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Poco Pescara, tanta Sampdoria

Non giunge inaspettata per nessuno la sconfitta contro la Sampdoria di Marco Giampaolo. Troppa differenza tecnica tra le due squadre e, al momento attuale, anche troppa differenza tattica. E poi, dopo la tecnica e la tattica c’è la condizione fisica che non sembra essere ottimale. Almeno non lo è per i ritmi di gioco che vorrebbe il nuovo allenatore del Pescara. Dunque niente di nuovo sotto il cielo.

Leonardo Mancuso, primo colpo targato Zeman
Nel frattempo arrivano i primi rinforzi per il prossimo campionato. Leonardo Mancuso è un esterno alto, capace di fare bene sia la fase di attacco sia quella di difesa. Dotato di buona corsa è, potenzialmente, un calciatore che può andare ogni anno in doppia cifra. Un calciatore che bene si adatta al gioco che ha in mente Zeman. Arriva a parametro zero. Si è dunque già intrapresa la strada del futuro, acquistare calciatori provenienti da serie inferiori pagandoli poco o niente per valorizzarli: ciò che riesce meglio al tandem Zeman-Pavone.

Tanti calciatori sotto osservazione
Se è vero che il campionato non è affatto terminato e la “Remuntada” del Barcellona insegna che si può sperare fino a quando la matematica non ti condanna, non si può essere impreparati nel caso gli eventi dovessero essere solo negativi. Per questa ragione i calciatori sotto osservazione sono tanti. Non è il caso di fare nomi, ma certo si può capire quali siano i ruoli che, certamente, andranno rinforzati. La difesa in primo luogo e poi il metronomo del centrocampo. Per l’attacco, reparto che Zeman predilige sopra ogni cosa, c’è già il primo tassello, Mancuso, il secondo potrebbe essere lo stesso Cerri se la Juventus dovesse decidere di lasciarlo con il tecnico di Praga per aumentarne il valore. Per il resto non resta che aspettare. Per goderci ancora un grande spettacolo e provare a battere altri record.

Buon calcio a tutti

Si salva Zampano

11 Zampano                6,5
10 Benali                     6
20 Cerri                       
6

31 Bizzarri                  5,8
17 Caprari                  5,4
9 Kastanos                 5,2
8 Memushaj                5
3 Biraghi                     4,8
86 Stendardo             4,8
35 Coda                     4,7
5 Bruno                      4,4
7 Verre                       3,9

Zdeněk Zeman         5,5

Bizzari si riscatta, ma il Pescara perde

31 Bizzarri                  6,7
2 Crescenzi                6
86 Stendardo             
5,7

5 Bruno                       5,5
17 Caprari                  5,5
8 Memushaj                5,5
35 Coda                      5,5
3 Biraghi                     5,4
11 Zampano               5,3
20 Cerri                      5,3
7 Verre                       5
10 Benali                    4,9

Zdeněk Zeman        5,7

«Il maestro è nell’anima e dentro all’anima per sempre resterà…»

Il maestro è tornato sulla panchina del Pescara e, come d’incanto, i biancazzurri hanno riannodato trame che si erano interrotte nel maggio di cinque anni fa, l’anno dei record. Cinque a zero al Genoa e Zeman scrive il suo nome, ancora una volta, nell’albo d’oro dei biancazzurri: mai il Pescara aveva vinto con un punteggio così largo in serie A. Sugli spalti dell’Adriatico torna il sorriso così come tornano gli applausi a fine partita.

Vince la semplicità e un’idea felice della vita
È stata sufficiente una vittoria per rendere tutto di nuovo normale. Ovvero ricordarsi che il calcio, soprattutto per i tifosi, resta un gioco e che tutti giochiamo per divertirci. Si sono certamente divertiti i tifosi che sono tornati in massa a seguire gli allenamenti guidati dal tecnico di Praga. Il Poggio degli Ulivi è di nuovo aperto a tutti e, nella prima settimana di allenamenti guidati da Zeman, Cangelosi e Ferola, ha fatto registrare il tutto esaurito ogni giorno. Finalmente di respira, di nuovo, un clima di festa intorno alla Pescara calcio.

Maestro o sciamano?
Come ha fatto Zeman a cambiare il Pescara in tre giorni e invertire la rotta di una squadra incapace di vincere?
Il cambiamento è il frutto della combinazione di tre fattori: carisma, scelta della migliore formazione possibile, tema di gioco chiaro.
Certamente Zeman è una figura carismatica, lo si evince anche dal clamore mediatico che ha suscitato il suo ritorno in panchina, e questo incide sempre sulla psiche di chi ci entra in contatto. I calciatori sicuramente hanno tratto beneficio dal cambio di allenatore.
Ha scelto la migliore formazione possibile facendo giocare ognuno nel proprio ruolo e ha reso più ordinata la corsa di molti.
Non ha preteso d’insegnare il suo calcio in due giorni, ma ha trasferito ai calciatori pochi e semplici concetti di gioco, concentrandosi solo sulle situazioni di gioco di possesso palla. Ovvero sulla fase di attacco. Due gol su cinque sono il frutto e il risultato di questa applicazione.
Niente magia dunque, ma solo lavoro e idee chiare.

Buon calcio a tutti

Pescara-Genoa_19 febbraio 2017

Il “maestro” di Praga torna sulla panchina del Pescara ed è subito record. Cinque a zero al Genoa, mai i biancazzurri avevano vinto con un punteggio così largo in serie A.

Il nuovo tridente e Zeman i migliori

17 Caprari            8
20 Cerri                7,9
10 Benali              
7,5

5 Bruno                7,3
86 Stendardo       7
35 Coda               7
8 Memushaj         7
11 Zampano         6,9
3 Biraghi               6,9
7 Verre                 6,9

83 Bovo               s.v.
13 Muntari           s.v.
21 Pepe              s.v.

Zdeněk Zeman  7,8

Il ritorno di Zeman

Nella settimana più difficile per il Pescara, sia da un punto di vista sportivo sia da un punto di vista emotivo, e quando tutti pensavano che per il presidente Daniele Sebastiani fosse giunto il momento di passare la mano, ecco il colpo di teatro: il ritorno di Zeman.
Tutto è successo in poche ore. Poche ore tra l’annuncio della trattativa e la firma sul contratto. Zeman sarà l’allenatore del Pescara per due anni.
Pescara di nuovo sulle prime pagine dei quotidiani, sportivi e non, e questa volta non per eventi negativi. È l’effetto Zeman che precede anche l’arrivo dell’allenatore in città.

Porte aperte a tutti
Si riprende dunque il progetto interrotto cinque anni fa e tutto sembra tornare, come d’incanto, a quei giorni felici e indimenticabili. La prima decisione è quella di riaprire le porte del Poggio degli Ulivi ai tifosi. Da oggi niente più sedute a porte chiuse, ma porte aperte a tutti, anche a chi viene per rubare qualche idea. Zeman è fatto così: prendere o lasciare. Questa mattina è arrivato al campo di allenamento molto presto accompagnato da Roberto Ferola, il preparatore atletico, e Peppino Pavone, il direttore sportivo. Vincenzo Cangelosi, l’allenatore in seconda, è arrivato prima di tutti. Tutto è pronto, la giostra zemaniana può ripartire.

Grazie a Massimo Oddo e auguri per la sua carriera
Nel giorno di Zeman, non mi dimentico di Massimo Oddo. Il tecnico campione del mondo è stato bravo. Ha riportato il Pescara in serie A e quest’anno è incappato in un’annata no, può succedere. Il suo bilancio alla guida del Pescara, nonostante il brutto campionato di quest’anno, resta positivo. È una persona positiva e capisce di calcio, avrà il tempo per gioire ancora. Gli auguro tutto il bene possibile e una carriera brillante e vincente. È stato un onore conoscerlo. Grazie Massimo e buona fortuna.

Buon calcio a tutti.

Di sconfitta in sconfitta

Ventidue partite giocate, sedici perse e sei pareggiate, per un totale di sei punti. A questi si aggiungono i tre punti conquistati a tavolino contro il Sassuolo. Totale nove punti e ultimo posto in classifica. L’Empoli, quart’ultimo in classifica ha conquistato fino ad oggi ventuno punti, ovvero quindici punti in più dei biancazzurri di Massimo Oddo. I numeri, come sempre, non dicono tutto, ma indicano una direzione.
E per il Pescara quella direzione porta direttamente in serie B.

Cambio di percezione
La sconfitta contro la Fiorentina, l’ultima delle sedici, non sembra aver modificato del tutto la percezione che la squadra ha di se stessa, così come non ha modificato la percezione che l’allenatore ha dei suoi ragazzi. Eppure l’andamento della squadra in campionato sembra essere molto chiaro: non è adeguata per questo torneo. Sconfitta dopo sconfitta dimostra di essere la squadra più debole di tutto il lotto, ma di questo, appunto, non sembrano aver preso coscienza i diretti interessati. E invece questo è il primo passo da compiere: avere coscienza della propria consistenza. Dopo l’ennesima dichiarazione del presidente che conferma, partita dopo partita, l’allenatore, solo la consapevolezza della propria debolezza può essere la molla in grado di far scattare qualcosa nei calciatori.

In campo per onorare il campionato, la maglia e i tifosi
E c’è l’urgenza che accada qualcosa. Da oggi in poi l’obiettivo non può che essere quello di onorare il campionato, la maglia e i tifosi. E per farlo c’è bisogno che oltre all’impegno e alla voglia di vincere, che dovrebbe essere una costante perché i calciatori sono dei professionisti pagati proprio per questo, si conquistino anche dei punti. La casella zero relativa alle vittorie in campionato fa male. Fa male a tutti e rischia di lasciare, nell’immaginario collettivo, un’immagine pessima della squadra difficile da far dimenticare. Dunque, trovino la forza i calciatori e l’allenatore per uscire fuori da questa situazione imbarazzante e provino a regalare qualche piccola soddisfazione ai tanti che, nonostante le sconfitte, continuano a seguire la squadra.

Buon calcio a tutti.

Questo calcio senza anima è destinato a morire

Era già successo l’anno della promozione in serie A con Zeman in panchina e si ripetuto domenica scorsa. Dopo due eventi emotivamente ed umanamente difficili da superare per ogni persona di buon senso, il calcio non si ferma, ma si nutre di retorica e di frasi fatte. The show must go on… ripetono come pappagalli autoctoni.
Nemmeno l’immane tragedia che ha colpito al cuore la nostra comunità è stata in grado di fermare una partita di calcio, peraltro non significativa, persino inutile.
Chi gestisce il calcio, a tutti i livelli, non si rende conto che le insopportabili disuguaglianze che si producono, rendono sempre più distante il mondo dorato ed effimero del calcio dalla vita reale. Non avere nessuna sensibilità verso gli accadimenti che coinvolgono così tragicamente le comunità, porterà, in breve tempo, inesorabilmente, il calcio a morire.

E intanto il campionato continua
Si continua dunque a giocare come se niente fosse successo. E cosa, di grazia, dovremmo commentare? L’ennesima sconfitta del Pescara? L’ennesimo infortunio? L’ennesima difesa d’ufficio dell’allenatore che continua a credere che tutto possa ancora accadere? I nuovi acquisti? Gli errori decisivi di Bizzarri?
Temi e domande, calcisticamente, calzanti che aprono, di fatto, il post campionato del Pescara. Certo la matematica non condanna nessuna squadra alla serie B, ma i più accorti e avveduti sanno che i numeri non sono tutto.

Prosegue la campagna acquisti del presidente Sebastiani
Intanto il presidente che aveva promesso di rafforzare la rosa, ha tenendo fede all’impegno assunto. Dopo Stendardo, Bovo, Cerri e Gilardino è arrivato anche Muntari oltre a un gruppo di giovani di belle speranze. La rosa è dunque, oggettivamente, più forte e completa di prima. Quello che si doveva fare si è fatto, ciò che si doveva cambiare si è cambiato. Ciò che non cambia sono i risultati della squadra e per spiegare questo fallimento sportivo spesso si adducono motivazioni effimere.
Ha scritto il grande regista italo americano Frank Capra, «I dilettanti giocano per divertirsi quando fa bel tempo. I professionisti giocano per vincere in mezzo alla tempesta» (Frank Capra)

Buon calcio a tutti.

Pescara-Sassuolo_22 gennaio 2017

I tifosi della Curva Nord di Pescara, testimoniano solidarietà e rispetto per le vittime di Rigopiano e nello stesso tempo prendono le distanze dal “palazzo” che gestisce il calcio.

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