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Un pareggio che lascia l’amaro in bocca

Il Pescara fuori dalle mura amiche ritrova se stesso e punti che fanno classifica. A Bologna, contro la squadra con la migliore rosa del campionato, i biancazzurri giocano una buona partita e conquistano un pareggio che gli consente di conquistare il nono posto della classifica con 32 punti, a ridosso della zona play off.
Un pareggio che lascia l’amaro in bocca perché si ha la sensazione che, soprattutto nella fase finale della gara, si sia sciupata una buona occasione per rosicchiare punti a una big del campionato. È mancata un po’ di spregiudicatezza ai ragazzi di Baroni per provare a vincere una partita che avrebbero potuto vincere.

Finalmente non si parlerà più di mercato
Si chiude la sessione invernale del calcio mercato e il Pescara che aveva, soprattutto, l’esigenza di sfoltire la rosa, si trova con lo stesso numero di calciatori agli ordini di mister Baroni. Sono partiti Maniero, Appelt Pires, Nielsen, Cosic, Da Silva, Sowe e Pogba, si registra inoltre la cessione a titolo definitivo di Marco Capuano al Cagliari, e sono arrivati in riva all’Adriatico, Abecasis, Pettinari, Bruno, Gessa, Fornasier, Vrodlojak, Rossi e, soprattutto Marco Sansovini. La squadra era competitiva prima del mercato e lo resta anche adesso, nonostante la cessione di Pippo Maniero. Tocca adesso a Marco Baroni dimostrare di essere un allenatore all’altezza delle aspettative di una piazza esigente come quella di Pescara.

In attesa di capire cosa può ottenere il Pescara da questo campionato
Ciò che non è ancor chiaro dopo il girone di andata è il reale valore della squadra, ovvero capire quale possa essere l’obiettivo massimo per questa stagione. In molti, e noi tra questi, pensano che l’obiettivo minimo non possa che essere la disputa dei play off. Lo dicono anche i calciatori, non ultimo il “sindaco” Marco Sansovini, lo pensano i tifosi e gli addetti ai lavori. Anche l’attuale classifica conferma che l’obiettivo sia alla portata del Pescara. Certo è che per ottenerlo bisogna tornare a vincere le partite casalinghe e osare di più. La qualità tecnica della rosa e la buona intesa raggiunta dalla squadra fanno ben sperare in questo senso. Non resta dunque che attendere le prossime gare, partendo dalla sfida di domani contro il Cittadella di Claudio Foscarini.

Dimenticare il 4-3-3

“Dimenticare Venezia” è il titolo di un film del 1979 di Franco Brusati. Un film che vinse il “David di Donatello” e che ebbe una nomination all’Oscar nella categoria “miglior film straniero”. In quel film vicende drammatiche, la morte della sorella del protagonista, inducono il protagonista stesso a mettere in discussione tutte le sue certezze. La partita Pescara-Frosinone si potrebbe, metaforicamente, intitolare “Dimenticare il 4-3-3”. E si, perché da quando Marco Baroni, per necessità o per scelta questo non lo sapremo mai, ha optato per un più classico e scolastico 4-4-2 il Pescara va. Due vittorie consecutive ottenute a Brescia e in casa contro la capolista, il Frosinone con sei gol all’attivo e uno solo al passivo. Soprattutto vittorie meritate concedendo poco o nulla agli avversari.

Incrementare la striscia positiva e scalare posizioni in classifica Se il Pescara dovesse confermare anche nella prossima gara contro il Modena i progressi fatti registrare nelle ultime due partite disputate, sia nel risultato quanto nell’equilibrio che il nuovo assetto tattico garantisce, potremmo essere di fronte alla prima, vera, svolta del campionato. Occorre incrementare la striscia positiva di risultati per poter risalire e scalare posizioni in classifica. Il recupero di tutti gli infortunati e il rientro dei calciatori convocati in nazionale dovrebbe garantire, al nuovo schema tattico, interpreti migliori e dunque anche un miglioramento sotto l’aspetto del gioco. Certo è che il Pescara visto contro il Brescia, ma soprattutto quello ammirato contro il Frosinone è, forse, il miglior Pescara dopo l’ultima promozione in serie A.

Melchiorri e Maniero la miniera d’oro dei biancazzurri
Con il nuovo modulo di gioco viene valorizzato al massimo il contributo di Melchiorri e Maniero che rappresentano il vero valore aggiunto di questa squadra. Lavorando sulla nuova cololocazione in campo dei due attaccanti e con un centrocampo con maggiore qualità, Memushaj e Lazzari, il Pescara potrebbe disputare un buon campionato aspettando l’arrivo dell’inverno e il ritorno di Gaston Brugman che potrebbe aiutare la squadra per il salto di qualità definitivo. Nel frattempo, dopo tante giuste critiche, è giunto anche il tempo di fare un applauso a Marco Baroni, che ha saputo accantonare il progetto tecnico iniziale, irrealizzabile per le attuali forze del Pescara, e fare di necessità virtù.

La prima vittoria del campionato contro l’ex Sansovini

di Daniele Astolfi. Finalmente! Il Pescara ottiene la prima vittoria del campionato alle spese di una Virtus Entella mediocre e, per di più, rimasta in dieci dal 35’ del primo tempo. Il Pescara di Baroni può dunque gioire, ma, ad essere onesti, non si può negare che alcuni limiti tecnico-tattici debbano ancora essere risolti. Sicuramente positivo è il fatto che sia stata abbandonata l’ultima posizione in classifica. La formazione è sorprendente: fuori Fiorillo e Pesoli, dentro Aresti e Cosic. A centrocampo confermato il trio composto da Guana, Appelt e Bjarnason. In avanti la novità è costituita da Maniero in luogo dell’acciaccato Melchiorri, reduce dalle ruvidezze subite e Catania. Dopo la prima vittoria ottenuta sabato scorso, la panchina di Prina non dovrebbe più scricchiolare. L’allenatore della Virtus Entella si affida ad un canonico 4-4-2 e spera in cuor suo che il grande ex Sansovini possa risultare anche oggi determinante. Nei primi trantacinque minuti non succede niente. Nessuna delle due squadre riesce ad imbastire un’azione degna di nota. In campo si vedono ventidue giocatori che maltrattano un povero pallone. Molti gli sbadigli sugli spalti. Tuttavia al 35’ assistiamo alla svolta della gara: nell’attesa che venga battuto un calcio d’angolo a favore dei locali, Rinaudo, difensore dell’Entella, si fa prima ammonire perché maltratta Maniero, e poi sferra un pugno ancora ai danni dell’attaccante biancazzurro. A questo punto, l’arbitro decreta calcio di rigore ed espulsione dello stesso Rinaudo. Maniero s’incarica dell’esecuzione e realizza la rete del vantaggio. Partita in discesa, bisogna vincere, oggi o mai più. Ma con questo Pescara non si sa mai. Basta infatti vedere l’andamento della gara. Già al 46’ l’Entella potrebbe pareggiare se Aresti non evitasse a Sansovini di metter dentro su ‘invito’ del deconcentrato Politano. Ad inizio ripresa gli adriatici raddoppiano ancora con il bravo Maniero sugli sviluppi di un’ottima combinazione Politano-Bjarnason. A questo punto la gara non ha più storia. Soltanto qualche disattenzione potrebbe rimetterla in discussione. Per la verità qualche biancazzurro deconcentrato ci prova, ma ci pensa di nuovo Maniero a fugare ogni dubbio sull’esito della partita con la realizzazione della sua prima tripletta personale. Al 59’ infatti è l’avversario Russo a ‘porgergli’ in piena area una palla che chiede soltanto di essere depositata in rete. Le sostituzioni di Maniero, giusta standing ovation per lui, di Caprari e Lazzari, rimpiazzati da Pogba, Pasquato e Lazzari, sono le cose più significative in questo scorcio finale di gara. Tuttavia c’è il tempo per assistere alla quarta rete siglata all’82’ da Pasquato. Velenoso e vincente il suo tiro dalla distanza. Una volta tanto, non stiamo a parlare anche della sfortuna e dell’arbitraggio. Sicuramente i ragazzi di Baroni dovranno dare, d’ora in avanti, continuità di risultati, di gioco e di personalità.

Pescara – Entella: 4 – 0
marcatori 35’ Maniero (R), 52’ Maniero 59’ Maniero, 82’ Pasquato.
calci d’angolo 6 a 1 per il Pescara
espulso 35’ Rinaudo;
arbitro sig. Luca Pairetto di Nichelino
assistenti sigg. Ceccarelli e Bellutti
spettatori 5.805 per un incasso di € 29.556,82

Pescara
Aresti; Pucino, Cosic, Zuparic, Zampano; Guana, Appelt, Bjarnason; Politano (79’ Lazzari), Maniero ( 73’ Pogba), Caprari ( 60’ Pasquato)
allenatore Marco Baroni

Entella
Paroni; Russo, Cesar, Rinaudo, Iacoponi; Costa Ferreira (36’ Lewandowsky), Di Tacchio (46’ Volpe), Troiano, Battocchio; Sansovini, Malele (59’ Litteri).
allenatore Luca Prina

Contro il Padova la vittoria di un collettivo

Le pagelle di Pescara-Padova

25 Emanuele Belardi_7
Inoperoso per tutta la partita viene chiamato in causa da un intervento perfido di Rocchi, appena entrato in campo, e risponde da campione salvando porta e risultato. Anche con un portiere così si costruiscono grandi stagioni

12 Luciano Zauri_6
Svolge il suo compito con mestiere trasmettendo a tutto il reparto la tranquillità necessaria per non rischiare mai nulla.

29 Raffaele Schiavi_7
Sbaglia un solo intervento in tutta la partita, ma in quell’occasione rimedia Belardi. Nel primo tempo compie un intervento che equivale a un gol segnato. Sempre più sicuro di sé rappresenta uno dei punti di forza della squadra.

5 Marco Capuano_7
La migliore prestazione dell’anno e una delle migliori in assoluto per Marco Capuano. L’infortunio è ormai solo un brutto ricordo e il suo rendimento in campo di oggi dimostra quanto fosse frenato dai fastidi muscolari. Preciso, attento e sempre in anticipo sull’avversario, è ritornato sui livelli della stagione magica della promozione in serie A.

14 Balzano Antonio_6,5
Il capitano è diventato il maestro delle sovrapposizioni. Un moto perpetuo sulla corsia di destra non lascia un attimo di respiro al suo dirimpettaio. Conferma, anche contro i patavini, la sua ottima stagione.

33 Dario Zuparic_6,5
All’inizio del campionato sembrava destinato a recitare un ruolo da comprimario e invece il giovane Dario, complice il doppio infortunio di Nielsen e Rizzo si è ritrovato protagonista in un ruolo non suo, ma che sta svolgendo con grande applicazione e perizia.

16 Gaston Brugman_7
Ancora una volta il migliore in campo in una partita che il Pescara poteva e doveva vincere con più tranquillità. Bravo sia in fase di possesso palla sia in fase di non possesso è destinato a diventare un calciatore vero e soprattutto da grande squadra.

21 Andrea Rossi_7
Primo tempo in sordina mentre nel secondo inserisce il turbo e tutto diventa più difficile per il Padova. La sua crescita, al pari di quella di Schiavi, ha reso il Pescara una macchina ben organizzata e in grado di disputare un buon campionato.

7 Matteo Politano_6
Disputa una partita molto attenta e di grande dispendio di energie fisiche. Presente soprattutto in fase di non possesso palla si rende protagonista di un’azione “alla Politano” che grazie alla complicità di un difensore patavino s’infrange sul palo.

19 Pippo Maniero_6
«Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia», canta Francesco De Gregori e noi con lui. Forza Pippo.

27 Antonino Ragusa_6,5
La solita partita di sostanza e di qualità alla quale ha abituato i tifosi biancazzurri. Quando parte, palla al piede, è incontenibile. Uno punto fermo della squadra e una delle frecce più pericolose nell’arco di Pasquale Marino.

46 Mascara_sv

11 Cutolo_7
Il gol realizzato contro il Padova è la sua prima gioia della stagione. Un gol importante che fa classifica e che gli regala un sette in pagella. La prestazione non è giudicabile perché gioca pochi minuti per poter esprimere un giudizio compiuto

Pasquale Marino_7,5
Il voto più alto della stagione per mister Marino anche se la partita non è stata la migliore della stagione. La squadra ha ormai una sua precisa fisionomia tecnico tattica e un equilibrio che, considerando i tanti giovani schierati in campo, è il miglior risultato che l’allenatore siciliano potesse sperare. Il recupero di Piscitella, Rizzo, Nielsen e Viviani, unitamente a un rinforzo di gennaio potrebbe trasformare il Pescara nella squadra da battere. Bravo e concreto.

A Siena Pippo Maniero conferma che questa è la “sua” stagione

Le pagelle di Siena-Pescara

25 Emanuele Belardi_7
Compie un paio d’interventi, con il Pescara in vantaggio di un gol, che trasmettono tranquillità a tutta la squadra. Merita un voto alto anche per questo.

12 Luciano Zauri_7
29 Raffaele Schiavi_7
5 Marco Capuano_7
Sette in pagella per tutta la difesa, sempre attenta e reattiva e perché addomestica gli avversari, una delle squadre più attrezzate del campionato, concedendo solo un’occasione in tutta la partita.

14 Balzano Antonio_7,5
A Siena disputa un secondo tempo sontuoso costringendo gli avversari al fallo sistematico su di lui come fosse un attaccante di ruolo. Incontenibile sulla fascia destra sia in fase di contenimento sia in fase di attacco. Si conferma uno dei pezzi pregiati della squadra e un degno erede della fascia che è stata di Vincenzo Zucchini.

33 Dario Zuparic_7
16 Gaston Brugman_7
21 Andrea Rossi_7
Sette collettivo anche per il centrocampo. Zuparic in particolare colpisce per la tranquillità con cui gestisce la sua partita in un ruolo insolito. Brugman fa il Brugman e Rossi, a tratti, è imprendibile sulla corsia di sinistra.

7 Matteo Politano_7
Ė ufficiale c’è un nuovo marchio registrato: il gol alla Politano. Parte dalla fascia destra in velocità salta uno o due avversari e piazza la palla, rasoterra, sul primo palo. Consolida la sua posizione in squadra dimostrando, ancora una volta, di meritare la maglia di titolare. Decisivo.

19 Pippo Maniero_7,5
Un assist gol per Ragusa, un secondo per Politano e un gol che porta a nove il suo personale bottino stagionale. Si aspettava l’esplosione di Maniero da diversi anni e finalmente in questo campionato l’ex centravanti della primavera della Juventus sta dimostrando tutto il suo valore. Merita la palma di migliore in campo nella migliore prestazione stagionale della squadra. Oltre la generosità c’è di più.

27 Antonino Ragusa_7
Timbra il cartellino pure a Siena, segnando il suo sesto gol in campionato, e si concede due o tre discese delle sue, costringendo gli avversari al fallo sistematico. Alcune pause durante la gara non gl’impediscono di meritare l’ennesimo sette della stagione.

34 Sforzini Ferdinando_sv

46 Mascara_sv

Pasquale Marino_7,5
Il miglior Pescara della stagione soprattutto per autorevolezza e sicurezza nei propri mezzi. I meriti di questa trasformazione sono da attribuire ai calciatori e all’allenatore. Marino ha dimostrato di far tesoro dei propri errori e da qualche partita le sue scelte si stanno rivelando scelte vincenti. Al miglior Pescara della stagione corrisponde anche il miglior Marino della stagione.

La vittoria di Siena lancia, definitivamente, il Pescara nella zona alta della classifica

Una vittoria che vale più di tre punti
La facilità con la quale il Pescara ha espugnato Siena proietta i ragazzi di Marino in una dimensione che mai avevano avuto nel corso di questo campionato. Una vittoria ottenuta senza rischiare niente, tantomeno subire la pressione dei padroni di casa. Per questa ragione, il Pescara ridimensiona le ambizioni dei toscani e si riaccredita tra le favorite del campionato, così come tutti avevano pronosticato all’inizio del campionato. Una vittoria che aumenta l’autostima dei biancazzurri e l’orgoglio della tifoseria presente anche a Siena per incitare la propria squadra. Troppo preparato Pasquale Marino e troppo bravi i calciatori in rosa del Pescara per non recitare un ruolo di primo piano in questo campionato.

Adesso tutti concentrati sul derby: Virtus Lanciano-Pescara
Le emozioni però non finiscono qui per l’ambiente biancazzurro perché, dopo un paio di giorni di riposo, tutti saranno concentrati per il gran giorno del derby abruzzese a Lanciano. La sorpresa di questa prima parte del campionato, i rossoneri frentani, ospiteranno il Pescara in una partita che si preannuncia come uno degli eventi più attesi di questo fine 2013. Una partita di cui tutto l’Abruzzo deve essere fiero e orgoglioso, che dovrà essere una festa in campo e sugli spalti. Tutti si devono spendere per raggiungere questo obiettivo. Le due società, i calciatori in campo, i tifosi sugli spalti, la stampa. Tutti indistintamente devono dare il proprio contributo affinché domenica 15 dicembre sia un giorno da ricordare per le emozioni e per la bellezza della partita.

Pasquale Marino può far lievitare l’entusiasmo dei tifosi del Pescara Dopo le titubanze iniziali, qualche errore tecnico e di comunicazione, Marino si sta guadagnando sul campo, con i risultati e un’organizzazione di gioco sempre piacevole da vedere, la considerazione di tutto l’ambiente. Con l’arrivo della primavera e qualche acquisto azzeccato nel mercato di gennaio, il suo Pescara potrebbe diventare la squadra da battere nel girone di ritorno e centrare la promozione in serie A dopo un solo anno di purgatorio in B. Tutto l’ambiente sportivo pescarese attende questo epilogo. Non sarà facile, ma i biancazzurri hanno il dovere di provarci per la sua storia recente, per la qualità della rosa e per la bravura del suo allenatore.

Pippo Maniero sempre più capocannoniere della squadra

Le pagelle di Pescara-Carpi

25 Belardi_6
RIentra dall’infortunio e ritrova la maglia da titolare in una giornata tranquilla. Pur subendo due gol, sul primo forse c’è un piccolo errore di posizione sul secondo invece non ha responsabilità, disputa una partita sufficiente garantendo ai compagni di reparto la necessaria tranquillità.

6 Zauri_6
Senza sbavatura e senza picchi, l’andamento costante dell’esperto difensore scelto da Marino come uno dei tre centrali di difesa. Esce a venti minuti dalla fine della gara e probabilmente l’allenatore gli concederà un turno di riposo nella partita di coppa contro lo Spezia.

21 Schiavi_6
Al 9’ minuto del primo tempo compie un intervento provvidenziale anticipando Mbakogu lanciato a rete, ma qualche minuto più tardi, al 36’, in occasione del gol di Concas si fa trovare impreparato. Nel complesso una partita sufficiente considerando anche che era al rientro dall’infortunio.

5 Capuano_6
Partita ordinata con un paio d’interventi molto buoni in fase di anticipo. Con una condizione fisica migliore, miglioreranno anche le sue, già buone, prestazioni.

14 Balzano_6,5
Il capitano non si smentisce nel giorno in cui si ricorda Vincenzo Zucchini. Preciso, ordinato, mette sempre una voglia di giocare superiore alla media. Uno degli acquisti migliori del Pescara degli ultimi anni.

16 Brugman_6,5
Il metronomo del centrocampo di Marino disputa una buona partita segnando, con la complicità di Nocchi (il portiere del Carpi), la rete che sblocca il risultato. Effettua alcune aperture che illuminano una partita che, al netto dei sei gol, non è stata una bella partita.

18 Rizzo_6
Si sobbarca quasi tutto il lavoro di contenimento in quello che quando la televisione era in bianco e nero si chiamava “lavoro oscuro”. Puntuale, meno falloso del solito, esce per infortunio a quindici minuti dalla fine.

29 Rossi_6,5
Anche lui al rientro disputa una buona partita soprattutto in fase di costruzione anche perché c’era poco da contenere ieri contro una squadra scesa in campo solo per non “prenderle”.

7 Politano_6,5
Ritrova la maglia di titolare e, puntuale come un orologio svizzero, marca il cartellino dei realizzatori. Un gol di bellissima fattura con un movimento che ormai si può definire alla Politano. Nel primo tempo è assente dal cuore nevralgico della manovra, ma recupera ampiamente nella ripresa. In crescita.

19 Maniero_7,5
“Pippo” è sempre più il capocannoniere della squadra. Segna prima su rigore, confermandosi un cecchino affidabile, e successivamente un gol di rapina su respinta del portiere. Che cosa si vuole di più dal centravanti che segnò, contro la Nocerina, il gol che valse il primo posto al Pescara di Zeman?

27 Ragusa_7
Si conferma il migliore dei suoi anche nella partita contro il Carpi. Quando parte in velocità è incontenibile. A questo punto del campionato due le preoccupazioni per i tifosi del Pescara. La prima è che nel mercato di gennaio non succeda nulla di strano e la seconda che Marino non lo sposti di nuovo a centrocampo.

33_Zuparic_6
Sostituisce Zauri a venti minuti dalla fine dalla partita e nessuno se ne accorge. Preciso e puntuale entra subito nel clima partita. Affidabile.

30 Kabashi_sv

17 Fornito_sv

Pasquale Marino_6,5
In questa occasione l’allenatore siciliano si merita la piena sufficienza e anche qualcosa in più per aver, finalmente, fatto esordire Kabashi e Fornito anche se solo per pochi minuti. Schiera dall’inizio, quello che è per noi in questo momento il tridente titolare con Politano, Maniero e Ragusa. Non concede una nuova opportunità a Pigliacelli, che forse l’avrebbe meritata e questa scelta gli costa mezzo voto in pagella.

Belardi e Ragusa i migliori in campo: sempre loro

Le pagelle di Pescara-Ternana

25 Belardi_8
Salva la porta biancazzurra al ’6 e al ’26 del primo tempo e si ripete con altrettanta bravura al ’39. Esce, ed è sostituito da Pigliacelli, al ’15 del secondo tempo per un fallo subito in precedenza da un attaccante umbro. Rappresenta in questa fase del campionato, con Antonino Ragusa, il valore aggiunto del Pescara. Indispensabile

6 Zauri_6
Buona partita per il difensore abruzzese che risolve diverse situazioni di gioco complicate per il Pescara con calma e buona tecnica. Riscatta, in parte, le ultime prestazioni che non erano state all’altezza del suo blasone.

23 Cosic_5
Incerto in occasione del gol del momentaneo pareggio della Ternana non offre un contributo determinante alla squadra. Non sempre attento in fase di copertura, inesistente in fase d’impostazione.

15 Bocchetti_5,5
Nel primo tempo soffre oltre ogni misura le accelerazioni degli umbri sulla sua corsia mostrando limiti difficilmente colmabili. Nel secondo tempo si riscatta con il salvataggio in extremis dopo un’uscita a vuoto di Pigliacelli, salvando partita e risultato.

14 Balzano_6
Non è la sua miglior partita. Gioca molto frenato e sempre dietro la linea del pallone. Si adegua al ritmo della squadra che, soprattutto nel secondo tempo si abbassa molto e gioca spesso con cinque calciatori sulla linea difensiva.

16 Brugman_6,5
Partita ordinata con un paio di spunti, questa volta in fase di non possesso che testimoniano la continua crescita qualitativa dell’uruguagio. Propone un paio di azioni che i compagni non riescono a concludere a rete. Splendida una diagonale difensiva che evita pericoli per la porta biancazzurra. Ampiamente sopra la sufficienza.

18 Rizzo_6
C’è e il suo contributo è sempre importante nel centrocampo biancazzurro. In fase di non possesso è il calciatore più importante dello scacchiere di Pasquale Marino e, partita dopo partita, cresce anche in fase d’impostazione.

29 Rossi_6,5
Un primo tempo ottimo in cui mette il piede in tutte le azioni più pericolose della sua squadra. Nel secondo tempo sparisce con tutta la squadra abbassandosi, al pari di Balzano sull’altra corsia, troppo e concedendo ampi spazi di manovra all’avversario.

11 Cutolo_4
Nel primo tempo tocca solo due palloni, al ’26 e al ’43. Nel secondo tempo, fino a quando è rimasto in campo, prova a mettere più grinta in campo, ma il risultato è lo stesso. Si conferma un peso insostenibile per la squadra.

46 Mascara_4,5
Al ’9 del primo tempo scambia il rettangolo verde per il tendone del circo e segna in modo irreversibile la sua prestazione. Al ’29 in uno dei pochi palloni che tocca nel primo tempo sbaglia clamorosamente un appoggio semplicissimo così sul finire del tempo fallisce addirittura uno stop a seguire. Pregevole l’assist a Ragusa, indispensabile per il gol vittoria di Pippo Maniero. Marino gli concede di giocare tutta la partita, ma non si riesce a comprendere il perché.

27 Ragusa_7,5
Questa volta lo scettro del migliore in campo spetta a Belardi, ma Antonino Ragusa disputa una grande partita. Segna un bel gol e da solo, con le sue perfide incursioni, è capace di far ammonire ben cinque calciatori della Ternana. Si conferma il calciatore più importante della rosa biancazzurra.

1 Pigliacelli_5
Entra per sostituire il miglior in campo del Pescara, Belardi, e dopo tre minuti, con la complicità dei compagni di reparto, subisce gol. Nel finale di gara una sua uscita a vuoto per poco non consente alla Ternana di pareggiare i conti per la seconda volta. Non è stata certa una partita fortunata per lui.

19 Maniero_7
Dopo il gol della vittoria, segnato con splendida coordinazione, corre verso la tribuna per salutare e dedicare il gol a Ciro Immobile. Si dimostra cecchino infallibile e nei pochi minuti che gli concede l’allenatore dimostra che quel posto, al centro dell’attacco, può e deve essere il suo, soprattutto se chi glielo insidia si chiama Mascara.

5 Capuano_sv

Pasquale Marino_6
Il suo Pescara conquista una vittoria che vale molto più dei tre punti conquistati sul campo. In questa occasione, con gli uomini contati per defezioni di diversa natura, infortuni e nazionale, non ha molta scelta e manda in campo, probabilmente, la miglior formazione possibile ad eccezione di Cutolo. La squadra dimostra di essere fragile soprattutto quando deve gestire il risultato, su questo dovrà lavorare molto il tecnico di Marsala.

Una vittoria che vale molto più dei tre punti in palio

Il Pescara conquista la seconda vittoria consecutiva e il decimo punto in quattro partite, portando a quattro la serie positiva.
Ottima vittoria per i biancazzurri che disputano una partita dai due volti: buona nel primo tempo e mediocre nel secondo. Nel primo tempo con la Ternana sempre in partita il Pescara, pur non disegnando trame di gioco indimenticabili, chiude in vantaggio con un gol di Antonino Ragusa, sfiorandone un secondo sempre con l’attaccante siciliano.
Nel secondo tempo invece la squadra non riesce a proporre il proprio gioco e abbassa troppo il suo baricentro. In fase di non possesso gioca sistematicamente con cinque difensori lasciando Brugman e Rizzo in costante inferiorità numerica a centrocampo. Questa metamorfosi non si può spiegare solo con una maggiore pressione della Ternana, ma è diventato, purtroppo, un tratto distintivo della squadra.

A Novara per il salto di qualità
Il filotto di risultati positivi porta la squadra in una posizione di classifica che rispecchia meglio e di più i valori tecnici della stessa. Diciotto punti in quattordici partite non rappresentano un grande bottino ma consentono ai ragazzi di Marino di essere a meno cinque (o meno due) dalla zona playoff e a più cinque dalla zona playout. Mai come in questo momento dunque il Pescara è a un bivio. Deve cioè dimostrare, innanzitutto a se stessa, se può essere una delle protagoniste di questo campionato o una delle delusioni. La posizione di classifica consente in questo momento di osare per provare a fare il definitivo salto di qualità e l’occasione si presenta già nella prossima trasferta. Il Novara non naviga in buone acque, ha esonerato il suo allenatore ed è invischiata in piena zona playout. Per tirarsi fuori dalla zona rossa della classifica deve assolutamente vincere la partita contro i biancazzurri. L’occasione è dunque propizia anche perché fino a questo punto del campionato il Pescara ha espresso il meglio di se proprio fuori casa.

Il Pescara deve lavorare sulla fase di non possesso palla
Per il definitivo salto di qualità il Pescara deve recuperare gli infortuni e i calciatori delle nazionali, ma deve migliorare, e molto, il suo modo di stare in campo. La fase più preoccupante è quella di non possesso palla. Quando il pallino è in mano all’avversario la squadra si schiaccia troppo sulla difensiva e non effettua nessun tipo di pressing sui portatori di palla avversari. Subisce a centrocampo e fino a quando giocheranno Mascara e Cutolo la sua inferiorità numerica sarà cronica.
Occorre dunque un nuovo cambio di marcia soprattutto da un punto di vista tattico, ma occorre anche che Marino riveda le sue graduatorie di merito.
Il turno dei più giovani in rosa sembra essere giunto perché troppe sono state le occasioni che hanno avuto Mascara, Cutolo, Bocchetti e lo stesso Zauri che pure tra i quattro ha il rendimento migliore. Per competere a livelli più alti c’è bisogno della gioventù, della sfacciataggine della gioventù.

Politano, Maniero e Ragusa fanno riemergere il Pescara

Le pagelle di Reggina-Pescara

25 Belardi_6,5
Salva la porta del Pescara in due occasioni con interventi non banali. Subisce due gol sui quali ha poche responsabilità. Sull’autorete di Schiavi praticamente nessuna, sul secondo gol della Reggina, forse, avrebbe potuto presidiare meglio l’area piccola.

23 Cosic_5
Impalpabile. Fino a quando resta in campo il suo contributo si rivela insufficiente. Soprattutto non si riesce a capire quali siano le sue qualità migliori.

21 Schiavi_5
Incappa in una serata nera da un punto di vista degli episodi. Prima l’autorete, causata da un’entrata in ritardo sulla palla, mentre in occasione del secondo gol della Reggina non riesce a “marcare” da dietro e come si dovrebbe il nuovo entrato Gerardi che, libero in mezzo all’area di rigore insacca di testa alle spalle di Belardi. Sfiora il gol del pareggio con un bell’intervento in elevazione.

6 Zauri_7
Sfodera la migliore prestazione da quando veste la maglia del Pescara. Preciso e puntuale in fase di non possesso, si segnala in particolare per due grandi interventi difensivi. Nel primo tempo con una diagonale difensiva gli consente di deviare in angolo un insidioso traversone proveniente dalla sinistra e nel secondo tempo con un prodigioso salvataggio sulla linea di porta. Deve partecipare di più all’azione di costruzione della manovra offensiva.

14 Balzano_7
Ancora una buona prestazione per il capitano. Dalla sua zona nascono sempre i pericoli maggiori per gli avversari. Sia che giochi nella difesa a quattro sia che giochi nel centrocampo a cinque è l’uomo ovunque del Pescara.

16 Brugman_6,5
Preciso e ordinato come sempre in questo inizio di campionato. L’uruguagio è ormai una certezza del centrocampo biancazzurro. Unisce qualità e quantità per tutta la durata della partita. In constante miglioramento anche la fase di non possesso palla.

18 Rizzo_6
Quando il calcio era in bianco e nero la partita di Rizzo si sarebbe commentata così: «svolge un lavoro oscuro ed è una sicurezza per i compagni». Non si possono muovere appunti al mediano del Pescara, ma, oggettivamente, è lecito attendersi di più.

29 Rossi_5
Aveva iniziato il campionato molto bene e invece da quando è rientrato dall’infortunio le sue prestazioni non raggiungono mai la sufficienza. Pur essendo sempre presente nelle azioni che si sviluppano sulla catena di sinistra, non offre il contributo che è lecito aspettarsi da un calciatore con la sua qualità ed esperienza.

7 Politano_7
Gioca, segna e si diverte. Non partecipa con continuità al gioco della sua squadra, ma questo dipende dai pochi minuti che gli ha concesso finora l’allenatore. Dimostra in ogni caso che la squadra ha bisogno di lui e lui della squadra. Molto dotato tecnicamente quando avvertirà la fiducia incondizionata dell’allenatore e dei compagni di squadra diventerà l’arma in più del Pescara.

19 Maniero_7
La corsa per abbracciare Pasquale Marino dopo il gol del pareggio gli vale mezzo voto in più. Resta il calciatore che per lunghi tratti della partita è assente, ma è un ragazzo dotato tecnicamente e, soprattutto, in grado di costruire e cementare un gruppo. Bravo Marino a concedergli una nuova possibilità.

27 Ragusa_6,5
Segna un gol ai suoi ex compagni di squadra e per rispetto non esulta, ma si vede dai suoi occhi che è contento. Il gol realizzato è la summa dei suoi pregi. Scaltrezza, grande abilità e potenza. Se riuscirà a giocare nella stessa posizione, esterno alto di sinistra, almeno per qualche partita può tornare ad essere il calciatore ammirato da tutti all’inizio della stagione.

15 Bocchetti_5
Entra all’inizio della ripresa per sostituire Cosic, ma il suo contributo alla causa non è molto diverso dal compagno che sostituisce. Si lascia scappare Di Michele, non certo un giovane di primo pelo, in più di un’occasione. Non sembra essere in grado di dare di più.

46 Mascara_sv

11 Cutolo_sv

Pasquale Marino_6,5
Passeggia nervoso davanti alla sua panchina per quasi tutta la durata dell’incontro e non si rilassa nemmeno quando tutta la squadra, in occasione del primo gol e accompagnata da Maniero, gli regala una testimonianza d’affetto che emoziona. Ha il merito di cambiare l’undici titolare e il risultato gli da ragione.

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