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La piccola Italia

Leggo con stupore, con molto stupore, elogi esagerati all’Italia di Prandelli per la partita contro l’Inghilterra degli ex calciatori Wayne Rooney e Steven Gerrad.
L’Italia ha vinto e vincere nella partita d’esordio dei mondiali è sempre importante. Su questo sono d’accordo, d’accordissimo. Direi che la vittoria, insieme alle belle prestazioni di Darmian e Sirigu, è certamente un aspetto positivo, per il resto c’è invece poco da stare allegri. La solita Piccola Italia senza grandi slanci, soprattutto incapace di produrre gioco finalizzato alla ricerca del gol.
Prandelli sceglie di giocare con un 3-6-1, anche se la maggior parte dei commentatori continua a scrivere di un fantomatico 4-1-4-1, una squadra piena, zeppa, di centrocampisti e di calciatori fuori ruolo. Una scelta che evidenzia l’insicurezza e le paure dell’allenatore che, evidentemente, non è sicuro della forza della sua squadra. Una rosa assemblata con tanti esterni, Cerci, Candreva, Insigne e lo stesso Cassano, e che, paradossalmente, gioca senza esterni.
Se fossi stato alla conferenza stampa post partita avrei rivolto queste domande a Cesare Prandelli. Perché ha convocato quattro esterni e non schiera nessuno in quel ruolo? Perché ha scelto di far giocare fuori ruolo Marchisio, Candreva e Verratti?
È stato evidente a tutti che fino a quando Marchisio è stato costretto a giocare con le spalle alla porta non ha fatto una bella figura. Alla prima occasione in cui ha avuto la possibilità di puntare l’avversario e cercare la porta, l’Italia è passata in vantaggio.
Stessa, identica, riflessione si può fare sull’utilizzo di Candreva. Il suo impiego in mezzo al campo ne limita notevolmente le potenzialità, in quel ruolo è un calciatore qualunque. Ogni volta invece che è riuscito a liberarsi dalle indicazioni tattiche dell’allenatore e a guadagnare la linea dell’out ha sempre creato pericoli alla difesa inglese. E proprio in una di queste occasioni è nato il secondo gol degli azzurri.
Infine che senso ha far giocare Marco Verratti in una posizione in cui può fare al massimo passaggi in orizzontale di 20 cm? Per svolgere questo compito c’è De Rossi che ha costruito la sua immeritata fortuna su questo modo sparagnino di giocare, al massimo si può utilizzare Thiago Motta. Mortificare il talento cristallino di Verratti facendogli svolgere il “compitino” non ha senso, tanto vale non farlo giocare e aspettare che Pirlo decida di dedicarsi ad altro.
Male, malissimo, la difesa, eccezion fatta per Sirigu e Darmian, ma in questo caso Prandelli non ha nessuna responsabilità. Il livello tecnico è basso e, probabilmente il tecnico di Orzinuovi ha convocato il meglio che il calcio italiano offre in questo momento. Paletta però, nelle prossime partite, potrebbe risparmiarcelo.
E infine Mario Balotelli. Ha giocato poco e male, ma ha segnato il gol della vittoria. Da qui a valutarlo come il migliore in campo racconta, ancora una volta, della faziosità e incompetenza di molti commentatori. Soprattutto al triplice fischio finale ha sentito, irrefrenabile, la voglia di lasciare il segno a modo suo. Rivolgendosi alla prima telecamera disponibile ha mimato il due a uno e ha fatto cenno di fare silenzio. I media inglesi hanno interpretato questo gesto come un’offesa nei confronti della nazionale in maglia bianca.
Non so se volesse deridere gli inglesi o chi altri, certo è stato un gesto incomprensibile ai più del quale nessuno avvertiva il bisogno. Una persona così non l’avrei nemmeno convocata.
Adesso si volta pagina e si pensa alla prossima partita. Per fortuna al campionato del mondo le partite sono ravvicinate e dunque c’è sempre la possibilità di ribaltare prestazioni e giudizi. In fondo il bello del calcio è proprio questo: non sempre è una scienza esatta.

Sull'autore: Oscar Buonamano

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