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Una festa per il calcio

La sfida tra Vicenza e Pescara ha nobilitato il calcio. A prescindere dalla qualità del gioco espresso dalle due squadre in campo e dal risultato. Due tifoserie gemellate da sempre che hanno affrontato la sfida all’insegna dell’amicizia e del rispetto reciproco. Dovrebbe essere sempre così. Tifosi sottobraccio dentro e fuori lo stadio e vinca il migliore. Si dovrebbe lavorare tutti insieme per far si che questa diventi la regola e non l’eccezione.

Un buon Pescara non riesce a chiudere la partita nel primo tempo
L’assenza di Torreira e di Brugman pesa sull’economia del gioco dei biancazzurri che, nonostante un buon primo tempo, non riescono a giocare con continuità e dunque a chiudere la partita già nella prima fazione di gioco. Quando, finalmente, Oddo fa entrare l’uruguagio il Pescara comincia a far girare il pallone e a creare occasioni da gol. In fondo il gioco del calcio è semplice: gioca al calcio chi al calcio sa giocare. Brugman entra al 12 minuto del secondo tempo e la partita cambia. Il Pescara sale in cattedra e grazie alle sue geometrie la legge del più forte ha la meglio. Con Gaston in campo il Pescara ha una sua logica, non è più ripiegato su se stesso e può distendersi e far valere la classe e il valore dei suoi giocatori.

Passa la più forte, ma onore al Vicenza di Pasquale Marino
Si soffre fino al minuto novantaquattro, ma in finale arriva la squadra più forte, quella con la rosa migliore. Sul campo, a Vicenza, finisce 2-2, e forse è giusto così anche se il Pescara avrebbe meritato la vittoria al Romeo Menti.
Adesso tocca al Bologna dell’ex Delio Rossi. Mancano due partite per raggiungere un traguardo che con Baroni sarebbe stato impossibile da raggiungere, mancano due partite per raggiungere un sogno. A questo punto bisogna crederci fino in fondo e provare a vincere la doppia sfida contro i felsinei.
L’ultimo pensiero e ancora per i tifosi delle due squadre. Al triplice fischio finale applausi per tutti, questo è il calcio che ci piace. Questo è il calcio che riporta gli adulti e i bambini allo stadio. Attraverso questa strada il calcio si può salvare e tornare ad essere ciò che è sempre stato per milioni di italiani: uno svago e un divertimento.
Onore dunque al Vicenza di Pasquale Marino, ma forza Pescara.
Buon campionato a tutti.

Politano e Bjarnason su tutti. Brugman entra e cambia la partita.

7 Politano 7,5

8 Bjarnason 7,5

16 Brugman 7,16

15 Salamon 7

9 Melchiorri 7

6 Fornasier 6,83

24 Selasi 6,66

1 Fiorillo 6,5

32 Memushaj 6,5

11 Zampano 6,16

2 Pucino 6,33

42 Sansovini 6,33

25 Pasquato 6

10 Caprari 6

Massimo Oddo 7,5

Vicenza-Pescara_2 giugno 2015

La Foto della settimana

Un omaggio a Birkir Bjarnason, autentico protagonista della stagione del Pescara. A Vicenza ha segnato la rete del momentaneo vantaggio.

Un Pescara forte e a tratti anche bello vince a Perugia la prima sfida dei play off e conquista la semifinale contro il Vicenza dell’ex Pasquale Marino

La prova generale c’era stata contro il Livorno, annichilito sul piano della determinazione e da un punto di vista tattico. La controprova a Perugia, vittoria in rimonta e passaggio del turno con pochi affanni. Aveva ragione Massimo Oddo, e con lui anche molti tifosi e addetti ai lavori, il Pescara è forte e può battere chiunque.
Se, nella doppia sfida contro il Vicenza, ci dovesse essere anche la terza conferma, potremmo archiviare, definitivamente, il recente passato e pensare solo al futuro.
Massimo Oddo ha vinto dunque la seconda partita consecutiva alla guida dei biancazzurri. Cinque gol realizzati e uno subito. Livorno e Perugia sono ormai alle sue spalle. Adesso tocca al Vicenza dell’ex Pasquale Marino.

Autostima e voglia di vincere
La squadra schierata a Perugia dall’allenatore già campione del mondo a Berlino, è stata una squadra con piena consapevolezza dei propri mezzi e coraggio. Tanto coraggio. Superati quindi due dei limiti che frenavano la squadra e che proprio Oddo aveva sottolineato il giorno della sua presentazione. Non più dunque basso profilo e discussioni su psicologia, ma scelte coraggiose. Non più richieste continue di calciatori per migliorare la qualità della rosa, ma valorizzazione di ciò che già c’è, che è, a detta di molti, il meglio che c’è in giro.

Difesa alta e qualità a centrocampo, la mano di Oddo c’è e si vede
La bella vittoria contro il Perugia ha evidenziato due aspetti, il primo tattico e il secondo tecnico, rilevanti dal mio punto di vista. La difesa alta e dunque la squadra molto corta e raccolta in pochi metri, che ha visto giganteggiare ancora una volta Salamon, e l’utilizzo contestuale di Torreira e Brugman. In particolare il cambio in corsa tra Memushaj e Brugman, oltre ad aver dato una svolta determinate alla partita, l’uruguagio è entrato subito in partita ed è stato utile in fase di possesso e non possesso, ha messo in evidenza la capacità di Oddo di saper leggere la partita, dote importante per ogni allenatore. Così come è da elogiare il suo pragmatismo quando ha indicato le caratteristiche del rigorista.
«Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia…» è sempre Francesco De Gregori che canta, l’interprete per una sera è stato un ragazzo venuto dal nord che non comprendeva la parola “ampiezza”, ma che sa giocare al calcio. Il suo nome è Birkir Bjarnason.
Buon campionato a tutti.

Dopo tre vittorie un pareggio che sa di beffa

Tutti volevano la quarta vittoria consecutiva, ma vittoria non è stata.
All’ultimo giro di lancette dell’orologio il Vicenza dell’ex Pasquale Marino pareggia il conto dei gol e si porta sul 2-2.
Una partita che il Pescara, per quello che si è visto in campo, avrebbe potuto vincere e che invece a pareggiato. Partita dai due volti, primo tempo avaro di emozioni e giocato sotto ritmo, secondo tempo pieno di gol e giocato a un ritmo più accettabile.
I Biancazzurri mostrano ancora una volta quell’incompiutezza che li accompagna dall’inizio del campionato. Ovvero danno sempre la sensazione di poter essere una buona squadra, ma non rendono mai vera fino in fondo questa sensazione.

Sansovini capitano
Contro il Vicenza la fascia di capitano del Pescara è stata indossata da Marco Sansovini, Memushaj era squalificato, e questa è stata la nota più lieta della giornata. Un Sansovini che in questa occasione non si è rivelato infallibile sotto porta, ma che ha dato anche in questa occasione il suo contributo. Questo piccolo evento ha coronato al meglio il ritorno del capitano della squadra di Zeman in riva all’Adriatico. Lo volevano i tifosi, lo voleva lo spogliatoio, lo voleva l’allenatore. Non si può pretendere che “il sindaco” risolva tutte le partite, ma le sue positive prestazioni fanno presagire un buon finale di campionato e rappresentano un buon viatico per tutta la squadra.

Domani la partita verità contro la capolista
La sfida contro il Carpi capolista è una di quelle partita che tutti calciatori vorrebbero giocare. Una sfida che può determinare la svolta decisiva per il campionato del Pescara. Una sfida da vincere per scrollarsi di dosso quel senso d’incompiutezza di cui parlavo in apertura, ma soprattutto perché una vittoria darebbe un senso e un verso diverso al campionato della squadra di Marco Baroni.
In molti pensano che l’obiettivo minimo di questa squadra sia il raggiungimento dei play offa e non potrebbe essere diversamente leggendo i nomi dei calciatori in organico, a questo punto del campionato spetta a Baroni dimostrare di essere un allenatore in grado di trasformare un gruppo dalle buone qualità tecniche in una squadra vincente. Gli ingredienti sembrano esserci tutti ma occorre una scatto in avanti deciso e senza tentennamenti e la partita di domani giunge, forse, nel momento migliore.

Il ritorno al gol di Brugman è la nota migliore della giornata

Le pagelle di Pescara-Vicenza

9 Melchiorri 6,875

16 Brugman 6,625

15 Salamon 6,625

25 Pasquato 6,5

13 Zuparic 6,25

11 Zampano 6,125

1 Fiorillo 6

7 Politano 6

29 Rossi 5,875

42 Sansovini 5,5

10 Caprari 5,375

2 Pucino 4,875

20 Gessa sv

Marco Baroni 6,375

Pescara-Vicenza_7 marzo 2015

Gaston Brugman festeggia il ritorno al gol. Da adesso ricomincia un nuovo campionato per il campione uruguagio del Pescara.

13ª giornata_8 novembre 2014

Siccome la capolista della 12ª, cioè il Carpi, non ha vinto ed e stata raggiunta dal Frosinone, si conferma la media più bassa degli ultimi 10 anni e siccome non si vedono schiacciasassi all’orizzonte aumentano le probabilità che la quota promozione-diretta si fermi ai 75-78 punti. In pratica, per chi sta dietro è come se il campionato iniziasse adesso. Catania, Bari e Pescara dovrebbero cominciare a marciare alla media di 2,25, media standard per chi vuole essere promosso. Traguardo che potrebbe invogliare anche chi non aveva previsto di puntare alla serie A e che adesso si trova già con un bottino pari ad un terzo dei punti necessari. Tradotto, nel mercato di gennaio, se non interverranno scossoni clamorosi, potremmo vederne delle belle.

Continuano ad essere tante le pretendenti ai posti al sole. Nove squadre racchiuse nel giro di appena 5 punti. Difficile cercare di capire adesso chi può davvero aspirare alla serie A da quanto si è visto finora. Il Frosinone è la formazione che maggiormente rispecchia i requisiti necessari: miglior attacco (+ 22) e miglior difesa (- 9). Praticamente sulla stessa linea è il Carpi (+22, -12), non a caso sono insieme al comando. Più o meno sulla stessa falsariga il cammino delle altre, l’eccezione è il Trapani che si mantiene in zona play off pur avendo la difesa più battuta del torneo (- 27).
Cade il tabù dei rigori contro, tutte le squadre li hanno subiti. Le ultime a cedere sono state Modena e Livorno che se li sono visti assegnare a sfavore nell’ultima giornata. Resiste, invece, il primato negativo di Virtus Entella e Ternana che non ne hanno avuto nessuno a favore.
La Virtus Lanciano continua ad essere la squadra meno battuta. Prima vittoria di Pasquale Marino tornato in pista con il Vicenza a distanza di otto mesi dopo l’esonero di Pescara. Ciononostante la squadra veneta continua da avere il peggior attacco della categoria (9) senza neppur aver toccato la doppia cifra. Bologna e Frosinone sono le squadre che hanno vinto di più in trasferta (3), mentre restano 5 (Catania, Varese, Vicenza, Cittadella e Latina) quelle che non hanno mai avuto questa soddisfazione.

A proposito di Pescara, anche Baroni ha cambiato (almeno per un tempo) il suo modulo, cosi siamo arrivati al 60% degli allenatori che hanno modificato il loro sistema tattico iniziale rispetto ad inizio stagione.
Il campionato si conferma molto equilibrato e, soprattutto, combattuto. In campo si lotta tanto che dopo 13 giornate i giocatori espulsi sono stati ben 77, quindi battuto il primato negativo delle stagioni 2007/08 e 2008/09 quando erano state 75.
Il Bari di Mangia ha perso contro la Ternana la terza partita delle ultime quattro disputate, ciononostante i pugliesi agguantano il primo posto nelle classifiche, stilata da Panini Digital, relative al possesso palla, alla supremazia territoriale e al numero di palloni giocati relativa alla tredicesima giornata di campionato. Caputo e compagni però non ne hanno saputo approfittare così come il Livorno di Gautieri che, pur confermandosi la squadra più pericolosa del torneo, non è riuscito a sfondare il muro difensivo del lanciano. Per i labronici si tratta di un caso sfortunato visto che gli amaranto hanno, anche in questa giornata, tirato in porta più di tutte le altre squadre. A completare il quadro per ciò che concerne le statistiche di squadra c’è il Perugia che, ancora una volta, è la squadra più precisa del torneo.

Vicenza-Pescara_17 ottobre 2014

In una partita da dimenticare l’unico aspetto positivo e da salvare è il gemellaggio tra le tifoserie del Pescara e del Vicenza. Un rapporto che sfida il tempo e diventa sempre più stretto.

Una squadra che non c’è

Alla ricerca della squadra perduta
La sconfitta di Vicenza c’informa molto sulla condizione attuale della squadra di Marco Baroni. Tre le problematiche più evidenti che la quarta sconfitta della stagione mette in rilievo: Il Pescara di Marco Baroni non gioca da squadra; Il gioco si basa quasi esclusivamente sulle giocate e la qualità dei singoli; Gli errori individuali si mescolano e confondono con gli errori collettivi.

Quattro mesi di lavoro, ma i frutti non si vedono
Dopo quattro mesi di lavoro il gruppo agli ordini di Baroni non è diventato una squadra. Quattro mesi sono infatti un tempo sufficiente per poter valutare e quindi esprimere un giudizio compiuto ed equilibrato sul lavoro sin qui svolto, e il giudizio non può che essere negativo. Sia in relazione ai risultati conseguiti sul campo sia in relazione alla qualità del gioco espresso. Risultati e qualità del gioco che ovviamente camminano affiancati. La squadra non ha un’identità tattica se non nello schierarsi, formalmente, con una disposizione che prevede 4 difensori, 3 centrocampisti e 3 attaccanti. In assenza di un gioco corale e di una strategia collettiva il gruppo si affida alle giocate dei singoli. Melchiorri, Pasquato e, soprattutto, in questa prima fase della stagione, Matteo Politano. A tutto questo si aggiungo evidenti errori tecnici, Pesoli e Cosic solo per citare due casi, che spesso condizionano anche il risultato della partita.

Serve un’inversione di tendenza, e serve in tempi rapidissimi
Le domande che aleggiano tra i tifosi e gli addetti ai lavori sono semplici: è una questione tecnico-tattica o una questione di mentalità? Ovvero il responsabile è l’allenatore, la cifra tecnica della squadra o è soltanto una questione di tempo? Domande che a Pescara ci poniamo da almeno da tre campionati. Ognuno ha la sua, personale risposta o spiegazione dei fatti. Nel calcio però, come nella vita di tutti i giorni del resto, c’è un metro oggettivo per valutare l’andamento delle cose: leggere i risultati ottenuti e ponderare questi con una valutazioni di merito che vada anche oltre i numeri. La classifica dice che il Pescara ha conquistato 9 punti in 9 partite, pochi, troppo pochi per la società, per i tifosi per la stessa squadra. Punti ottenuti non esprimendo un buon calcio, soprattutto mostrando un’estrema fragilità e una conduzione tecnica che non sembra irreprensibile. Tocca a Marco Baroni portare il Pescara fuori da questa situazione, se ci riesce in breve tempo bene, altrimenti bisogna prenderne atto e cambiare guida tecnica.

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