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Finalmente Sforzini…sul podio dei migliori anche Salviato e il solito Brugman

Le pagelle di Spezia-Pescara

22 Ivan Pelizzoli_7
Lo Spezia, pur esercitando una pressione notevole e per tutta la durata della gara, si rende pericoloso in due occasioni, in entrambe il portiere biancazzurro si mostra sicuro ed efficace.

6 Luciano Zauri_6,5
Fronteggia un avversario molto più giovane di lui e in una condizione precaria per via dell’infortunio subito quindici giorni fa. Disputa una buona gara con un paio di interventi, nettamente, sopra la media.

21 Raffaele Schiavi_5
Nelle occasioni in cui lo Spezia si rende pericoloso, ma anche in altre in cui l’azione dei liguri non ha avuto esito positivo, si fa trovare impreparato. Tonico e reattivo nell’uno contro uno, meno incisivo e determinante sulle palle alte e più in generale sulle situazioni di gioco con palla da fermo.

15 Antonio Bocchetti_5
Insieme al suo compagno di reparto, Schiavi, non disputa una partita impeccabile. È vero che il Pescara non prende gol per la seconda partita consecutiva, ma ciò è accaduto per puro caso perché in almeno due occasioni la difesa biancazzurra appare non all’altezza del compito.

3 Simone Salviato_7
Il migliore in campo per corsa, applicazione tattica e qualità. Vederlo correre sulla fascia e crossare riconcilia con il gioco del calcio sempre più avaro di interpretazioni tecnico tattiche adeguate. Indubbiamente uno dei migliori acquisti del Pescara in questa stagione.

33 Dario Zuparic_7
Ancora un’ottima prestazione per Dario Zuparic. Alla quantità in questa occasione abbina anche molta qualità. Da un paio di suoi spunti nascono interessanti azioni di ripartenza per il Pescara. La sua crescita appare continua e positiva.

16 Gaston Brugman_7
Anche nella terra dei cantautori si conferma essere la luce del centrocampo del Pescara e l’ispiratore di tutte le manovre offensive della squadra. La maturità tattica acquisita unita a una capacità di essere sempre un riferimento per i compagni lo rende il protagonista assoluto della stagione dei biancazzurri.

29 Andrea Rossi_5,5
Anche nella giornata positiva del Pescara, Rossi non “morde”. Svolge in maniera ordinata il compito che gli viene assegnato, ma non va mai oltre. Si propone con meno continuità del suo compagno di reparto e, in alcune occasioni compie errori grossolani per un calciatore esperto come lui.

7 Matteo Politano_6.5
Quando Cosmi lo richiama in panchina mostra di non gradire molto la sostituzione pur mantenendo un atteggiamento positivo. Disputa una buona partita sia da un punto di vista tattico sia da un punto di vista della vigoria fisica. Può essere una delle frecce più pericolose nell’arco di Serse Cosmi in questo finale di campionato.

32 Nando Sforzini_7
Merita la copertina per il bel gol realizzato e che consegna tre punti importantissimi al Pescara. Corre e lotta su ogni pallone fino a quando resta in campo. È ormai un calciatore recuperato da un punto di vista fisico, ma soprattutto è perfetto per il gioco che ha in mente il nuovo allenatore.

27 Antonino Ragusa_6
Al rientro dopo il turno di squalifica si riprende la maglia da titolare che gli appartiene. Non disputa una partita indimenticabile, ma lotta su ogni pallone e si rivela, una volta di più, prezioso da un punto di vista tattico.

28 Andrea Bovo_6
Serse Cosmi gli concede uno spezzone di partita nella terra in cui si è affermato come calciatore. Rimpiazza Matteo Politano e svolge con diligenza il ruolo che gli affida l’allenatore.

46 Giuseppe Mascara_sv

19 Pippo Maniero_sv

Serse Cosmi_7
Sette punti su nove disponibili conquistati e una squadra tonica e più cosciente delle proprie possibilità sono il bilancio delle prime settimane del lavoro di Serse Cosmi a Pescara. C’è ancora molto da lavorare, come sottolinea lo stesso tecnico umbro, ma Cosmi sta dimostrando di essere un allenatore in grado di cambiare l’assetto tattico di una squadra ottenendo risultati importanti.

Continua a brillare la stella di Brugman. Con lui Politano, Salviato, Zuparic e Pelizzoli guadagnano un 7

Le pagelle di Pescara-Cesena

22 Ivan Pelizzoli_7
Inoperoso per tutta la partita si guadagna lo stipendio e il voto in pagella parando il rigore di Gagliardini che avrebbe potuto riaprire la partita.

6 Luciano Zauri_6,5
Con il rientro dell’abruzzese Zauri la difesa acquista sicurezza e non concede nulla ai pur temibili attaccanti del Cesena, Succi e Marilungo.

21 Raffaele Schiavi_6
Una partita tranquilla e senza errori, ma anche senza azioni degne di essere ricordate.

15 Antonio Bocchetti_6
Un nuovo gettone di presenza per Antonio Bocchetti che dimostra, partita dopo partita, di essere calciatore importante per questa squadra.

3 Simone Salviato_7
Buona partita, la migliore disputata fino a oggi, per il nuovo esterno del Pescara. Spinge per tutta la gara e dal suo piede parte la palla che consente a Politano di mettere al sicuro il risultato. Con il rientro del capitano, Antonio Balzano, potrebbe formare la coppia ideale di esterni per provare a risalire la classifica.

33 Dario Zuparic_7
Torna a centrocampo Zuparic e il Pescara ritrova, come d’incanto, gol, vittoria e un buon assetto tattico. Sta conquistando sul campo e con prestazioni positive la palma di calciatore “ovunque” dei biancazzurri.

16 Gaston Brugman_7
Esce per un leggero infortunio quando la partita è ormai al sicuro. Tra tutti i cambiamenti che la squadra ha subito in questo campionato, schemi e uomini, con Ragusa, è l’unico punto fermo e insostituibile della compagine biancazzurra.

29 Andrea Rossi_5
Non riesce ad esprimere, nemmeno nella giornata che segna il ritorno alla vittoria per il Pescara, quello che ci si aspetta da lui. Svolge il suo compito senza particolari sbavature, ma senza neanche un acuto.

7 Matteo Politano_7
Sesta rete per il gioiellino scuola Roma che si riprende la maglia di titolare, lasciata temporaneamente nella trasferta di Avellino, e dimostra al nuovo allenatore che questo Pescara non può fare a meno delle sue giocate.

32 Nando Sforzini_5,5
Gioca la seconda partita consecutiva e questa è la notizia più importante per i dirigenti e l’allenatore. Lotta su tutti i palloni, ma come nella partita di Avellino sbaglia clamorosamente e a pochi passi dalla porta avversaria un gol facile facile.

8 Gianluca Caprari_6,5
Si guadagna la maglia da titolare anche per la bella rete del pareggio realizzata in Irpinia e non tradisce le attese. Disputa una buona partita fino a quando cede il passo a Cutolo al 14° della ripresa.

11 Aniello Cutolo_5,5
Cosmi gli regala mezz’ora di partita a risultato acquisito. Lui ci mette impegno e buona volontà, ma non sono sufficienti per lasciare il segno.

18 Giuseppe Rizzo_sv

28 Andrea Bovo_sv

Serse Cosmi_7
Due partite, contro Avellino e Cesena che non sono proprio le ultime della classe, e quattro punti in cascina. Si presenta bene Serse Cosmi. Il gioco lascia a desiderare, ma nessuno a Pescara, in questo periodo del campionato, chiede frizzi e lazzi. Servono punti e Cosmi, su questo aspetto, non tradisce le attese.

Due partite, quattro punti conquistati. Il campionato può ricominciare…

Il Pescara batte il Cesena e riapre il suo campionato
Dopo il pareggio di Avellino giunge la vittoria contro il Cesena e diventano quattro i punti conquistati in due giornate dalla squadra di Serse Cosmi. Una partita, quella vinta dai biancazzurri contro i romagnoli, che riporta tranquillità e ossigeno a una squadra che nel 2014 non aveva conquistato nessun punto.
L’allenatore umbro cambia modulo e schiera il Pescara con un 3-4-2-1 soprattutto per potere utilizzare contemporaneamente Caprari e Politano. La scelta si è rivelata vincente non solo per il risultato conquistato sul campo, bisogna in ogni caso ricordare che il Cesena si è presentato in Abruzzo largamente rimaneggiato schierando tra i pali il quarto portiere, ma per la tranquillità che hanno mostrato i due baby scuola Roma. Una partita giocata a un ritmo basso che ha consentito ai ragazzi di Cosmi di proseguire sulla strada di una ritrovata autostima, smarrita con le troppe sconfitte subite negli ultimi tempi.

A Cosmi la società aveva chiesto di rivitalizzare il Pescara e il tecnico umbro c’è riuscito
Forse sono troppo poche due partite per scrivere che Cosmi ha rivitalizzato davvero il Pescara, però se il Pescara può guardare con occhi diversi al futuro prossimo lo deve ai quattro punti conquistati contro Avellino e Cesena, due protagoniste assolute del campionato cadetto.
Cosmi è arrivato in punta di piedi, non ha parlato male del suo predecessore, anzi ne ha valorizzato il lavoro, e si è concentrato sul dialogo con i suoi nuovi calciatori. Ha cercato di capire le ragioni di ognuno e ha saputo rimotivare tutti. Il suo refrain è stato e, possiamo esserne certi, sarà: giochiamo le partite che mancano come se stessimo disputando un altro campionato, e alla fine tireremo le conclusioni. Il secondo punto che ha precisato, nel chiuso dello spogliatoio, è che tutti i calciatori devono sentirsi sullo stesso piano perché il sabato giocherà chi si sarà allenato meglio durante la settimana. Da questo punto di vista ha già vinto la sua battaglia perché la squadra sembra aver recepito bene il suo messaggio.

Le prossime tre gare possono dire molto, non tutto, sul futuro del Pescara
Spezia fuori casa, Palermo in casa e il Latina ancora in trasferta possono dire molto sul futuro dei biancazzurri. Dovesse uscire imbattuto da questo piccolo tour de force si potrebbe guardare al futuro con molto ottimismo. Il discorso vale a prescindere dai punti in palio perché non perdere contro la capolista e in altre due trasferte contro squadre che lottano per il tuo stesso obiettivo sancirebbe il ritorno del Pescara nella cerchia ristretta di chi compete per la serie A. L’obiettivo è molto ambizioso perché quando una squadra costruita per vincere non riesce a conquistare sul campo ciò che la critica gli assegna in linea teorica, nella maggior parte dei casi la stagione finisce con un fallimento. Fallimento che in alcuni casi assume le sembianze della retrocessione. È già successo e succederà ancora. Sarà dunque interessante seguire gli sviluppi del campionato della squadra di Serse Cosmi, anche perché l’allenatore umbro si gioca un fetta della sua credibilità presente e futura.

Caprari, Brugman e poco altro…

Le pagelle di Avellino-Pescara

22 Ivan Pelizzoli 5
Ritrova la maglia da titolare, ma non la forma campionato. Sostanzialmente inoperoso per tutta la durata della partita è chiamato a non più di due interventi di ordinaria amministrazione. In occasione del gol resta immobile come una statua di sale all’interno dell’area piccola. Insufficiente.

33 Dario Zuparic_5,5
Non era facile giocare su un terreno che somigliava più a una risaia che a un campo di calcio. Gioca con grande determinazione e concentrazione chiudendo i buchi che, da un po’ di settimane, gli lascia come regalo il suo compagno di reparto Raffaele Schiavi.

21 Raffaele Schiavi_5
Si sta rivelando un calciatore normale, apparentemente forte, ma con notevoli responsabilità in quasi tutti i gol che subisce la sua squadra. Anche al “Partenio-Lombardo” di Avellino molti errori e, soprattutto, statua di sale come Pelizzoli, in occasione del gol del vantaggio irpino.

15 Antonio Bocchetti_5,5
È l’uomo buono per tutte le stagione. Disputa una buona partita con qualche errore di troppo, ma risulta essere il migliore del suo reparto. Si trova a proprio agio anche nel ruolo di capitano.

3 Simone Salviato _5
Gioca una partita concreta, senza grosse sbavature. Si fa notare soprattutto per un paio di rinvii da calcio anni Settanta. Si è in attesa del miglior Salviato.

18 Giuseppe Rizzo_5
Ancora una partita incolore per il centrocampista siciliano che non riesce a disputare una partita oltre la sufficienza.

16 Gaston Brugman_6,5
Nel grigiore generale della partita per fortuna che c’è il piccolo uruguagio che con una grande giocata inventa e indica a Caprari la via del gol.

28 Andrea Bovo_5
Quando il calcio si vedeva in tv solo in bianco e nero i telecronisti avevano coniato un termine per i calciatori come Bovo: «svolge un lavoro oscuro». In questo caso si potrebbe chiosare, tanto oscuro da non riuscire a vederlo.

27 Antonino Ragusa_5
Gioca una buona partita nel nuovo ruolo che il neo allenatore biancazzurro gli assegna: terzino sinistro. Non ha ancora il passo del terzino, ma il ragazzo è bravo e si farà…

19 Pippo Maniero_5
Una prova insufficiente anche per Pippo Maniero che non riesce a lasciare nessun segno sulla partita. Esce per far posto a Caprari che, al contrario, lascerà un segno indelebile sulla gara.

32 Fernando Sforzini_5
In molti a Pescara aspettavano il ritorno in campo di Sforzini come titolare della maglia di prima punta. Il suo ritorno è stato molto deludente sia per la forma fisica che non sembra essere la migliore possibile, sia per l’apporto tecnico che porta in dote alla squadra. Decisamente insufficiente.

8 Gianluca Caprari_6,5
Nei pochi minuti in cui gioca si fa trovare per due volte nella posizione giusta per trasformare in rete gli assist dei suoi compagni di squadra. Nel primo caso arriva in ritardo e con il piede sbagliato. Nel secondo si dimostra calciatore di razza e regala il primo punto del 2014 al Pescara.

20 Matti Lund Nielsen_sv

11 Aniello Cutolo_sv

Serse Cosmi_5
La prima di Serse Cosmi sulla panchina del Pescara porta in dote un punto ai biancazzurri. Le scelte dell’allenatore umbro, legittime, sono però molto discutibili. La squadra non riesce ad esprimere nulla, il primo tiro in porta arriva alla fine della partita, da un punto di vista del gioco tantomeno da un punto di vista fisico. Mancano 15 partite alla fine della stagione, vedremo cosa sarà capace di fare da qui alla fine del campionato.

La prima di Serse Cosmi porta in dote un punto. Il bel calcio può attendere…

Contro l’Avellino il Pescara conquista il primo punto del 2014
In un campo al limite della praticabilità i biancazzurri conquistano il primo punto del 2014 e interrompono la serie negativa che era iniziativa nell’ultima partita del 2013 contro l’Empoli di Tavano e Maccarone.
Una brutta partita con pochissime conclusioni nello specchio della porta da parte di entrambe le squadre. L’Avellino ha esercitato una maggiore pressione in virtù di una migliore condizione fisica, ma questo non è servito agli irpini per conquistare l’intera posta in palio.
Il Pescara ha giocato per lunghi tratti della partita con tutti gli uomini dietro la linea della palla rinunciando a qualunque tentativo di rilanciare l’azione. Quando è passato in svantaggio è riuscito a creare tre potenziali palle gol in pochi minuti. Questo vuol dire che si poteva provare a giocare la partita anche prima del novantesimo.

Le scelte tecniche di Serse Cosmi, legittime, ma discutibili
Il nuovo allenatore dei biancazzurri, arrivato a Pescara dopo il fallimento tecnico della gestione Marino, si presenta con scelte, legittime, ma molto discutibili.
Quattro i cambiamenti proposti. Il primo riguarda il modulo di gioco. Si passa dal 4-3-3 e dal 3-4-3 al modulo più utilizzato dagli allenatori italiani, il 3-5-2. Il secondo riguarda il portiere, sceglie Pelizzoli e manda in panchina Belardi, il terzo riguarda l’utilizzo di Antonino Ragusa come terzino sinistro e infine sceglie di utilizzare due punte centrali, Maniero e Sforzini, con l’esordio stagionale dal primo minuto per l’attaccante di Tivoli. Dopo sei sconfitte consecutive tutti si attendevano dal nuovo allenatore scelte in discontinuità con il passato più recente e dunque sono stati accontentati.
Mi chiedo però quale sia la logica che ha partorito queste scelte se queste prevedono l’esclusione o il riposizionamento dei migliori calciatori della rosa.
Belardi, Brugman, Ragusa e Politano sono i calciatori del Pescara con il miglior rendimento e dunque perché è stato spedito in panchina? Stesso discorso si potrebbe fare per Matteo Politano, autore tra le altre cose di 5 gol. Ragusa è l’unico dei quattro che mantiene il posto in squadra anche perché non ha sostituti in rosa nel suo ruolo. Infine Ragusa viene schierato come terzino sinistro, una scelta quest’ultima che chiunque ami il gioco del calcio non può accettare, a prescindere dalle motivazioni.

«L’obiettivo del Pescara è lo stesso, identico, d’inizio stagione», ipse dixit
Serse Cosmi nella conferenza stampa di presentazione ha detto che gli obiettivi del Pescara non cambiano, ovvero si punta ai play off. Mancano quindici partite alla fine del campionato e il Pescara ha conquistato fino a oggi 35 punti. Si trova a sette punti dal sogno play off e a sette dall’incubo play out. Tutto può ancora succedere, anche se le partite diventano sempre meno e ogni errore compiuto può diventare fatale.
Il Pescara visto ad Avellino non è in grado di competere per la serie A, tocca dunque a Serse Cosmi trovare i giusti accorgimenti per invertire la rotta. È stato assunto con questo compito e su questo sarà giudicato.

Si salvano in pochi, Brugman il migliore ancora una volta

Le pagelle di Bari-Pescara

25 Emanuele Belardi_6
Non ha responsabilità sul gol del Bari, per il resto ordinaria amministrazione per un portiere abituato a grandi interventi.

6 Luciano Zauri _sv
Gioca uno scampolo di partita perché costretto ad uscire per un brutto infortunio.

21 Raffaele Schiavi_5
Nel momento più importante della partita, l’azione che porta al gol i padroni di casa, perde per strada il centravanti dei biancorossi pugliesi e regala la vittoria al Bari.

15 Antonio Bocchetti_6
Anche l’esperto Bocchetti riscatta la brutta prestazione offerta contro il Varese e sfodera una buona prestazione per quantità e qualità.

14 Antonio Balzano_6
Partita ampiamente sufficiente per il capitano che anche in occasione della sesta sconfitta consecutiva può uscire a testa alta dal campo.

28 Andrea Bovo_5
Disputa una partita anonima da tutti i punti di vista. Né incontrista tantomeno mezzala. Il risultato è che Brugman è costretto a giocare da solo in mezzo al campo.

16 Gaston Brugman_6,5
Il migliore in campo dei suoi per lucidità, quantità e qualità. Quando imbecca Antonino Ragusa, nell’azione che precede il vantaggio del Bari, sembra più Gianni Rivera che un giovane uruguagio.

29 Andrea Rossi_5
Ancora una volta impalpabile la sua presenza in campo. Non sembra essere in grado di dare una svolta alla sua stagione

7 Matteo Politano_5
Entra nel vivo del gioco, a modo suo, una sola volta al 9° del secondo tempo quando, palla al piede, percorre tutto il campo superando in dribbling un paio di avversari per poi sbagliare clamorosamente la conclusione a rete.

19 Pippo Maniero_5
Forse la peggior prestazione della stagione per Pippo Maniero. Impacciato e spesso in ritardo non offre il contributo necessario alla causa dei compagni.

27 Antonino Ragusa_5
Per la seconda volta consecutiva Ragusa non fornisce una prestazione adeguata alla sua qualità. Al 28° del secondo tempo imbeccato da Brugman s’invola verso la porta avversaria, ma calcia malamente tra le braccia del portiere.

33 Dario Zuparic_6
Una buona gara per il giovane Dario che veniva da alcune prestazioni largamente insufficienti. Salva la porta del Pescara in almeno due occasioni con interventi perfetti per tempismo ed efficacia

11 Aniello Cutolo_sv
Gioca troppo poco per poter essere giudicato.

32 Nando Sforzini_sv
Anche per Sforzini vale lo stesso discorso fatto per Cutolo.

Pasquale Marino_4,5
La sesta sconfitta consecutiva è fatale per Pasquale Marino che alla fine della partita viene esonerato e dunque lascia la panchina del Pescara. Una storia sportiva iniziata sotto i migliori auspici e finita nel peggiore dei modi e come, probabilmente, nessuno si sarebbe aspettato.

Dentro Serse Cosmi, fuori Pasquale Marino, la scelta del Pescara per risalire la china

La sesta sconfitta consecutiva decide il futuro di Marino
È stato dunque di nuovo il Bari a decidere la sorte di Pasquale Marino. Era già successo in passato e la storia si è ripetuta. Un Pescara svogliato e senza grinta, soprattutto nel primo tempo, perde la sesta partita consecutiva e la società decide di esonerare l’allenatore siciliano che tanto entusiasmo aveva riportato in città.
Come non ricordare infatti la sua presentazione al porto turistico di Pescara, i canti e i proclami d’inizio stagione? Un precampionato partito con i botti, bel calcio e risultati, poi le prime avvisaglie di ciò che sarebbe successo in questo disastroso inizio di 2014. La squadra ha perso strada facendo tutto quello che di buono era riuscita a fare nella parte centrale del girone di andata. Il bel gioco è diventato un pallido e sbiadito ricordo e anche la classifica è diventata diversa, più anonima, forse, non consona alla caratura tecnica di questa rosa.
Si è giunti così all’esonero dell’allenatore. I dirigenti hanno preso questa decisione solo dopo la sesta sconfitta consecutiva, concedendo all’allenatore siciliano molte opportunità.

Si chiude l’era Marino e si apre l’interregno di Serse Cosmi
Il Pescara volta pagina e sulla panchina dei biancazzurri siede oggi Serse Cosmi, ritenuto da tutto l’ambiente, società, tifosi, addetti ai lavori, uomo capace di risollevare e mettere sul binario giusto il campionato degli abruzzesi.
E Cosmi, fin dal primo allenamento, non ha tradito le attese. Subito pallone per i calciatori che dopo vari esercizi a centrocampo e sempre con la palla tra i piedi, hanno disputato la prima partitella in famiglia.
Cosmi a bordo campo si sbraccia e da indicazioni. «Accorcia», «vicino, vicino», chiede ai suoi giocatori di aiutarsi in campo. Di non lasciare mai solo un compagno in possesso di palla. Poca teoria e molta pratica. Una sorta di “Tiki taka” alla umbra. Palla corta e pedalare, si sarebbe detto in un tempo altro.

«Gli obiettivi restano gli stessi d’inizio campionato»
E nella conferenza stampa di presentazione mette in chiaro, fin dal primo momento, che gli obiettivi restano gli stessi d’inizio stagione. Sedici partite per centrare i play off, senza se e senza ma. Un inizio all’attacco dunque, senza fare melina, ma parlando guardando, dritto, negli occhi l’interlocutore. Serviva una persona di questa vaglia in momento così difficile del campionato. Il primo esame, Serse Cosmi, lo ha superato a pieni voti, adesso però c’è il campo e sul campo gli avversari. Basta aspettare pochi giorni perché sabato è già campionato. Benvenuto a Pescara, Serse.

Belardi su tutti, poi Brugman e Maniero

Le pagelle di Pescara-Varese

25 Emanuele Belardi_6,5
Al 37 del primo tempo timbra il cartellino su un gran tiro di Di Roberto e di ripete in almeno altre due occasioni. Il migliore in campo dei biancazzurri, è certamente una delle note positive della stagione.

3 Simone Salviato _5
Una partita strana quella di Salviato, alterna buone cose ad altre meno buone. Soprattutto si fa ammonire e salterà, per questo, la trasferta di Bari. La sua prova è insufficiente.

33 Dario Zuparic_4,5
Un autentico disastro, da due errori consecutivi, sul primo rischia anche l’espulsione diretta, nascono le occasioni più ghiotte per il Varese. Continua il suo periodo difficile. Sarebbe il caso di concedergli qualche turno di riposo.

15 Antonio Bocchetti_4,5
Con Zuparic forma la coppia meno assortita di centrali di tutta la rosa del Pescara. In ritardo su molti palloni, costringe Balzano a un super lavoro in fase di copertura. Più a suo agio nel ruolo di esterno basso.

14 Antonio Balzano_6
Una buona prestazione quella del capitano inficiata dalla quinta sconfitta consecutiva. Corre e lotta su ogni pallone e rimedia ad alcuni errori della coppia centrale.

28 Andrea Bovo_5
Parte bene, ma poi si spegne man mano che la partita entra nel vivo. Utile nei movimenti senza palla poco convincente come incontrista e più in generale in fase di non possesso.

16 Gaston Brugman_6,5
Contende la palma del migliore in campo a Emanuele Belardi. Una partita ordinata in cui si mette in evidenza oltre che nella fase di possesso anche nella fase di non possesso. Predica, purtroppo, nel deserto.

18 Giuseppe Rizzo_5
Partita inconsistente. Non entra mai nel vivo del gioco, piuttosto tende a nascondersi. Non incide, soprattutto sembra un corpo estraneo alla squadra.

7 Matteo Politano_5
La sua solita partita con alti e bassi, discontinua. Quando ha la palla tra i piedi delizia la platea e aiuta la squadra, ma si assenta troppo spesso dal gioco.

10 Mahamadou Samassa_sv
Sembrava essere partito bene, ma dopo una ventina di minuti è costretto ad uscire per un problema muscolare che, probabilmente, lo terrà lontano dai campi di calcio per almeno un mese.

27 Antonino Ragusa_5
Non è il solito Ragusa, prova ad innescare la quarta in più di un’occasione, ma non è la sua giornata. Il Pescara attuale non può fare a meno del suo contributo.

19 Pippo Maniero_6
Inizialmente il tecnico gli preferisce il nuovo arrivo Samassa, ma, quando il compagno di squadra esce per infortunio, si riprende il ruolo di titolare che gli spetta di diritto per la capacità realizzativa che sta dimostrando durante tutto il corso del campionato.

8 Gianluca Caprari_5
Entra in campo quando la partita è compromessa.  Anche lui, come i suoi compagni di squadra è incapace, in questa fase della stagione, di «buttare il cuore oltre l’ostacolo».

Aniello Cutolo_sv
Entra negli ultimi dieci minuti di partita e sostituisce il migliore in campo. Nessuno si è accorto della sua presenza in campo.

Pasquale Marino_4,5
Giunge anche la quinta sconfitta consecutiva per il Pescara e per Marino non si preannunciano tempi buoni. Nella conferenza stampa post partita l’allenatore riconosce le difficoltà della squadra e di tutto il gruppo, da l’impressione di essere ancora il leader del gruppo.

Il Pescara del 2014 sa solo perdere

Contro il Varese si ripete il penoso spettacolo delle ultime partite
Contro i lombardi allenati da Carmine Gautieri si rivede il Pescara di questi ultimi tempi. Una squadra senza furore agonistico e senza grinta che alla prima occasione prende gol e non è capace di risalire la china.
Una squadra svogliata, incapace di giocare con continuità e profitto, soprattutto una squadra che allontana gli amanti del gioco del calcio dallo stadio.
La sconfitta contro il Varese, la quinta consecutiva, prima ancora che una sconfitta sul piano tecnico-tattico è stata una sconfitta sul piano mentale. Troppo diverso è stato l’atteggiamento delle due squadre in campo. Il Varese infatti, pur non dimostrando niente di straordinario, ha evidenziato una volontà che non avevano i calciatori del Pescara. Troppo svogliati per essere vincenti. Troppo assenti per essere protagonisti.

E adesso che tipo di campionato ci si può aspettare da una squadra così?
Dopo la sconfitta contro il Varese, il Pescara scivola verso una posizione di classifica sempre più anonima ed è difficile ipotizzare, in questi giorni di sconfitte, quale potrà essere il futuro prossimo di questa squadra. Gli obiettivi prefissati all’inizio della stagione avevano nei play off l’ambito premio. Se il campionato terminasse oggi il Pescara non centrerebbe quell’obiettivo. Tocca dunque a Pasquale Marino, in misura maggiore rispetto ad altri, fare in modo che la stagione si concluda con il conseguimento degli obiettivi prefissati. La società gli ha rinnovato la fiducia anche perché la squadra sembra essere tutta dalla sua parte. Il tecnico siciliano ha le competenze e l’esperienza giusta per uscire da questa crisi, di gioco e di risultati, e riportare il Pescara in una posizione in classifica più consona al suo blasone e alla sua attuale caratura tecnica, ma deve fare in fretta.

Le trasferte di Bari e Avellino decisive per il Pescara e per l’allenatore
Le prossime due partite saranno decisive per stabilire il reale valore della squadra, ma anche il futuro dell’allenatore. In Puglia e in Campania il Pescara deve ottenere due risultati positivi perché il tempo degli esperimenti o delle titubanze è terminato. Il gruppo deve, finalmente, diventare una squadra e deve farlo in questi giorni. Se non si coglie questa opportunità potrebbe essere troppo tardi. Troppo tardi per i calciatori, troppo tardi per l’allenatore. Soprattutto troppo tardi per il Pescara.

In Calabria si spegne la luce per il Pescara

Il Crotone infligge la quarta sconfitta consecutiva ai biancazzurri
La squadra di Massimo Drago ammirata contro il Pescara di Pasquale Marino è sembrata, a tratti, la squadra vincente di Zeman. Squadra corta che ripartiva velocissima con triangolazioni belle da vedere e molto efficaci contro le quali nulla hanno potuto Schiavi & company. Troppo veloci i calabresi, in grado di giocare un calcio che non lascia tempo agli avversari di organizzare una difesa adeguata, soprattutto in grado di arginare le incursioni degli esterni. L’azione del secondo gol dei calabresi è stata l’esatta fotografia del match. Da una parte una squadra che cerca la porta avversaria e il gol attraverso un gioco studiato a memoria e con una velocità di esecuzione contro la quale gli avversari hanno poco da opporre. Dall’altra parte una squadra ferma sulle gambe e non in grado di organizzare alcuna resistenza. Soprattutto incapace di mettere pressione ai portatori di palla rossoblu.

È solo una questione di modulo?
In tanti sostengono che una delle ragioni della crisi di gioco e di risultati sia imputabile al modulo di gioco. Ovvero non si è soddisfatti del 3-4-3 e si vorrebbe un passaggio al più “pescarese” 4-3-3.
C’è da dire, ad onor del vero, che sono pochi, pochissimi, gli allenatori che riescono a far giocare le proprie squadre in maniera riconoscibile e sempre uguale, e che invece la tendenza attuale degli allenatori è utilizzare più moduli di gioco, tutti prevalentemente difensivi. Indipendentemente dal modulo utilizzato, infatti, quasi tutti gli allenatori in fase di non possesso preferiscono difendersi con cinque calciatori.
Pasquale Marino è un allenatore in sintonia con questa tendenza, ovvero utilizza il modulo che ritiene più opportuno in relazione ai calciatori che ha disposizione.
Non credo sia dunque un problema di modulo di gioco.

Un gruppo che non è ancora diventato una squadra
Il Pescara sta dimostrando di non essere una squadra. È un buon gruppo che non riesce a dare una svolta positiva e definitiva al suo campionato. Fino ad oggi ha alternato buone prestazioni a pessime prestazioni. Non ha mai entusiasmato, ha spesso dato la sensazione di essere sul punto di far valere tutto il suo potenziale, ma in realtà non è mai successo.
Il Pescara è una squadra che gioca un buon calcio, ma a ritmi troppo bassi. Soprattutto una squadra priva di furore agonistico, certamente non conscia delle proprie potenzialità.
Difficile dunque individuare, in maniera univoca, le responsabilità di queste brutte prestazioni. Ovvero poter dire la responsabilità è tutta dell’allenatore, la responsabilità è tutta dei calciatori. La responsabilità è della società.
L’unica certezza è che se il Pescara dovesse continuare a giocare così come ha fatto a Crotone l’epilogo del campionato non riserverà niente di positivo.

© 2022 Calcio Totale / Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Pescara il 03/09/2014 al n° 11. Registro della Stampa del Tribunale di Pescara n° 11-2014.

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