantità e qualità le caratteristiche del capitano che anche contro il Brescai sfodera una prova molto sopra la sufficienza. Corsa e applicazione fanno dell’esterno della squadra della promozione in A uno dei punti di riferimento assoluti di questa squadra.

16 Brugman_6
Disputa una buona partita, forse anche ottima fino a venti minuti dalla fine. Poi quando la squadra tira i remi in barca e si schiaccia nella propria metà campo, non riesce a gestire il possesso palla necessario per vincere la partita.

18 Rizzo_6,5
Migliora la condizione fisica e migliorano le prestazioni di Rizzo. La partita di ieri, una delle migliori da quando veste la maglia biancazzurra, è stata impreziosita dall’assist per Ragusa che gli vale mezzo punto in più in classifica.

29 Rossi_5
Altra prova incolore per il laterale voluto da Marino. Sembra sempre sul punto di decollare, ma le sue prestazioni sono sempre poco sotto la sufficienza. Non è di questo tipo di calciatore che ha bisogno il Pescara di oggi.

7 Politano_7
A segno per la seconda partita consecutiva con una rete identica a quella di Reggio Calabria. Entra di più e meglio nei meccanismi della squadra di cui è destinato a diventare un leader assoluto.

46 Mascara_5
Segna il gol del momentaneo pareggio in collaborazione con i calciatori in barriera del Brescia e qui finisce la sua partita. Inconsistente, gioca a nascondersi nell’area di rigore avversaria e non riesce mai ad essere pericoloso. È uno dei problemi di questo Pescara.

27 Ragusa_7,5
Il migliore in campo per manifesta superiorità. Fino a quando resta in partita, è costretto ad uscire per crampi e questo aspetto preoccupa non poco per la tenuta atletica complessiva della squadra, è l’uomo in più e ovunque per i biancazzurri. Il gol del momentaneo vantaggio che realizza è una perla di rara bellezza sia per il taglio che ispira l’assist di Rizzo sia per la conclusione al volo senza guardare la porta.

11 Cutolo_4,5
Marino si ostina a regalare minuti a un calciatore che in questo momento è palesemente un peso per la squadra. Inconsistente e per certi versi, irritante, la sua prova.

10 Viviani_sv

19 Maniero_sv

Pasquale Marino_5
Con la squadra in vantaggio per 3-1 a quindici minuti dalla fine della partita e con un uomo in più, non riesce a condurre in porto la seconda vittoria casalinga per la sua squadra. Fanno riflettere i suoi cambi sia per la scarsa considerazione che ha di alcuni calciatori mai utilizzati sia per la scelta tattica che li ispira.

La partita contro il Brescia può diventare l’istantanea di un intero campionato: vorrei, ma non posso

Il Pescara regge solo per settantacinque minuti
Dopo la vittoria di Reggio Calabria tutti avrebbero voluto vedere un Pescara con la voglia di bissare il successo e di regalare ai tifosi la seconda vittoria consecutiva di questo, strano, campionato di serie B. Così non è stato, ovvero l’illusione di conquistare la seconda vittoria casalinga è durata settantacinque minuti.
Fino al gol del momentaneo 3-2, un gran gol realizzato da Caracciolo con Belardi immobile come in occasione del primo gol delle rondinelle, i biancazzurri avevano disputato una buona gara, ma dopo il gol dell’Airone la partita è cambiata e il Pescara è sparito dal campo. Nonostante la superiorità numerica, il Brescia è rimasto in dieci uomini per l’espulsione di Zambelli, la vittoria non c’è stata e ci si è dovuti accontentare di un pareggio che non migliora la posizione in classifica. Inoltre l’uscita dal campo di Ragusa, a venticinque minuti dalla fine della partita, per crampi arricchisce l’analisi della partita di un ulteriore tema: la preparazione fisica della squadra è adeguata?

Marino ripete sempre gli stessi errori
Con la squadra in superiorità numerica e in vantaggio di un gol, i ragazzi di Marino non sono riusciti a vincere la partita. I calciatori in campo hanno commesso l’errore di farsi schiacciare nella propria metà campo da una squadra che schierava negli ultimi quindici minuti quattro attaccanti e un trequartista, ma anche l’allenatore ha le sue responsabilità. Marino dimostra di non saper leggere la partita durante il suo svolgimento e di non saper cambiare il tema tattico in corso d’opera. Infine opera sempre gli stessi cambi. Non rinuncia nemmeno in questa occasione a concedere minuti di gioco a Cutolo, che dunque gioca ancora una volta insieme a Mascara, e continua a ritenere inadeguati i giovani di cui dispone in rosa. È una scelta legittima la sua che contestiamo dall’inizio della stagione. Per essere più espliciti credo si tratti di un errore, e la buona prova di Zuparic, al suo esordio assoluto dovuto solo all’indisponibilità contemporanea di Capuano e Schiavi, lo dimostra.
Cutolo e Mascara, ma anche Zauri e Bocchetti, hanno dimostrato in queste prime undici partite di non essere utili alla squadra, l’allenatore ne prenda atto e volti, definitivamente, pagina.

A Cittadella sfida tra pari?
Dopo l’ennesimo pareggio, il sesto, il Pescara parte dunque alla volta di Cittadella dove affronterà la squadra allenata da Claudio Foscarini che ha conquistato in queste prime undici giornate di campionato 14 punti, due punti in più rispetto ai biancazzurri di Marino, e che, oggettivamente, non può contare su una rosa competitiva come quella del Pescara. Una partita delicata e difficile soprattutto sotto il profilo psicologico, perché una nuova battuta di arresto sarebbe incomprensibile ai più. Il divario tecnico tra le due formazioni è evidente e dopo la prova d’immaturità fornita negli ultimi venti minuti della partita contro il Brescia ci si attende una prova che riscatti il passo falso compiuto nell’ultima partita disputata.
Solo quattro squadre hanno fatto del peggio del Pescara fino ad oggi. Non è questo il posto in classifica che la rosa dei biancazzurri merita, non è questo il posto in classifica che società e pubblico si aspettavano all’inizio del campionato.

La vittoria di Reggio Calabria allontana la crisi e impone a Pasquale Marino una riflessione sulle scelte tecniche fin qui operate

Marino cambia la squadra e vince la partita
Fuori Cutolo e Mascara, dentro Politano e Maniero e il Pescara va. La tentazione di una semplificazione di questa natura è forte perché la vittoria di Reggio Calabria, che regala momenti di tranquillità al Pescara e al suo allenatore, si presta a questa lettura.
La squadra trae giovamento dall’innesto di elementi non statici come i “big” che siedono in panchina e ottiene una vittoria che può segnare una svolta per il campionato del Pescara. Marino insiste con il nuovo modulo, 3-4-3, ma ricostruisce completamente la linea d’attacco inserendo dal primo minuto il tanto atteso Politano e il capocannoniere della squadra, Maniero. Entrambi non tradiscono le aspettative e diventano protagonisti della serata con una rete a testa. Il terzo gol, che si rivelerà decisivo, è messo a segno da Antonino Ragusa che sancisce la nascita di un nuovo e più produttivo tridente d’attacco.

Adesso avanti tutta con i più giovani
La vittoria di Reggio Calabria non risolve tutti i problemi evidenziati dal Pescara in questa prima fase del campionato, ma indica una strada da seguire: dare spazio e fiducia ai più giovani. Il Pescara ha una rosa molto competitiva costituita da giovani promesse che devono trovare spazio nell’undici titolare. E così dopo Politano siamo curiosi di vedere in prima squadra, e in pianta stabile, Federico Viviani, Piscitella e Frascatore. Così come ci aspettiamo che sia giunto anche il turno di Padovan.
Pasquale Marino deve proseguire nella scelta di rinnovare la squadra così come è successo a Reggio Calabria e affidare il suo futuro e quello della stagione biancazzurra ai tanti ragazzi che il duo Repetto-Acri hanno saputo mettere insieme durante il calciomercato. Sono loro il presente e il futuro di questa squadra e non ha più senso tenerli a bagnomaria a poltrire in panchina. Se è sempre vero che gioca chi è più in forma, non ci possono essere più titubanze e dubbi.

Nella settimana più difficile per il Pescara, il presidente parla di nuovi, possibili, acquirenti del pacchetto di maggioranza della società
Nella settimana più difficile per il Pescara, quella che ha preceduto la trasferta di Reggio, il presidente Daniele Sebastiani parla di nuovi, possibili, acquirenti per il Pescara e non esclude che questa possibilità diventi realtà.
Perché un imprenditore straniero, si parla di un gruppo russo, dovrebbe essere interessato al Pescara calcio? Quale interesse economico può muovere un imprenditore di un altro paese ad acquistare il pacchetto di maggioranza di una società di calcio di serie B con un bacino di utenza molto limitato?
Domande alle quali, oggi, è impossibile dare una risposta non conoscendo i termini dell’operazione. Possiamo solo porci delle domande ed esprimere sensazioni.
Il Pescara non è l’Inter, tantomeno la Roma, le uniche squadre italiane con proprietà straniera, e non ha dunque un nome spendibile nell’universo del mondo del calcio. Per questa ragione le sensazioni al riguardo non sono positive.
Mi piace pensare invece che la proprietà del Pescara resti saldamente in mano a pescaresi e che al timone della società continuino ad esserci appassionati tifosi del delfino biancazzurro.

© 2017 Calcio Totale / Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pescara il 03/09/2014 al n° 11. Registro della Stampa del Tribunale di Pescara n° 11-2014.

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