Calcio Totale > Pagina articoli > Milan

Tutti i post taggati Milan

Pescara-Empoli, una sfida che vale molto

Continua la serie delle sconfitte, siamo a sei in undici partite, eppure il Pescara di Massimo Oddo mantiene intatte le possibilità di raggiungere l’obiettivo della stagione. È ormai chiaro a tutti che saranno in quattro a contendersi l’unico tagliando che darà la possibilità di disputare anche il prossimo anno il campionato di serie A. Crotone, Palermo e, appunto, Empoli le tre squadre che lotteranno fino alla fine per lo stesso obiettivo dei biancazzurri.

I tifosi hanno risposto presente
Domenica all’ora di pranzo lo stadio Adriatico si presenterà nelle case degli italiani con un probabile sold out, tutto esaurito. I tifosi dunque ci sono, come sempre del resto. Hanno capito che il momento è delicato e che bisogna essere uniti per superare gli ostacoli e raggiungere gli obiettivi. La squadra è viva, l’allenatore ha il pieno controllo del gruppo e dunque si può provare a fare l’impresa.

Un segnale di crescita culturale e sportiva
Accantonate le critiche a una campagna acquisti che non ha dato, ad oggi, le risposte che tutti si aspettavano, c’è da registrare la grande maturità di tutto l’ambiente che ruota attorno alle vicende calcistiche del Pescara. Tifosi, giornalisti e anche la città nel suo complesso sembra aver compreso qual è il ruolo e la dimensione che oggi possono avere i biancazzurri. E dunque nonostante le sconfitte tutti restano compatti attorno alla squadra. Un bel segnale di maturità e di crescita che spero duri fino alla fine del campionato e oltre. Massimo Oddo ha dato un contributo fondamentale a questa crescita. La sua tranquillità e la sua competenza rappresentano infatti un fattore di stabilità in questo momento di difficoltà. In questi primi mesi di serie A è cambiato anche lui. Mi sembra sia diventato meno spigoloso e, soprattutto, più attento e ricettivo rispetto alle critiche. Con queste premesse nulla è impossibile. Con queste premesse la partita più importante, il Pescara, l’ha già vinta.

Buon calcio a tutti.

Il capitano ci crede fino alla fine

8 Memushaj 6,7
44 Fornasier 6,7
2 Crescenzi 6,5
35 Coda 
6,5

11 Zampano 6,4
31 Bizzarri 6,2
16 Brugman 6,2
17 Caprari 6,2
10 Benali 6,1
6 Cristante 6,1

20 Aquilani 5,4
28 Mitrita 5,1

3 Biraghi s.v.
9 Manaj s.v.

Massimo Oddo 6,5

Milan-Pescara_30 ottobre 2016

foto-della-settimana_12_milan-pescara

Coda in ginocchio fotografa il momento dei biancazzurri di Massimo Oddo.

Il Pescara di Massimo Oddo promosso in serie A

Serie A doveva essere e serie A è stata. E dunque dopo un anno dalla traversa di Bologna che negò al Campione del Mondo, Massimo Oddo, la gioia della serie A da una terra bella e profumata come la Sicilia arriva la notizia che tutti i tifosi del Pescara
attendevano: il prossimo anno si giocherà di domenica.
E si, il posto per i biancazzurri non è più tra i cadetti ma tra i grandi del calcio. Il calcio che conta. Quello che muove tanti soldi e che fa tremare le vene dei polsi.
La Juventus di Max Allegri, il Napoli di Lorenzo insigne, Il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, e poi ancora la Roma, l’Inter, il Milan, la Fiorentina. Ci sarà da divertirsi. Da soffrire e da gioire.

Un grande gruppo con un allenatore super
Quando all’inizio del campionato il Pescara si è presentato ai nastri di partenza con una squadra molto rinnovata e un allenatore esordiente in molti hanno avuto da ridire sia in merito alla rosa sia in merito all’allenatore. Noi di Calcio Totale, dopo aver seguito tutta la preparazione estiva a Pizzoferrato, ci siamo espressi fin dalla prima partita, dopo la sconfitta di Livorno. Abbiamo sempre sostenuto, ci sono le registrazioni delle puntate a testimoniarlo, che la squadra era ottima e che l’allenatore era la persona giusta al momento giusto. Così come in questi giorni di play off non abbiamo amai avuto nessun dubbio: sarà serie A. E serie A è stata.

Massimo Oddo, il fuoriclasse del Pescara
Avremo modo di analizzare meglio e più in profondità le ragioni di questa bella affermazione del Pescara e di attribuire a i protagonisti i giusti riconoscimenti. Cominciando, ovviamente dal presidente, Daniele Sebastiani. Ma ora e qui voglio parlare di Massimo Oddo. È stato lui il valore aggiunto del Pescara dimostrando per tutto il campionato di essere uno dei miglior tecnici in circolazione. Già oggi, infatti, possiamo considerarlo come una perla che il Pescara ha saputo coltivare.
Ma aldilà e al di sopra del suo valore tecnico, che è come si usa dire in gergo calcistico “tanta roba”, è la cifra umana la qualità che lo aiuterà diventare un numero uno. L’abbraccio a Serse Cosmi a fine partita, ovvero l’abbraccio allo sconfitto è, per quello che mi riguarda, la fotografia più bella di tutto il campionato. Solo per questo merita un 10 pieno e un grazie, per la bellezza e l’umanità di quel gesto.

Buon calcio a tutti.

Rivera Rivera Rivera Rivera

Dopo una lunghissima gestazione è in libreria Rivera Rivera Rivera Rivera, un libro che celebra la grandezza del primo Pallone d’oro italiano. Un omaggio che Em Bycicleta, il presidio di fabulazione sportiva, dedica all’ex bambino d’oro.

Un’antologia di 26 racconti su Gianni Rivera. È così che Em Bycicleta – Presidio di fabulazione sportiva decide di salutare i propri lettori per trasformarsi in Rivista Melina, che manterrà in ogni caso lo stesso spirito che per anni ha animato il gruppo.
Ma perché proprio un libro sul dieci milanista? La risposta l’ha data tempo Alf Ramsey, mitico allenatore dell’Inghilterra mondiale, che alla domanda su chi fossero i quattro giocatori italiani più forti rispose, lapidario: «Rivera, Rivera, Rivera, Rivera».

RIVERA RIVERA RIVERA RIVERA

Gianni Brera, Gianni Bertoli, Biagio Goldstein Bolocan, Alberto Brambilla, Oscar Buonamano, Mimma Caligaris, Silvano Calzini, Gino Cervi, Pinuccio Corsi, Stefano Corsi, Emiliano Fabbri, Stefano Fregonese, Claudio Gavioli, Tino Gipponi, Antonio Gurrado, Andrea Maietti, Carlo Martinelli, Dario Mazzocchi, Valerio Migliorini, Marco Ostoni, Frank Parigi, Darwin Pastorin, Gianni Rossi, Luigi Sampietro, Claudio San­filippo, Francesco Savio.

GIANNI BRERA:
«Unendo il proprio destino al Milan fu sempre coerente, non fortunato. Nessuno osa privarsene o mancargli di rispetto. È equilibrato, forse anche saggio. La fama gli si dissolve sul capo come una nube non più molto grata. Non se ne affligge e per questo lo stimo. Forse l’angoscia lo prende sentendosi vecchio per un atleta che invero è stato più artista che atleta: però è composto, schivo, e mai lo dà a vedere. L’ho incontrato l’altra sera presso un amico comune, Ross Galimi. Abbiamo bevuto e conversato a lungo, molto serenamente. Fra i due, a capir meglio l’altro è stato lui. Orrida vecchiezza, ridammi il mio abatino».

EM BYCICLETA
Em Bycicleta. Presidio di fabulazione sportiva è nata in un’osteria di Lodi, nel dicembre del 2003. È un nome collettivo che raccoglie ‘sognatori e balenghi’ uniti in un’idea di sport diversa da quella proposta dallo show-business. Sport come metafora di vita, fonte di ‘favole’, nutrimento dei brevi sogni dei poveri che siamo stati, ora che il rischio è di diventare miserabili di mente e di cuore.

LA CASA EDITRICE
La vendita dei libri avviene attraverso il sito internet ufficiale incontropiede.it, i negozi online e le librerie che lo richiedono.
In catalogo “Campo per destinazione – 70 storie dell’altro calcio” di Carlo Martinelli (prefazione di Stefano Bizzotto), “Il Romanzo di Julio Libonatti” di Alberto Facchinetti (con una nota di Gian Paolo Ormezzano), “Il calciatore stanco” di Gino Franchetti, “Arrigo. La storia, l’idea, il consenso, la fiamma” di Jvan Sica, “Gol mondiali” di “Sport in Punta di penna”, “Memorie dell’Europa calcistica – L’Erasmus del pallone” di Federico Mastrolilli, “Scusa se lo chiamo Futebol” di Enzo Palladini, “Ho scoperto del Piero” di Alberto Facchinetti (con la prefazione di Alessandro Del Piero), “MayPac” di Andrea Bacci, “Il Cameriere di Wembley” di Lorenzo Fabiano (con prefazione di Roberto Beccantini).

Rivera Rivera Rivera Rivera, Em Bycicleta (EDIZIONI inCONTROPIEDE, 2016. 142 pagine. 14,50 euro)

Io, Ibra

L’autobiografia di Zlatan Ibrahimović è giunta alla sua quarta edizione. Una nuova edizione, ogni anno, a partire dal 2011, data della prima pubblicazione. Un successo editoriale che premia un lavoro sincero che rispecchia ciò che di pubblico si conosce di uno dei più forti calciatori al mondo.
Un libro sincero che conferma l’immagine che ognuno di noi si è fatto di Zlatan Ibrahimović e che insieme alla biografia sportiva del campione apre la porta di casa Ibrahimović svelando un’intimità che non tutti sarebbero stati capaci di svelare e di raccontare. Un libro che affronta ogni argomento in modo diretto, proprio come il calciatore che in campo da sempre tutto senza risparmiarsi, soprattutto non cerca alibi. Uno che accetta il gioco duro e non si lamenta per questo.
«Pep Guardiola – l’allenatore del Barcellona, quello con i completi grigi e l’aria pensierosa – venne verso di me, e sembrava pensieroso. A quell’epoca pensavo che fosse ok, non esattamente un Mourinho o un Capello, ma un tipo a posto». Leggi tutto

Calcio Totale_Arrigo Sacchi

Nel grigiore dei campionati di calcio italiani, degnamente rappresentati da una nazionale che mai fu più povera tecnicamente, il Calcio Totale di Arrigo Sacchi, la bella autobiografia del «profeta di Fusignano» raccontata a Guido Conti, rappresenta un’ancora di salvataggio, una testimonianza preziosa per ricordarci che non è stato sempre così. Che ci fu un periodo in cui in Italia si giocava un calcio ammirato in tutto il mondo. Un calcio propositivo e sempre alla ricerca del gol, un calcio collettivo. Un calcio totale appunto.
Un libro che restituisce la figura di Arrigo Sacchi in tutta la sua grandezza sportiva e, contemporaneamente, nella sua fragilità di uomo che ha convissuto, fin dall’inizio della sua irripetibile carriera di allenatore, con un male che lo ha costretto ad abbandonare l’attività agonistica molto presto. Troppo presto. Leggi tutto

Marco Van Basten il “cigno di Utrecht”

Marcel Van Basten (31 ottobre 1964_Utrecht, Paesi Bassi)

Marco Van Basten ha esordito nella massima serie del campionato olandese a diciassette anni e mezzo, il 3 aprile 1982 contro il NEC Nijmegen, sostituendo in quella occasione il più grande calciatore europeo di tutti i tempi, Johan Cruyff. La squadra, ovviamente, era l’Ajax.
Nelle tre stagioni successive e sempre con la maglia bianca con banda rossa dei lancieri dell’Ajax, segna e vince tutto ciò che è possibile vincere. Per tre anni il campionato olandese e la coppa d’Olanda e per quattro la classifica dei cannonieri con 128 reti realizzate in 133 partite. Numeri da record che lo proiettano in una dimensione europea pur essendo poco più che ventenne.
Il successo in patria lo spinge verso la maglia rossonera del Milan con la quale diventerà uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio mondiale. Con Rijkaard e Gullit formerà un trio fantastico e contribuirà in maniera decisiva ad arricchire il palmarès del club di via Turati.
Con la maglia rossonera vince per tre volte il Pallone d’oro, (1988, 1989, 1992) e nel 1992 il FIFA world player, oltre a quattro scudetti ed altrettante Supercoppe italiane, tre Champions League, tre Supercoppe Europee e due Coppe Intercontinentali.
Nel 1988 trascina la nazionale del suo paese, l’Olanda, alla vittoria del Campionato Europeo con un gol in finale che entra di diritto nella galleria dei gol più belli di sempre. Un gol che rende felice, commosso e vincente il “papà” del calcio totale, Rinus Michels, che dalla panchina si gode il meritato successo che giunge per lui con quasi quindici anni di ritardo.
Il “cigno di Utrecht”, questo il nome con il quale fu ribattezzato in omaggio alla bellezza del suo calcio, a dispetto dei 188 centimetri di altezza e degli 80 kg di peso forma è stato un calciatore con una tecnica raffinatissima. Forte nell’uno contro uno come, ovviamente, nel colpo di testa, ha realizzato i suoi gol più belli in acrobazia, em bycicleta, regalando a tutti gli amanti del calcio gioie indimenticabili. La sua carriera agonistica si ferma sul più bello a soli ventotto anni per un infortunio alla caviglia, ma prosegue come allenatore. Esordio sulla panchina dello Jong Ajax e dopo un anno arriva la chiamato sulla panchina più importante d’Olanda, quella della nazionale.
Ha guidato gli arancioni d’Olanda al Mondiale del 2006 e all’Europeo del 2008 per trasferirsi sulla panchina della squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio: l’Ajax. Attualmente allena l’Heerenveen, squadra che milita nella massima divisione olandese.

pillole di calcio totale (settima puntata)

Frank Rijkaard, il calciatore che sapeva fare tutto

Frank Rijkaard (Amsterdam, 30 settembre 1962)

Nel Milan delle meraviglie di Arrigo Sacchi, Frank Rijkaard è stato uno dei calciatori più importanti. L’allenatore di Fusignano gli cambia ruolo, trasformandolo da difensore in centrocampista, e lo schiera in un centrocampo che prevedeva oltre all’asso olandese, Carlo Ancelotti, Colombo e Roberto Donadoni. Ha giocato cinque anni con la maglia rossonera disputando 146 partite e segnando 16 reti.
Fa il suo esordio giovanissimo nella squadra dei lancieri dell’Ajax, a diciassette anni, e dopo un breve passaggio in Spagna arriva al Milan per formare con Marco van Basten e Ruud Gullit il trio degli olandesi che porterà il Milan sul tetto del mondo. Il Milan è stata anche l’unica squadra italiana nella quale ha giocato.
Ricchissima di successi a sua bacheca.
Con la squadra olandese dell’Ajax ha vinto 5 scudetti, 3 Coppe nazionali, 2 Supercoppe nazionali, 1 Coppa delle Coppe e 1 Champions League e con la nazionale olandese il Campionato Europeo del 1988. Con la maglia del Milan 2 scudetti, 2 Supercoppe italiane, 1 Supercoppa Uefa, 2 Champions League e 2 Coppe Intercontinentali.
Ha vinto per due volte il premio come miglior calciatore olandese ed è giunto terzo nella classifica del pallone d’oro nel 1989 dietro a Marco van Basten e Franco Baresi.
Ha rappresentato, in piena continuità con il meglio della scuola olandese, il prototipo del calciatore universale. Non aveva infatti una precisa collocazione in campo perché sapeva fare tutto.
Sapeva costruire il gioco, era anche un buon intenditore e attaccava lo spazio come pochi. Così come non disdegnava liberarsi per andare a segnare.
Quando ha smesso di giocare ha iniziato la carriera di allenatore che lo ha visto ancora una volta vincente. In Spagna, sulla panchina del Barcellona, ha vinto 2 campionati, 2 Supercoppe nazionali e 1 Champions League. È dunque anche uno dei pochi ad aver vinto la massima competizione europea come calciatore e allenatore.

pillole di calcio totale (sesta puntata)

Arrigo Sacchi, il migliore allenatore italiano di tutti i tempi

Arrigo Sacchi (Fusignano, 1 aprile 1946)

Nel calcio e più in generale nello sport le vittorie non sono tutto, ma certo spiegano e aiutano a capire meglio il lavoro svolto. Per questo motivo prima di dissertare sulle qualità tecnico tattiche che Arrigo Sacchi ha introdotto nel calcio italiano e mondiale è utile, in questo caso, elencare le vittorie e i riconoscimenti.
Ha vinto 1 scudetto con la squadra primavera del Cesena; 1 scudetto, 1 supercoppa italiana, 2 coppe dei campioni, 2 supercoppe europee e 2 coppe intercontinentali con il Milan ed è giunto secondo ai Mondiali del 1994 perdendo la finale con il Brasile ai calci di rigore.
Anche grazie a queste vittorie ha ottenuto riconoscimenti unanimi da parte di addetti ai lavori e tifosi. Riconoscimenti singoli e alla sua squadra. La rivista inglese Time ha definito Arrigo Sacchi il miglior allenatore italiano di tutti i tempi e 11° a livello mondiale. I francesi di France Football hanno nominato il Milan di Sacchi la migliore squadra del dopoguerra mentre gli inglesi di World Soccer hanno nominato quel Milan la squadra di club più forte di tutti i tempi e quarta migliore in assoluto dopo il Brasile del 1970, l’Ungheria del 1954 e l’Olanda del 1974.
Inizia la sua carriera nelle giovanili del Cesena e grazie anche a Italo Allodi arriva sulla panchina che lo lancerà nel calcio che conta: il Parma. Frequenta il corso di Coverciano nello stesso anno in cui siede sui banchi toscani della Federazione Zdeněk Zeman.
Quando arriva sulla panchina del Milan sono in pochi a credere nelle sue capacità di poter guidare una società così blasonata. Arrigo Sacchi farà ricredere tutti e sarà protagonista con la squadra rossonera di un ciclo di vittorie irripetibili. La sua squadra vince giocando un calcio spettacolare con un rivoluzionario 4-4-2 che in fase di non possesso diventa un 4-3-1-2. È la squadra dei tre tulipani d’Olanda, Gullit, Rijkaard e Van Basten e degli italiani Franco Baresi, Paolo Maldini, Roberto Donadoni. Rivoluzionari anche i suoi metodi di allenamento con carichi di lavoro molto pesanti che conquistano in poco tempo quel gruppo fortissimo che sta prendendo forma a Milanello.
Costruisce una squadra a forte trazione anteriore che subisce pochissimi gol e che, soprattutto, impone il suo gioco su tutti i campi.
Porterà la nazionale italiana sul tetto del mondo ai Campionati del mondo del 1994 in USA perdendo la finale, contro gli eterni rivali del Brasile, solo ai calci di rigore.
Attualmente è il coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili italiane.

pillole di calcio totale (quinta puntata)

© 2017 Calcio Totale / Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pescara il 03/09/2014 al n° 11. Registro della Stampa del Tribunale di Pescara n° 11-2014.

contatti | Back to top.