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Archivio per 25/05/2026

L’Inter la più forte, Gasperini il miglior allenatore

L’Inter vince uno dei più brutti campionati italiani di sempre. Non tanto per l’equilibrio della classifica, quanto per il livello medio espresso dalle squadre di vertice: poche identità di gioco riconoscibili, qualità tecnica inferiore rispetto ai principali campionati europei e una continuità di rendimento quasi assente in tutte le big. La squadra nerazzurra di Milano sarà la squadra da battere anche il prossimo anno così come lo è stata negli ultimi cinque anni. Chivu è stato bravo a gestire un gruppo di calciatori forti che avevano vinto poco rispetto alle loro potenzialità. Per capire fino in fondo che tipo di allenatore sarà, bisognerà vederlo in un contesto più competitivo. La stagione dell’allenatore di Reșița è stata molto positiva e merita un voto alto.

Il Napoli si classifica al secondo posto e consolida la sua permanenza stabile nelle zone altissime della classifica del campionato italiano. Il fuoriclasse del Napoli è il suo presidente, Aurelio De Laurentiis, che in questi anni ha dimostrato di aver maturato una conoscenza del mondo del calcio che gli consente di primeggiare tra squadre più blasonate e, potenzialmente, più ricche della sua. Conte in due stagioni ha vinto uno scudetto, una coppa e si è classificato al secondo posto confermando di essere un allenatore vincente. Il modo e le motivazioni con le quali ha comunicato la fine del suo rapporto di collaborazione con il Napoli sono però risibili e confermano che è difficile, se non impossibile, costruire qualcosa di duraturo con lui in panchina.

La Roma di Gian Piero Gasperini si classifica al terzo posto e conquista la qualificazione in Champions League. Gasperini ha fatto un lavoro egregio con una squadra che, ai nastri di partenza, non godeva del favore di pronostici. Non era affatto scontato e ha posto le basi, a patto che la società rafforzi qualitativamente la rosa dei calciatori a sua disposizione, per un futuro roseo. Dal mio punto di vista il miglior allenatore della Serie A in questa stagione. Claudio Ranieri, che ha avuto il merito di portare Gasperini a Roma, ha scelto di uscire di scena in modo discutibile, disperdendo i grandi meriti acquisiti prima sulla panchina e poi da dirigente della Roma.

Il Como di Cesc Fàbregas e di proprietà dei fratelli indonesiani Robert e Michael Hartono, tra gli uomini più ricchi del mondo, ha sovvertito tutti i pronostici e si è classificata al terzo posto a pari merito con la Roma qualificandosi per la prima volta nella sua storia per una competizione europea entrando dalla porta principale, ovvero quella della Champions League. Il Como ha la miglior difesa del campionato con 29 gol subiti e il secondo miglior attacco con 65 gol realizzati: chapeau. Una squadra giovane e forte, costruita con competenza nella scelta e nell’acquisto dei calciatori. Il Como rappresenta un modello moderno e vincente, ma pone anche una domanda sul futuro del calcio italiano e sulla sua identità.

Le due grandi delusioni dell’anno sono il Milan e la Juventus.

Il Milan ha espresso un calcio brutto da vedere e non propositivo, caratteristiche tipiche del suo allenatore, e non ha costruito nulla che possa essere traghettato per il prossimo campionato. Occorre un cambio di rotta totale: dirigenza, guida tecnica e parco calciatori.

La Juventus, che ha come mantra «l’unica cosa che conta è vincere» finisce il campionato in una posizione deludente fuori dalla competizione che più conta nel calcio mondiale, la Champions League. Ha cambiato allenatore a stagione in corso e da quando è arrivato Spalletti la squadra ha mostrato segni di ripresa che non sono stati sufficienti per finire al meglio la stagione agonistica. La Juventus almeno sembra avere un’idea. Il Milan, oggi, neppure quella.

Negli ultimi tre anni i migliori calciatori del torneo sono stati Khvicha K’varatskhelia nel 2023, Lautaro Martínez nel 2024 e Scott McTominay nel 2025. Quest’anno Federico Dimarco, calciatore affidabile e moderno ma non certo appartenente all’élite mondiale del ruolo. È anche da dettagli come questo che si misura il ridimensionamento tecnico della Serie A rispetto agli altri grandi campionati europei.

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