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Inversione di marcia

La sconfitta senza se e senza ma di Crotone mette fine, definitivamente, al sogno di avere una squadra in grado di competere con le migliori del campionato per la promozione in serie A. Non perché non ne abbia le potenzialità, ma piuttosto per la sua fragilità intrinseca, propria delle caratteristiche tecnico tattiche dei suoi componenti. Una fragilità che si svela in tutta la sua ingenuità ogni qualvolta gli avversari fanno capolinea nella zona difesa da Fiorillo. La sensazione che ogni azione avversaria possa tramutarsi in gol è la condizione di fragilità che non consente, oggi, alla squadra di poter aspirare a risultati importanti.

Tutti sulla stessa barca
Anche Massimo Oddo ha preso atto che la squadra non è in grado di difendere a zona sui calci da fermo. La maggior parte delle ultime sconfitte sono maturate infatti quando la squadra era con la difesa schierata, incapace di contrastare l’avversario. A questa incapacità si sono aggiunti gli errori individuali di alcuni calciatori e del portiere. Era, questa, una realtà sotto gli occhi di chiunque, si poteva e si doveva intervenire prima.

Inizia un nuovo campionato
La serie negativa, cinque sconfitte e tre pareggi nelle ultime otto giornate, venti gol subiti e dodici realizzati, ha di fatto inficiato tutto quello di buono che si era fatto fino alla partita contro il Crotone. Da domani inizia un nuovo campionato. Un mini torneo di dieci partite in cui tutto è in discussione e in divenire. L’esito del campionato in corso, il futuro dei calciatori e dell’allenatore. Si perché il credito di cui hanno goduto la squadra e il suo allenatore si è esaurito, spetta a loro, da domani, far ricredere tutti sul loro reale valore.

Buon calcio a tutti.

Elogio della lentezza

In un mondo che corre sempre più in fretta, in cui bisogna difendersi sempre di più dagli effetti dovuti allo stress digitale, la lentezza rappresenta una buona terapia. Il grande narratore cileno Luis Sepùlveda si spinge anche oltre, «È una nuova forma di resistenza, in un mondo dove tutto è troppo veloce. E dove il potere più grande è quello di decidere che cosa fare del proprio tempo».
E allora viva la lentezza, diamo tempo al tempo. E tutto questo c’entra molto con l’attuale andamento della squadra allenata da Massimo Oddo. Una squadra giovane che ha cambiato moltissimi calciatori rispetto alla stagione precedente. E che dunque ha bisogno di tempo per rendere al meglio delle sue, enormi, potenzialità.

Ha bisogno di tempo anche Oddo, l’allenatore
Occorre avere pazienza e tempo a disposizione, sia per la squadra sia per l’allenatore. Si, perché in molti dimenticano, o fingono di dimenticare, che anche l’allenatore ha bisogno di tempo. È giovane ed è alla sua prima esperienza sulla panchina di una squadra professionistica. Ha dunque tutto il diritto di commettere degli errori e di capire fino in fondo ciò che vuole da se stesso e dalla squadra. Lo stesso discorso vale per ogni singolo componente della squadra. In ogni processo di nuova costruzione c’è bisogno di tempo per creare qualcosa d’importante.

Nel frattempo si può anche vincere
In questa ottica va letta la sconfitta casalinga contro la Ternana, una gara che poteva anche avere un esito diverso se Lapadula avesse sfruttato meglio l’ottima occasione da gol che gli aveva procurato Gianluca Caprari. Invece non è andata bene. Il solito errore difensivo ha spianato la strada per la vittoria alla Ternana. Dispiace ovviamente, ma non bisogna demoralizzarsi. Vanno evitati errori banali e ricorrenti come quelli compiuti nella scorsa partita, ma il processo di crescita e maturazione continua seppur tra alti e bassi. In attesa del rientro in squadra di Hugo Campagnaro, dei gol di Cocco e delle invenzioni di Valoti la squadra è in zona play off e il futuro non può che riservare buone nuove.

Buon calcio a tutti.

Manca la prova di maturità e la continuità

Ciò che manca al Pescara edizione 2014/2015 è la continuità dei risultati e una prova di maturità che solo il campo può consegnare. E la partita persa in casa contro la Ternana è la prova evidente di questa affermazione.
In molti si aspettavano una vittoria per tante ragioni. Un avversario privo di molti titolari, la volontà della squadra, manifestata a parole da tanti protagonisti, di dare una svolta definitiva al campionato, la superiorità, presunta, della squadra biancazzura rispetto ai rossoverdi umbri. Così non è stato e il Pescara ha perso una buona occasione per affermarsi come una delle protagoniste, positive, del campionato.

Buon primo tempo, ma è mancato il colpo del ko
Eppure la partita contro la Ternana era iniziata bene, un buon primo tempo lasciava sperare in un finale diverso, ma così non è stato. La squadra non è stata capace di chiudere la partite nella prima frazione di gioco quando avrebbe meritato il pareggio. Fa tutto il Pescara. Solito errore in difesa e vantaggio degli umbri al primo giro di orologio. La squadra recupera subito lo svantaggio con un Bjarnason sempre più convincente, ma non riesce a sancire la superiorità manifestata sia in termini di gioco sia in termini territoriali. Nel secondo tempo infatti cresce la Ternana e si spegne sempre più velocemente il Pescara con il passare dei minuti.

La sconfitta non è un dramma, ma non si può nemmeno gioire
La Ternana vince una partita che poteva anche perdere, ma non “ruba” niente all’Adriatico. Il Pescara invece resta al palo e rimanda a momenti altri gioie per i suoi tifosi. Già dalla partita di domani, la sfida contro il Bologna è anche per questo motivo molto stimolante, questo può succedere. Una squadra che ha già dimostrato di rendere di più e meglio in trasferta potrebbe riprendere la marcia verso la conquista di posizioni più consone alla qualità della rosa a disposizione di baroni, che non sarà la migliore della categoria, ma certo è tra le prime della cadetteria.
Certo il Bologna non è un avversario facile da affrontare, i nuovi acquisti e una compagine societaria di alto profilo, basti pensare a Fenucci e Corvino rispettivamente Amministratore delegato e Direttore sportivo, fanno del Bologna una delle squadre più accreditate per la promozione in serie B.
Bologna rievoca ricordi felici per i tifosi del Pescara, chissà che non si possa, già da domani, aggiornare l’album dei successi in terra bolognese.

Politano il migliore e Bjarnason conferma il suo buon momento di forma

Le pagelle di Pescara-Ternana

7 Politano 6,66

8 Bjarnasson 6,5

15 Salamon 6,16

26 Da Silva 6,16

32 Memushaj 6

24 Selasi 6

2 Pucino 6

13 Zuparic 6

25 Pasquato 6

29 Rossi 6

9 Melchiorri 5,33

11 Zampano 5,16

18 Aresti 5

16 Brugman sv
Marco Baroni 5,16

Pescara-Ternana_24 gennaio 2015

I tifosi della Curva Nord rendono omaggio a Marco Mazza, al secolo Bubù, a otto anni dalla sua prematura scomparsa. Massimo Mucciante riesce a cogliere uno dei momenti più significativi della giornata.

8ª Giornata_12 ottobre 2014

Il campionato cambia padrone nella giornata del record stagionale di gol. Dopo una breve fuga il Perugia viene riassorbito dal gruppone. Ora comandano in 2, Avellino e Frosinone che è una neopromossa come la squadra di Camplone, ma fa relativamente testo perché ormai le distanze tra le prime sono azzerate e si ricomincia daccapo. Cominciano ad emergere il veri valori dei vari organici. Al Perugia, nel big match con il Frosinone, ad esempio sono state fatali le tante assenze, anche se la sconfitta è scaturita da una papera del portiere. 1ª sconfitta casalinga dopo un anno, l’ultima contro il Pisa il 13 ottobre 2013, sempre 0-1.

Da registrare il risveglio delle grandi. Il Bari fa il colpaccio a Catania (che è l’unica quotata rimasta ancora in crisi), il Bologna (che ha praticamente cambiato proprietà) vince la sua terza trasferta consecutiva, Il Pescara 4 gol a Crotone così come la Virtus Lanciano, che va inserita nelle grandi perché l’anno scorso di questi tempi era prima da solo in classifica, ne dà 4 al Vicenza, infine l’esplosione del Livorno, cappotto al Trapani. Attenzione alle gare di domenica (ore 18.00), Bari–Avellino, dopo il famoso morso di Comi qualche mese fa durante la partita di Coppa Italia, promette scintille, allora vinsero gli ospiti. Partita che vale la vetta, altra da seguire Virtus Lanciano-Perugia.
La strana vita del Trapani e La Spezia. La compagine siciliana non sta male in classifica, eppure ha subito due sconfitte clamorose da 5 gol a Varese e 6 a Livorno. Strano perché si tratta di un impianto collaudato da tempo e sempre con lo stesso allenatore. Lo Spezia accusa un minimo di frustrazione perché avrebbe tutto per volare. Società solida, pubblico caldo, ambiente che trascina, organico importante, eppure proprio non riesce a fare il salto di qualità.

Un plauso ai giocatori della Ternana che, approfittando del rinvio gara contro la Virtus Entella, sono andati a portare la loro solidarietà agli operai della acciaierie cittadine che rischiano il licenziamento. Solo un gesto simbolico, tra l’altro sono dei ragazzotti privilegiati che sembravano imbarazzati e sorridevano davanti alle telecamere di fronte a uno spaccato di vita reale, loro così abituati ad atteggiarsi in campo o nelle sale stampa, però meglio di niente. Ci sono state anche tante iniziative di solidarietà dopo l’alluvione di Genova, però saltano i nervi al pensiero che 4 amministratori del Comune erano stati premiati per la gestione del protocollo di sicurezza.
Intanto l’esperienza conta, la necessità aguzza l’ingegno di Ivo Iaconi che, con l’infortunio di Corvia, rispolvera Ruben Oliveira in attacco e lui gli dà ragione dopo 2 minuti innescando l’azione del gol di Caracciolo.

Un po’ di numeri. Tanti gol, record stagionale 32 e manca ancora una partita, Virtus Entella-Ternana. Il Lanciano squadra più prolifica 16 gol, di media 2 a partita, seguita dal Pescara con 15. Trapani difesa più perforata con 17 gol subiti. Squadra che ha più dimestichezza con i rigori è il Catania, ne ha avuto 5 a favore, tutti realizzati da Rosina, e 4 contro, 3 realizzati. Bari, Ternana, Vicenza ed Entella 0 (zero) rigori a favore, Livorno e Modena 0 (zero) rigori contro. Il Varese, invece, 5 contro tutti realizzati, mentre l’Avellino 2 contro e nessuno segnato.
L’attaccante della Pro Vercelli, Ettore Marchi, ha realizzato i suoi 4 gol tutti davanti ai propri tifosi

3ª Giornata_12 settembre 2014

Allenatori. Sarà pure esagerato e prematuro, eppure il primo allenatore è già saltato, il catanese Pellegrino. Non è corretto parlare di licenziamento perché è stato delegato ad altro incarico, in pratica è tornato nel settore giovanile. Diciamo che avevano provato a risparmiare qualcosa, non è andata. Al suo posto va Sannino. A proposito di certe fibrillazioni, non dimentichiamo che anche attorno a Lopez giravano strane voci prima della trasferta di Pescara, e io mi sento di azzardare pure che se il Bari non batte il Livorno anche Devis Mangia finirà sulla graticola, non a caso sembra intenzionato a cambiare modulo passando dal 4-4-2 al 4-3-3. Insomma, il campionato lunghissimo non significa fiducia illimitata, gli allenatori sono in bilico per definizione, a maggior ragione nelle squadre ambiziose. Dopo tre sconfitte consecutive si accende in automatico il segnale di allarme. Alla quarta è quasi spacciato, solo in rarissimi casi ci si spinge oltre e ci vuole fegato. Perché un ciclo di digiuno incide eccome sulla media punti relativa all’obiettivo preposto, la fa alzare parecchio, e più punti ti servono peggio è.
Perugia. Inizia il tormentine, o il tormentino. Per il Perugia è vera gloria o tormentino? Non solo è perché è a punteggio pieno, piuttosto ha battuto le tre principali candidate alla promozione quali Bologna, Bari e Catania. Non può essere solo un caso. Tra l’altro domani ha un’altra partita in casa contro il Vicenza che è stato ripescato all’ultimo momento e non ha avuto il tempo materiale (a prescindere dalla finestra in più di mercato) di allestire una rosa adeguata, quindi una grossa opportunità di allungare il passo.

Curiosità. Attenzione, anche la Ternana va fortissimo: fuori casa ha già fatto due vittorie su due. E poi il Trapani che ha gli stessi punti. Le due squadre hanno pareggiato solo con il Pescara, poi hanno sempre vinto. Menzione per la Virtus Lanciano che probabilmente avrebbe espugnato lo stadio del Varese se non fosse stato per l’espulsione di Thiam.

Gol ultimi minuti. Le partite in questa categoria non finiscono mai. Nell’ultima giornata ci sono stati ben quattro gol tra novantesimo e oltre. E sono stati decisivi dal momento che nessuna gara è finita con più di un gol di scarto. Tra l’altro è dall’inizio che resiste il limite di due gol di scarto. La testimoniare un equilibrio straordinario.
Latina. È stata l’ultima difesa a cadere, all’ultimo minuto del posticipo di Livorno su rigore di Cutolo.

Interpretazioni diverse. Ogni neopromossa sta interpretando l’approccio alla nuova categoria a modo suo.

Pro Vercelli. Forse sarà la grande carica agonistica, il vizietto della Pro Vercelli è l’aggressività, finora ha chiuso tutte le partite in inferiorità numerica. Una espulsione in ogni partita.

Virtus Entella. Avete presente quei giovani che si muovono già da adulti? La Virtus Entella fa pensare a loro perché ha in squadra vecchio marpioni quali Pelizzoli, Sansovini, Rinaudo. Proprio quest’ultimo ha fatto un grave errore, a volte è meglio la freschezza giovanile dei debuttanti. A proposito, auguri a Ivano Baldanzeddu, infortunio gravissimo, addirittura un anno di prognosi, mai sentito prima, probabilmente la sua carriera ne resterà pesantemente condizionata, se non peggio. Cattivissimo il bresciano Di Cesare, nel video che gira sul web c’è l’avvertimento “immagini forti”, in pratica gli ha davvero spezzato la gamba. Molte critiche, si è addidato a un avvocato per tutelarsi, io al suo posto di sarei auto squalificato.

Vite da bomber. Le due facce della medaglia. C’è chi sta attraversando un periodo straordinario come Falcinelli, un gol a partita. A Lanciano lo ricordavamo più una punta di movimento che un realizzatore, evidentemente l’aria di casa, lui perugino di nascita, lo ha trasformato. Il rovescio della medaglia è la crisi che attanaglia il povero Ardemagni, lo scorso inverno oggetto del desiderio di mezza categoria (perché l’altra metà non se lo poteva permettere) lui ha strappato al Carpi un ingaggio faraonico, ma ha deluso le attese. Ora è allo Spezia e delude lo stesso, ad Avellino ha fallito un rigore e un gol clamorosi. Diciamo che ha perso la polvere magica sui suoi piedi, ma gli è rimasto l’ingaggio. Forse qualche collega farebbe pure a cambio. Non so perché, ma ho come la sensazione che molti italiani vorrebbero essere al suo posto. Tra i due un pensiero va ad Aniello Cutolo: aveva sbagliato un rigore, Gautieri gli ha ridato fiducia e lui l’ha ripagata, violando la porta del Latina.

Si poteva osare di più

di Daniele Astolfi. È prezioso il pareggio ottenuto dal Pescara al ‘Liberati’. Considerando che in questo stadio gli abruzzesi non hanno una tradizione positiva, con l’ultima vittoria biancazzurra risalente al 1982, il punto ottenuto oggi deve essere considerato più che soddisfacente. In effetti Baroni ed i suoi ragazzi possono ritenersi soddisfatti, soprattutto perché hanno cominciato il campionato con due risultati positivi nelle prime due giornate. Per la verità, rispetto alla squadra ammirata nella prima con il Trapani, oggi il Delfino è parso meno convincente ed ancora work in progress. Durante il primo tempo, in particolare, i biancazzurri hanno denotato limiti di personalità e di gioco. Sicuramente l’assenza di pedine importanti come Bjarnason e Cosic, impegnati con le proprie nazionali, e l’infortunato Caprari, ha contribuito in negativo. Gli assenti sono stati rimpiazzati da Lazzari, Pesoli, deludente la loro prova oggi, e dal sorprendente Pasquato, autore della splendida rete del pareggio e grande protagonista della gara. La cronaca della gara: davanti a Fiorillo giocano Zuparic e Pesoli centrali, Pucino e Grillo sugli esterni. Il trio di centrocampo è composto da Nielsen, Appelt metodista ed il rientrante Lazzari.. Gli attaccanti sono Politano, Maniero e Pasquato. Per quel che concerne la formazione umbra, il tecnico Tesser si affida alla squadra che ha ben figurato sabato scorso contro il Crotone. La disposizione del centrocampo è a rombo. Spicca la posizione di Eramo a ridosso delle due punte Ceravolo ed Avenatti, in fase offensiva, ed in pressing sul play maker avversario, Appelt Pires, in fase di non possesso. I primi dieci minuti vedono un Pescara intraprendente. Pasquato è il giocatore adriatico che si rende più pericoloso con un tiro insidioso, di poco a lato della porta difesa da Brignoli. Dopo un colpo di testa di Pesoli ben parato dal portiere umbro, la Ternana comincia a pressare alto ed impedisce giocate razionali all’avversario. Tuttavia sono i lanci lunghi sul bravo Ceravolo che mettono in particolare apprensione la difesa biancazzurra. Su uno di essi è lo stesso attaccante della Ternana a realizzare al 38’ la rete del vantaggio, approfittando di un imbarazzante malinteso tra lo svagato Pesoli e l’indeciso Fiorillo. La reazione degli adriatici è immediata e già al 39’ produce l’occasione per pareggiare con Maniero, lesto a depositare in rete una palla confezionata magistralmente dal bravo Pasquato. L’arbitro vede però una posizione in fuorigioco dello stesso Maniero ed annulla. Nel secondo tempo i biancazzurri, evidentemente ben strigliati dal tecnico, cominciano a macinare gioco e riescono a farsi pericolosi in più di una occasione. Già al 50’ Grillo colpisce la parte alta della traversa su uno dei suoi frequenti traversoni. Il pareggio arriva al 55’ su punizione, procurata da Maniero, con una stupenda esecuzione alla ‘Del Piero’ del giovane Pasquato. La Ternana reagisce e ‘chiude’ il Delfino nel suo recinto difensivo. Ma non succede più nulla di particolarmente pericoloso. Soltanto allo scadere il Pescara rischia di subire la rete letale, ma la fortuna questa volta gli è amica e gli permette di non capitolare.

Ternana – Pescara: 1 – 1
reti 38’ Ceravolo (T); 55’ Pasquato (P)
calci d’angolo 5 a 2 per il Pescara
arbitro Michael Fabbri di Ravenna
assistenti Del Giovane e Calò
spettatori circa 6.000

Ternana
Brignoli; Fazio, Masi, Ferronetti, Bastrini; Valjent (76’ Crecco), Viola, Gavazzi; Eramo (66’ Falletti); Ceravolo (80’ Diop), Avenatti.
allenatore Attilio Tesser

Pescara
Fiorillo; Pucino, Pesoli (76’ Salamon), Zuparic, Grillo (79’ Zampano); Nielsen, Appelt, Lazzari; Politano, Maniero, Pasquato (70’ Guana).
allenatore Marco Baroni

Un pareggio che lascia l’amaro in bocca

Il Pescara coglie il secondo pareggio consecutivo a Terni in una partita dai due volti. Negativo quello del primo tempo, positivo, molto positivo quello del secondo
Il Pescara torna da Terni con un pareggio che, per l’andamento della partita, può considerarsi giusto. Un primo tempo tutto a favore degli umbri che giocano in modo più aggressivo e sono sempre i primi ad arrivare su ogni pallone.
Il Pescara soffre il ritmo degli avversari e non è in grado di rispondere con un organizzazione di gioco adeguata. Forse paga il cambio di tre calciatori, Pesoli per Cosic, Lazzari per Bjarnason e Pasquato per Caprari, rispetto all’undici che era sceso in campo contro il Trapani. Un primo tempo di sofferenza dunque che, grazie al gol di Ceravolo, si conclude con il vantaggio di 1-0 per i padroni di casa. Nella ripresa la musica cambia e il Pescara prende in mano le redini del gioco recuperando lo svantaggio grazie a un gol di Pasquato e sfiorando in più di un’occasione la rete del vantaggio. Un buon secondo tempo che riscatta la prova opaca della prima frazione di gioco. La sensazione è che spingendo un po’ di più sull’acceleratore la partita avrebbe potuto avere un esito diverso e più positivo per i biancazzurri.

I nuovi acquisti dimostrano, sul campo, di poter essere utili alla squadra
La nota, sicuramente, positiva della partita di terni è l’impatto che hanno avuto i nuovi acquisti sulla squadra. Cristian Pasquato si è presentato ai tifosi del Pescara con un gol da cineteca su calcio di punizione e ha cercato, fino a quando ha avuto carburante nelle gambe, sempre la giocata. L’unico appunto è che il gol del vantaggio della Ternana nasce da un suo errore nella metà campo degli umbri. Guana e Salamon, subentrati a gara in corsa, confermano quanto di buono si era detto nei loro confronti. Guana, dall’alto della sua esperienza, ha dato l’impressione di potersi inserire immediatamente nel gioco della squadra. Salamon ha sorpreso tutti, molto positivamente, per la grinta e la grande maestrìa mostrata nei pochi minuti in cui ha giocato. Grande visione di gioco e tempestività negli interventi difensivi, le caratteristiche evidenziate nella sua prima apparizione con la maglia del Pescara.

E adesso aspettiamo il Bologna che può essere considerato un primo test, attendibile, di verifica
La prossima giornata, l’anticipo di venerdì, vedrà di scena all’Adriatico il Bologna di Diego Lopez, ex allenatore del Cagliari e neo allenatore rossoblu. I felsinei non sono partiti bene, ma rappresentano pur sempre una delle favorite del torneo. Sarà dunque un primo test importante per il Pescara per verificare lo stato di forma e misurare le proprie ambizioni con quelle di una squadra indicata da molti come una delle possibili protagoniste del campionato cadetto.

Pasquato in gol all’esordio

La pagelle di Ternana-Pescara

25 Pasquato_6,875

7 Politano_6,5

15 Salamon_6,5

31 Guana_6,125

2 Pucino_6

13 Zuparic_6

11 Zampano_6

1 Fiorillo_5,875

19 Maniero_5,875

6 Appelt_5,75

20 Nielsen_5,75

33 Grillo_5,75

28 Lazzari_5,375

5 Pesoli_4,75

Marco Baroni_6

© 2017 Calcio Totale / Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pescara il 03/09/2014 al n° 11. Registro della Stampa del Tribunale di Pescara n° 11-2014.

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