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Quando la superiorità numerica è un handicap

Il Pescara, pur giocando in superiorità numerica per tutto il secondo tempo e con un gol di vantaggio, non è riuscito nell’impresa di vincere la sua ottava partita esterna stagionale. Una vittoria che avrebbe potuto sancire il sorpasso in classifica nei confronti dello Spezia e mantenere inalterato il distacco dal Bologna che attualmente occupa il secondo posto in classifica.
Una partita che sembrava essersi messa per il verso giusto, almeno dal punto di vista del risultato con il doppio vantaggio biancazzurro e con almeno un’altra, clamorosa occasione da gol, sciupata da Melchiorri.
Tutto bene dunque? No, dal mio punto di vista non va tutto bene.
È vero che il Pescara è in piena corsa per disputare i play off, ma il modo in cui ottiene i risultati preoccupa. Preoccupa la mancanza di continuità nel gioco, soprattutto il modo episodico con cui va in gol. Ovvero quasi tutti i gol che realizza non sono il frutto dello sviluppo di un gioco armonico di squadra, ma più legato a prodezze individuali. Una squadra che non sviluppa un gioco da squadra.

Le dichiarazioni di Marco Baroni
A questo si aggiungono le dichiarazioni post partita dell’allenatore che lasciano più di un dubbio sulla reale capacità di Baroni di condurre in porto, da vincitrice, la squadra biancazzurra.
«Le nostre assenze, di cui non mi voglio comunque lamentare ma che vanno comunque contate, hanno la loro importanza». Non è accettabile che l’allenatore si lamenti per l’assenza di due calciatori, pur importanti come Memushaj e Bjarnason, quando ha una rosa a disposizione che ha almeno due calciatori importanti per ruolo. Nessuna squadra di serie B, forse solo Il Bologna, ha un organico così ben assortito.
Ancor più dubbiosi lascia la seconda affermazione.
«Ci può stare subire un gol su un campo così e davanti a così tanta gente».
Lo stadio “Alberto Picco” di La Spezia, ha una capienza massima di 10.000 spettatori, le cronache della partita dicono che gli spettatori presenti siano stati 6777, con un centinaio di tifosi pescaresi.
Dunque perché queste affermazioni?
Siamo abituati ad ascoltare tante banalità e luoghi comuni nelle dichiarazioni post gara, ma un’affermazione del genere lascia comunque molto perplessi. E la domanda delle cento pistole da porsi è la seguente: Ma davvero Baroni pensa che che chi l’ascolta possa dare credito a ciò che dice, se ciò che dice stride con la realtà dei fatti?
Buon campionato a tutti.

Melchiorri il migliore, nonostante l’errore clamoroso sotto rete

9 Melchiorri 6,6

15 Salamon 6,3

16 Brugman 6,2

19 Pettinari 6,1

7 Politano 6

13 Zuparic 6

11 Zampano 6

20 Gessa 6

42 Sansovini 5,6

6 Fornasier 5,5

29 Rossi 5,5

1 Fiorillo 5,3

2 Pucino 5

25 Pasquato sv

Marco Baroni 4,875

Il Pescara, in superiorità numerica, non riesce a vincere

di Daniele Astolfi. Ennesima occasione persa per il Pescara. I ragazzi di Marco Baroni avrebbero potuto vincere questa gara, e non pareggiarla, se si fosse prestata più attenzione alla fase difensiva, che non ha funzionato, ma soprattutto se avessero saputo osare di più nella fase offensiva contro una squadra che è rimasta in dieci per tutto il secondo tempo. La differenza tra le contendenti l’ha fatta la mentalità che Bjelica, allenatore dello Spezia, ha saputo dare ai suoi uomini. Riteniamo infatti che sia questo, prima dei moduli, il fattore principale che riesce a produrre slancio vincente ad una squadra. Altrimenti non avremmo visto la compagine ligure, in inferiorità numerica, mettere alle corde gli avversari, spesso arroccati su due linee a ridosso dell’area piccola, e rischiare di vincere addirittura la gara. Le formazioni sono quelle annunciate: Fiorillo tra i pali. Pucino e Rossi giocano da terzini. Salamon e Fornasier agiscono da centrali. A centrocampo si dispongono Politano, Brugman, Zuparic al posto del nazionale Memushaj e Zampano, che sostituisce a sinistra lo squalificato Bjarnason. Il tecnico spezzino Bjelica schiera la sua squadra con un offensivo 4-2-3-1. La prima fase della gara è di studio ed un poco noiosa. Al 22’ è Brezovec a provarci dalla distanza, ma il suo tiro finisce la sua corsa sulla testa di Fornasier. Lo Spezia comincia a macinare gioco e ci prova ancora al 24’ con Catellani che però centra Fornasier in pieno petto sulla linea di porta. Il Pescara cerca di reagire e si rende pericoloso al 26’ con Sansovini che non centra la porta per qualche centimetro. Al 33’ i biancazzurri si portano in vantaggio con una efficace giocata in verticale di Brugman per Melchiorri. Il talentuoso attaccante abruzzese fa partire un elegante quanto potente diagonale che viola la porta avversaria. L’idea di poter addormentare la partita da parte del Pescara non è delle migliori e così al 46’ il vantaggio viene vanificato da una splendida rete su punizione battuta da Brezovec ed indirizzata all’incrocio dei pali. La ripresa inizia con un significativo episodio che potrebbe dare una svolta estremamente vantaggiosa agli uomini di Baroni: per la seconda volta Giannetti viene ammonito a causa di un fallaccio ai danni di Zuparic e dunque spedito con largo anticipo negli spogliatoi. Al 56’ il Pescara passa di nuovo in vantaggio con Brugman lesto a buttarla dentro dopo che uno splendido Melchiorri si era ‘bevuto’ tutta la difesa avversaria. Al 60’ Rossi colpisce il palo. Gli adriatici dovrebbero chiudere la gara, ma non ci riescono nemmeno al 69’ allor che Melchiorri ‘cicca’ incredibilmente una palla facile facile a mezzo metro dalla linea di porta. A questo punto lo Spezia comincia a spingere sull’acceleratore, anche per merito dei nuovi innesti, tutti dotati di caratteristiche offensive. All’80’ è proprio il nuovo entrato Nenè a creare le premesse per la rete del definitivo due a due. Nell’affollatissima area abruzzese, l’ex cagliaritano riesce ad allungare di testa per Stevanovic che non ha difficoltà a depositare in rete la palla del pareggio. Doccia fredda per il Pescara che nella gara odierna sperava in una svolta significativa. Il settimo posto in classifica non è ad oggi una posizione di cui andare fieri, e l’eventuale partecipazione al mini torneo dei play off non è così incoraggiante come si potrebbe pensare perché si tratta in realtà di una lotteria non facile da vincere. Marco Baroni avrebbe dovuto puntare alla promozione diretta, arrivare cioè tra le prime due, ma temiamo che sia purtroppo troppo tardi.

Spezia – Pescara 2-2
marcatori 33’ Melchiorri (P); 46’ Brezovec (S), 56’ Brugman (P); 80’ Stevanovic (S)
arbitro Sig. Renzo Candussio di Cervignano
assistenti Sigg. Del giovane e Carbone
calci d’angolo 5 a 4 per La Spezia
espulso 48’ Giannetti (S) per doppia ammonizione

Spezia

Chichizola; Milos, Datkovic, Valentini, Luna (67’ Nenè), Juande, Brezovec; De Las Cuevas ( 71’Kvrzic), Catellani, Situm (72’ Stevanovic); Giannetti.
allenatore Bjelica

Pescara
Fiorillo; Pucino, Salamon, Fornasier, Rossi (81’ Pasquato); Politano (72’ Gessa), Brugman, Zuparic, Zampano; Melchiorri, Sansovini (66’ Pettinari).
allenatore Marco Baroni

Il Pescara di Marco Baroni delude e non va oltre lo 0-0 nella gara contro il Bari

Ci si aspettava una vittoria, ma vittoria non è stata. Contro il Bari, che si è dimostrata essere una buona squadra, il Pescara non riesce a vincere anche perché riesce nell’impresa di non tirare mai in porta. In verità ci sono stati due tiri, uno di Caprari, una sorta di passaggio al portiere e un tentativo di Bjarnason che il portiere avversario devia in calcio d’angolo con la palla che sarebbe, in ogni caso, andata fuori dallo specchio della porta. C’è stato, infine, un clamoroso fallo di rigore ai danni di Melchiorri che l’arbitro non ha fischiato. Poco, troppo poco, per pretendere di vincere una partita che sarebbe stato molto importante vincere.

La sindrome dell’Adriatico
I numeri dicono che il Pescara raccoglie più in trasferta che in casa. Fino ad oggi i biancazzurri hanno disputato sedici gare in casa e sedici in trasferta. Ventisei i punti conquistati in trasferta, frutto di sette vittorie e quattro pareggi. Ventidue i punti conquistati in casa con cinque vittorie e sette pareggi. Le partite perse sono quattro all’Adriatico e cinque quelle in trasferta. Interpretando i numeri si può affermare che il Pescara di Marco Baroni rende di più quando non è costretto a “fare” la partita, quando cioè il pallino del gioco è in mano all’avversario. In quelle condizioni i suoi calciatori, molti dei quali dotati di un tecnica superiore alla media, rendono al meglio. Se accanto ad una valutazione quantitativa esprimiamo anche una valutazione qualitativa non possiamo non dire che la squadra soffre quando deve impostare il gioco e dettare i ritmi di gioco. Una squadra dunque camaleontica che si adatta all’avversario, pronta a sfruttare le debolezze altrui, incapace però di nobilitare ed esaltare le proprie virtù.

A La Spezia per vincere
Se dunque i numeri non mentono il Pescara potrebbe recuperare i punti non conquistati in casa contro il Bari nella trasferta di domani in terra ligure. Sarebbe una vittoria molto importante conquistata contro una diretta concorrente. E dunque, numeri a parte, se il Pescara vuole continuare a coltivare sogni di gloria deve cogliere un risultato positivo contro lo Spezia perché, arrivati a questo punto della stagione, ogni partita è determinante. “Step by step” dicono gl’inglesi, passo dopo passo. Fra poche ore scopriremo se possiamo continuare a contare i passi che ci dividono dalla serie A oppure dobbiamo cominciare a pensare al prossimo campionato di serie B.
Buon campionato a tutti.

Il tempo è scaduto

La partita di Brescia per Marco Baroni è la partita del “dentro o fuori”.
Ovvero se il Pescara dovesse perdere la settima partita su tredici, giocando male così come ha giocato quasi tutte le partite sin qui disputate non ci sarebbe nessuna ragione plausibile per confermare il tecnico toscano sulla panchina dei biancazzurri.
Questi i numeri impietosi che descrivono la gestione di Baroni.
Il bilancio è il seguente: 12 partite, 2 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. Le reti realizzate sono state 18 mentre quelle subite sono 21. La squadra è penultima in classifica.
Questi numeri, ma soprattutto le brutte prestazioni della squadra inducono a pensare che se in terra lombarda non avviene qualcosa di clamoroso, la prossima settimana il Pescara potrebbe avere un nuovo tecnico sulla sua panchina.

Difendere il tecnico si può e si deve, ma non oltre la logica
Fino ad oggi la società e il presidente in prima persona hanno sempre difeso il tecnico di Firenze. Si può essere d’accordo o meno con la valutazione tecnica sull’allenatore così come sulla opportunità o meno di confermarlo sulla panchina dei biancazzurri, certo è che la società ha fatto bene a difendere il suo lavoro e garantirgli la sufficiente tranquillità per proseguire la sua opera. È importante avere alle spalle una società che si assume le proprie responsabilità sia per l’allenatore sia per i calciatori.
Il presidente e la società sono convinti che il lavoro di Baroni darà i suoi frutti e, per queste ragioni, non hanno mai messo in discussione il suo ruolo.
Abbiamo ascoltato le ragioni del presidente, così come abbiamo ascoltato le argomentazioni del tecnico dopo ogni partita. Alcune volte siamo stati d’accordo, altre meno. Alcune volte in completo disaccordo. Fa parte del gioco, ognuno ha il suo ruolo. Quando i risultati non arrivano, difendere il tecnico si può, e per certi versi si deve, ma mai oltre la logica.

Il gioco non c’è e i punti sono pochi
Contano la logica e, ovviamente, i risultati. I motivi per i quali non siamo d’accordo sulla conferma del tecnico risiede in due semplici osservazioni: l’impalpabilità del gioco che la squadra esprime e i risultati negativi ottenuti sin qui.
Si può anche pensare che i risultati siano il frutto di tanti fattori e non soltanto funzione della bravura, e noi lo pensiamo, ma se la squadra non esprime un gioco compiuto e di senso vuol dire che il progetto tecnico è fallito. Indipendentemente dal risultato sul campo di Brescia, dunque, ciò che conterà sarà capire se la squadra è in grado di esprimere trame di gioco interessanti ed efficaci. Se così non fosse la scelta sarebbe ineludibile: un nuovo allenatore sulla panchina del Pescara.

Pescara-Spezia_1 novembre 2014

Per i calciatori binacazzurri a fine partita, mani sul viso e testa china, un “film” andato in onda più volta quest’anno allo stadio Adriatico di Pescara.

Ancora una sconfitta, ma Baroni conserva la panchina

di Daniele Astolfi. Mamma mia!! È tutto orrendo, come in una notte di Halloween…solo che non c’è niente da festeggiare. Il Pescara cade ancora in casa contro lo Spezia. La solita squadra insicura e senza identità di gioco cede l’intera posta ai liguri, per la verità aiutati anche dal signor Mariani, arbitro della gara. È molto triste dover commentare questa gara. Stavolta nemmeno l’impegno è bastato per ottenere, come a Bari, almeno un punto. Gli adriatici scendono in campo con Aresti tra i pali, rientrante dopo la squalifica, e il quartetto difensivo composto da Pucino, Cosic, Zuparic e Zampano; nel triangolo di centrocampo, l’ennesimo diverso dell’anno, Salamon è il metodista a protezione della difesa con accanto i confermati Memushaj ed il giovane Selasi; in avanti ancora fiducia al trio Politano, Melchiorri e Sowe. Dopo dodici diverse formazioni, non si ha nemmeno la certezza di un capitano: oggi la fascia spetta a Politano. Lo Spezia, guidato dal rigoroso croato Bjelica, si schiera con il consueto 3-5-2. Giocatori del calibro di Ardemagni e Ebagua sono relegati in panchina. Sugli spalti desolatamente deserti risaltano l’enorme spazio vuoto, solitamente occupato dagli ultrà biancazzurri, e gli striscioni estremamente polemici verso tecnico, giocatori e società. È subito evidente la paura che attanaglia i giocatori del Pescara. La difesa cerca di posizionarsi più alta che può, ma non sempre ci riesce. Il centrocampo è insicuro nei giovani Salamon e Selasi, con Memushaj non al meglio di condizione fisica. In attacco, dopo le meraviglie delle scorse partite, è subito evidente il fisiologico calo di rendimento del pur bravo Melchiorri. Il gioco dunque ne risente e le occasioni create sono pochissime. Al 3’ è Salamon a rendersi pericoloso con un impreciso colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 54’ registriamo una bellissima parata di Aresti sul bravo Giannetti. Non succede poi niente fino al 34’ quando lo Spezia trova la rete del vantaggio con un preciso colpo di testa del difensore Valentini. Sul calcio piazzato a favore dei liguri la difesa abruzzese è, come sempre, immobile. L’encefalogramma biancazzurro risulta purtroppo piatto: nessuna reazione. I pochi presenti, infreddoliti sugli spalti, cominciano a rumoreggiare, ma al 76’ arriva un inatteso regalo da parte della coppia Chichizola Valentini: un incredibile autogoal che pareggia, almeno per il momento, le sorti dell’incontro. Per la verità la difesa ospite ci aveva già pensato qualche minuto prima, ma Melchiorri aveva calciato il gentile cadeau alle stelle. Manca un quarto d’ora alla fine dell’incontro e i ragazzi di Baroni si riversano nell’area avversaria, anche perché agevolati dal neo entrato Cisotti che si fa espellere per un bruttissimo fallo commesso su Pucino. Entrano Bjarnason, Pasquato e Lazzari, da subito pericolosi. Prima il vichingo si vede parare dal portiere avversario un bel tiro angolato, poi l’arbitro sorvola su un netto fallo di mani in area commesso al 78’ da un difensore ospite su tiro di Pasquato. Al 90’ l’uomo nero glissa pure su un evidente fallo commesso dall’ex giuliese Migliore ai danni di Lazzari sulla linea dell’area grande. Ma l’epilogo è ancor più difficile da digerire: al 94’ il sig. Mariani concede una punizione inesistente sulla trequarti adriatica. Da essa scaturisce la rete della vittoria spezzina la cui dinamica ha dell’incredibile: sulla punizione calciata da Brezovec si avventa Valentini che, aiutandosi con una mano, evita l’uscita insicura di Aresti e deposita in rete la palla della doppietta personale. La contestazione dei tifosi pescaresi contro società e tecnico si fa a questo punto feroce, ma Baroni sarà poi riconfermato dai vertici biancoazzurri.

Pescara – Spezia: 1-2
marcatori  34’ Valentini (S), 76’ Ceccarelli (autorete), 94’ Valentini (S)
calci d’angolo 6 a 1 per il Pescara
espulso 45’ Cisotti (Spezia)
arbitro sig. Mariani
assistenti sigg. Soricaro e Pentangelo
spettatori 5.659 per un incasso di € 27.684,00

Pescara
Aresti; Pucino, Cosic, Zuparic, Zampano; Selasi (56’ Bjarnason), Salamon (73’ Lazzari), Memushaj; Politano (64’ Pasquato), Melchiorri, Sowe.
allenatore Marco Baroni

Spezia
Chichizola; Datkovic (62’ Ceccaroni), Valentini, Ceccarelli; Milos, Brezovec Juande, Bakic, Migliore; Schiattarella (67’Cisotti), Giannetti (76’ Ebagua)
allenatore Nenad Bjelica

È già il Pescara di Serse Cosmi

I biancazzurri vincono in Liguria e si ri-candidano per la promozione in serie A
Diciamo la verità in pochi credevano in questo exploit del Pescara. Tutti speravano che la “cura” Cosmi producesse effetti positivi, ma in pochi avrebbero scommesso su un riscatto così immediato, soprattutto così limpido. Il Pescara di queste ultime tre giornate è infatti una squadra completamente diversa dalla precedente, gioca un calcio diverso. La prima prediligeva un giro palla che trovava il suo sbocco naturale sulle fasce esterne, disegnava triangoli che si ripetevano, sempre uguali, in ogni zona del campo, la seconda invece ha abbandonato le corsie esterne e il giro palla della prima edizione per proporre una sorta di Tiki Taka alla umbra.
Le azioni più pericolose della squadra di Serse Cosmi si sviluppano infatti con una trama di passaggi più fitta e ripetuta e con almeno tre calciatori biancazzurri molto vicini tra loro che fanno girare la palla almeno due volte sulla stessa porzione di campo per poi affidarsi al lancio lungo per la torre, Nando Sforzini.

Sette punti su nove. Quattro gol realizzati e uno solo subito
Grazie a questi accorgimenti tattici e a un lavoro non meno importante sulla psicologia del gruppo, questo nuovo Pescara conquista sette punti sui nove disponibili, soprattutto ha subito un solo gol in tre partite. Una squadra rinata dopo un lungo periodo in cui ha sofferto anche contro squadre di caratura tecnica molto inferiore. Cosmi, come ha più volte ribadito in queste sue prime settimane in riva all’Adriatico, ha trovato una squadra ben impostata da un punto di vista fisico e con nozioni tattiche importanti per la serie B, ha saputo far tesoro di questo e contemporaneamente ha imposto una svolta radicale, soprattutto da un punto di vista tattico, che si sta rivelando vincente. Il nuovo Pescara è diventato più opportunista, riesce a concretizzare quasi tutte le palle gol che costruisce e, pur concedendo la supremazia territoriale agli avversari, concede poche occasioni da gol.

Pescara-Palermo per capire quanto valgono i biancazzurri
E adesso tutti con il fiato sospeso aspettando Pescara-Palermo, la partita più importante dell’anno che giunge nel momento migliore per i biancazzurri. L’appuntamento è tra quelli da segnare in rosso sul calendario soprattutto per un campionato che si sta rivelando essere molto scadente da un punto di vista tecnico. Il Pescara ha l’occasione giusta per dimostrare di essere, così come sostengono in molti, una delle squadre più accreditate per il salto di categoria. Il big match contro i rosanero di Beppe Iachini farà capire il reale valore delle due squadre e il Pescara dovrà provare a vincere la partita per voltare definitivamente pagina e dare un nuovo e positivo significato al suo campionato.
Ci sono dunque tutti gli ingredienti per assistere a una bella partita di calcio e godersi, finalmente, lo stadio Adriatico pieno in ogni ordine di posto.

Si sblocca Sforzini e il Pescara va…

di Daniele Astolfi. Vittoria esterna importante per il nuovo Pescara di Serse Cormi. L’allenatore umbro ha raccolto due vittorie e un pareggio nelle sue prime tre partite. Miglior cura non poteva essere trovata, dopo le sei sconfitte consecutive precedentemente subite con Pasquale Marino in panchina. Bisogna dare atto alla società di avere saputo scegliere una figura capace di gestire con grande esperienza un momento estremamente delicato. I meriti di Cosmi sulla squadra sono evidenti e significativi: la personalità ritrovata, la capacità di saper ‘leggere’ la gara, anche cambiando il modulo tattico in corsa, il recupero di pedine importanti come Sforzini, Pelizzoli, Mascara e Cutolo. Tutto questo non è poco se, come è stato, sono arrivati anche i risultati in gare ritenute oggettivamente molto difficili. Sebbene la squadra non abbia espresso un gioco spettacolare, ma questo non avveniva nemmeno con l’ex tecnico, il Pescara visto in Liguria è sembrato dunque possedere tutte le qualità caratteriali che una compagine ambiziosa deve possedere. Al ‘Picco’ la difesa ha retto molto bene, ma forse il “fatturato” offensivo è ancora troppo basso. Lo stesso tecnico ha comunque ammesso che si sta lavorando su questo aspetto e che sfrutterà al meglio l’enorme potenzialità che i tanti attaccanti in rosa possono produrre. Una assoluta nota positiva è stata il ritorno al goal di Sforzini. Da più di un anno l’attaccante di Tivoli non la “metteva dentro” e, dopo le recenti incoraggianti performances, si è finalmente riappropriato del ruolo di rispettatissimo realizzatore che lo aveva riguardato per vari anni. La gara è stata interessante sotto l’aspetto del ritmo, soprattutto per merito della squadra di Devis Mangia, sempre in grado di produrre un gioco propositivo. Gli unici suoi limiti sono stati la mancanza di incisività degli attaccanti e la prevedibile azione dei tre centrocampisti che hanno avuto il torto di muoversi soltanto in linea. La difesa biancazzurra ha retto bene agli urti spezzini senza soffrire troppo. I pochi, reali, pericoli sono arrivati unicamente dalla fascia sinistra per merito dell’ex giuliese Migliore, risultato nei fatti il ‘migliore’ dei suoi. Passiamo alla cronaca. Come detto, la spinta propulsiva dei liguri risulta sterile già nelle fasi iniziali della gara ed il Pescara ne approfitta portandosi in vantaggio al 18’ con Sforzini che, con uno spettacolare tuffo di testa, riesce a devìare in rete uno splendido cross di Salviato. L’unica reazione significativa dei liguri avviene al 24’ con Bellomo che davanti a Pelizzoli calcia con debolezza ed imprecisione. Nel secondo tempo lo Spezia si rende pericoloso al 74’ con un colpo di testa di Lisuzzo, parato con sicurezza dall’estremo biancazzurro. Un minuto prima Sforzini era riuscito a realizzare un’altra rete, fantastica per preparazione tecnica ed esecuzione, ma l’arbitro aveva annullato inspiegabilmente per fuorigioco inesistente. All’84’ il Sig Ostinelli da Como ‘compensa’, sorvolando su un evidente fallo da rigore commesso da Schiavi sempre su Lisuzzo. A questo punto il pubblico comincia a rumoreggiare e i giocatori spezzini ad innervosirsi. Il loro gioco offensivo ne risente e la mancanza di verticalizzazioni permette alla difesa ospite un agevole controllo delle azioni. Addirittura al 67’ Brugman potrebbe anche raddoppiare, ma spara alle stelle da buona posizione. All’86 lo Spezia raggiungerebbe il pareggio se Ebagua, subentrato ad uno spento Catellani, non calciasse fuori una palla d’oro servitagli in piena area da…Schiavi. In sintesi si può affermare che la gara ha visto da una parte un improduttivo predominio territoriale dello Spezia e dall’altra una palese incapacità del Pescara nell’innescare ripartenze pericolose. Nel prossimo incontro casalingo con il Palermo, i tifosi biancazzurri sperano di veder confermato il felice momento che il nuovo corso ha generato e la sensazione è che i giocatori biancazzurri abbiano ancora tanto da dire in questo campionato tanto mediocre quanto imprevedibile.

Spezia – Pescara: 0 – 1
rete
al 18’ Sforzini (P)
arbitro Ostinelli di Como
assistenti Citro e Gava
calci d’angolo 8 a 2 per lo Spezia
spettatori 6.222. Circa 100 arrivati da Pescara

Spezia
Leali; Madonna, Lisuzzo, Scozzarella (80’ Carrozza), Migliore; Giannetti, Schiattarella, Bellomo; Bianchetti, Ferrari (86’ Orsic), Catellani (65’ Ebagua)
allenatore Devis Mangia

Pescara
Pelizzoli; Zauri, Schiavi, Bocchetti; Salviato, Zuparic, Brugman, Rossi; Politano (60’ Bovo), Ragusa (75’ Mascara); Sforzini (92’ Maniero)
allenatore Serse Cosmi.

Continua il periodo nero: tre pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque partite

di Daniele Astolfi. È stata pura illusione. Dopo l’ennesima sconcertante prestazione, grande primo tempo e pessimo secondo con deludente risultato finale 1-1 ottenuto contro lo Spezia del bravo Stroppa, dobbiamo oggi ammettere che questo Pescara non è una squadra che può recitare il ruolo di protagonista nell’attuale campionato cadetto, come erroneamente si pensava all’inizio del campionato. Fino a poco tempo fa ci si chiedeva se lo sgretolamento tecnico, tattico e di personalità palesati durante le ultime prestazioni non fossero dovuti a naturali disfunzioni di una compagine in fieri. Oggi bisognerebbe invece constatare che si tratta di problemi relativi ad uno spessore di squadra che evidentemente non c’è. Fino alla spettacolare trasferta di Trapani, i biancazzurri avevano disputato ottime prestazioni sotto tutti i punti di vista, era mancata “soltanto” la personalità nel saper gestire i momenti delicati della gara. L’allenatore non riesce a dare spiegazioni e questa è a nostro avviso la cosa più sconcertante. Il disarmante calo fisico palesato nella seconda frazione di gioco viene negato ed è piuttosto giudicato da Marino come un blocco psicologico che porta i giocatori ad aver paura di vincere. Sarà, ma resta il fatto che non può il Pescara essere in balìa dell’avversario per un tempo intero vanificando alla fine quanto di buono creato. Basta analizzare la gara per rendersi conto di quanto acclarato.
Sono tante le azioni pericolose create dal Pescara nel primo tempo. Sembra ahimè un film già visto. Cutolo porta il vantaggio i suoi al 29’ sugli sviluppi di una fantastica azione iniziata da Rossi sulla fascia sinistra. L’attaccante napoletano è in palla e lo dimostra con tante giocate di qualità. Brugman, al rientro dopo l’infortunio, dimostra di essere un riferimento importante per la sua squadra con la capacità di orchestrare il gioco sul corto e sul passaggio lungo. Tutti si muovono secondo schemi armoniosi che entusiasmano i tifosi sugli spalti. Ma per poter star tranquilli, il Pescara dovrebbe concretizzare almeno un’altra delle tante palle goal create, tuttavia prima un grande Leali vanifica con una stupefacente parata un tiro dalla distanza del bravo Nielsen e poi un difensore spezzino salva sulla linea su un colpo di testa di Maniero.
Una delle cose deludenti della giornata è proprio il centravanti biancazzurro che si conferma di essere un attaccante “normale”. A nostro avviso, questo Pescara avrebbe bisogno di ben altro.
Nel secondo tempo, come detto, avviene la solita metamorfosi: la squadra arretra il proprio baricentro e la fase difensiva dimostra di essere estremamente improvvisata. Lo Spezia si dimostra intraprendente mentre gli adriatici sono in evidente difficoltà e gli uomini di Stroppa pareggiano meritatamente al 57’ con Bovo.
L’ex allenatore biancazzurro ha dato un bel gioco alla sua squadra ed è l’artefice del giorno. Lo Spezia avrebbe potuto anche vincerla, la gara, se gli attaccanti fossero stati più precisi sotto porta. Alla fine comunque i liguri ottengono quanto desiderato, in casa biancazzurra, invece, il deludente pareggio fa aumentare gli interrogativi e le ansie per un futuro che si presenta piuttosto incerto. Da registrare, purtroppo, una ignobile mancanza di civiltà manifestata, con urla e parolacce, da alcuni spettatori durante il minuto di raccoglimento alla memoria dei tanti morti di Lampedusa. Questo sì che fa passare la voglia di andare allo stadio.

Pescara – Spezia: 1 – 1
reti 29’ Cutolo, 57’ Bovo
calci d’angolo 13 a 10 per lo Spezia
arbitro Pairetto di Nichelino
assistenti Pentangelo e Fiorito
spettatori 7.308 per un incasso di 39.003,00 euro

Pescara
Belardi; Balzano, Schiavi, Bocchetti (46’ Cosic), Rossi; Nielsen, Brugman, Rizzo (66’ Politano); Cutolo, Maniero (80’ Padovan), Ragusa..
allenatore Pasquale Marino

Spezia
Leali; Baldanzeddu, Lisuzzo, Ceccarelli, Migliore; Bovo (82’ Sanmarco), Appelt; Rivas, Moretti (46’ Sansovini); Culina (60’ Seymour); Ebagua.
allenatore Giovanni Stroppa

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