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Tutti giù, tranne il capitano: Antonio Balzano

Le pagelle di Pescara-Latina

25 Belardi_5
Prende un gol dalla lunga distanza e quando ciò accade c’è sempre la complicità, seppur minima, del portiere. Per il resto una sola parata con plastico tuffo e deviazione in angolo più per i fotografi e i tifosi, si sarebbe detto quando il calcio era in bianco e nero, che per necessità.

6 Zauri_4,5
Imbarazzante la sua prestazione. Statico non effettua nessun movimento senza palla e quando Ghezzal gli sfugge a centrocampo fa quasi tenerezza vedere come non riesce a fermare l’attaccante del Latina pur essendosi “appeso” al suo pantaloncino.

21 Schiavi_5,5
Nella peggior prestazione collettiva della stagione è difficile distinguersi. Il centrale biancazzurri, in una prestazione tendenzialmente anonima, si segnala per una bella diagonale difensiva su Jonathas che evita il possibile vantaggio dei laziali.

15 Bocchetti_5
Si nasconde nell’anonimato con tutta la squadra. Non è certo da lui che ci si può attendere il “colpo di reni” per rimettere in sesto la barca.

14 Balzano_6,5
Sbaglia più del solito in fase di costruzione, ma è sempre dalla sua zona che il gioco prende forma. Colpisce una traversa con un bel tiro dalla distanza e sfiora il gol in un’altra occasione. Ci fossero undici Balzano in squadra, il Pescara sarebbe in tutt’altra posizione di classifica

29 Rossi_5
Prestazione sottotono per il laterale di Marino e, purtroppo, comincia a diventare la norma. Non si segnala quasi mai in fase d’impostazione e di conseguenza non crea mai pericoli per gli avversari. Si segnala per qualche buon’azione in fase di copertura, ma non gli serve per evitare la piena insufficienza.

16 Brugman_5
Meno brillante del solito concede troppi metri al centrocampo avversario. In tre occasioni perde palla a centrocampo concedendo al Latina tre occasioni importanti. Anche per lui insufficienza piena.

18 Rizzo_5
Non ripete la buona prova di Palermo e, pur correndo per tutta la partita, non riesce ad essere propositivo per la sua squadra. Quando la squadra non gira non è certo lui il calciatore che può accendere la luce.

11 Cutolo_4,5
Prestazione largamente insufficiente per il “pupillo” di Marino che, in questa occasione, non riesce nemmeno a fingere di giocare. La sua condizione fisica continua ad essere precaria così come i suoi inutili dribbling che, fino ad oggi, non hanno portato nessun vantaggio alla squadra.

46 Mascara_4,5
Con Zauri e Cutolo il peggiore in campo. Resta in campo per 75 minuti e nessuno capisce il perché. Nel dopo partita l’allenatore ha dichiarato che ha deciso di farlo giocare perché aveva disputato una buona partita a Palermo, adesso dunque è giunto il tempo di farlo accomodare in panchina.

27 Ragusa_5,5
Prova sotto le aspettative per Antonino Ragusa, anche se bisogna ammettere che con Balzano è l’unico che prova a dare una scossa alla squadra. Cerca in più di una occasione la sua tipica azione in profondità, ma errori personali e una squadra che non c’è, rendono vano ogni tentativo.

7 Politano_sv

10 Viviani_sv

31 Padovan_sv

Pasquale Marino_4
Il peggior Pescara della stagione mette d’accordo, per la prima volta in stagione, addetti ai lavori e allenatore che giudicano nello stesso modo la partita. Il Pescara di Marino dopo dieci giornate di campionato è terzultimo con otto punti, quattro sconfitte, cinque pareggi e una vittoria. Nessuno all’inizio del campionato avrebbe potuto immaginare questo fallimento tecnico tattico.

A Pelermo il migliore in campo è Rizzo

Le pagelle di Palermo-Pescara

25 Belardi_6
Prende gol al pronti via e in questa occasione ha qualche responsabilitá. La grande parata alla fine della partita che evita il 2-0, gli vale la sufficienza piena.

6 Zauri_5.5
Non è chiamato a grandi interventi difensivi vista la pochezza dell’attacco palermitano. Disputa una partita senza errori, ma anche senza grandi intuizioni.

21 Schiavi_6
Segna un gran bel gol ingiustamente annullato e si propone con continuità in fase d’impostazione. Concede poco agli attaccanti rosanero, la sua è una partita che merita la piena sufficienza.

5 Capuano_6
Una gara positiva per il centrale pescarese che disputa una buona partita anche in fase d’impostazione. Non commette errori e finisce la gara in crescendo anche da un punto di vista fisico.

14 Balzano_6
Il capitano c’è sempre e in molte occasioni si propone anche come attaccante aggiunto proponendosi con tagli alla Sansovini che i compagni non comprendono, soprattutto perché non hanno la sua stessa velocità di pensiero.

29 Rossi_5,5
Partita molto generosa, ma insufficiente da un punto di vista qualitativo. Gioca, come spesso gli succede, molti palloni, ma insiste nel cercare un torre, al centro dell’area, che non c’è.

16 Brugman_6,5
Gioca una buona partita soprattutto nel primo tempo quando in un paio di occasioni riesce ad essere anche molto pericoloso in fase offensiva. Nel secondo tempo non si ripete, ma la sua prestazione resta ampiamente sopra la sufficienza.

18 Rizzo_6,5
Il migliore in campo, disputa una grande gara sia in fase d’interdizione sia in fase di costruzione. Alla seconda partita dopo la prolungata assenza per infortunio dimostra di meritare un posto da titolare nel centrocampo biancazzurro.

11 Cutolo_5,5
Sbaglia clamorosamente il gol del pareggio dopo una buona azione personale, nella quale mostra tutto il suo attuale valore. Per il resto disputa la solita partita in cui gioca molti palloni, ma non riesce, ancora una volta, ad essere determinante. Nel secondo tempo anche per una tenuta fisica non ottimale perde diversi palloni fino a quando l’allenatore è costretto a sostituirlo per crampi.

46 Mascara_5
Per giocare in serie B non serve solo l’esperienza, ma occorrono corsa continua e spirito di sacrificio. Nel primo tempo disputa una buona gara pur non creando mai grandi problemi alla difesa palermitana, il secondo tempo è da dimenticare al più presto. Non tocca nemmeno un pallone costringendo, suo malgrado, l’allenatore a sostituirlo.

7 Politano_5,5
Qualche buon spunto, ma niente di più. Non incide sulla partita perché la sua partecipazione al gioco è discontinua. Può essere il calciatore in più per questa squadra, ma fino a quando non giocherà con continuità e non sentirà la fiducia incondizionata dell’allenatore difficilmente le sue prestazioni miglioreranno.

19 Maniero_sv

31 Padovan_sv

13 Vukusic_sv

Pasquale Marino_5
Dimostra di essere in sintonia con la maggioranza degli allenatori italiani scegliendo di giocare senza attaccanti di ruolo e con cinque difensori. Sostituisce Cutolo solo perché in preda ai crampi e Mascara perché nel secondo non tocca nemmeno un pallone. Adesso la situazione per la sua squadra diventa molto delicata e la partita contro il Latina un vero e proprio spartiacque.

Un Pescara che non sa più vincere perde anche a Palermo e scivola in fondo alla classifica. Contro il Latina serve una vittoria.

Questo Pescara non sa più vincere
Nel calcio i numeri non sono tutto, ma certo non mentono. E i numeri di queste prime nove partite di campionato inchiodano il Pescara di Pasquale Marino in fondo alla classifica della serie B.
Otto i punti conquistati al pari del Bari (che però è partito con un -3 in classifica), uno solo in più della Ternana, tre in più rispetto alla Juve Stabia (non a caso forse l’unica squadra battuta dai biancazzurri nella prima giornata di campionato) e quattro sul fanalino di coda, il Padova (che però deve recuperare una partita).
In nove gare il Pescara ha vinto una sola volta, ha perso in tre occasioni e ha pareggiato cinque partite. In perfetta parità la media gol, dodici i gol all’attivo così come quelli al passivo. I numeri, anche questi numeri, possono essere interpretati, resta però la sostanza degli otto punti conquistati che sono la rappresentazione plastica di un inizio di campionato deludente.

Contro il Latina c’è un solo risultato utile: la vittoria
Il Latina, prossimo avversario di Balzano & soci, ha conquistato un punto in più e precede il Pescara in classifica con lo stesso punteggio di Reggina e Brescia.
Il risultato della prossima sfida sarà dunque molto importante per la squadra di Marino perché, seppure la prossima sarà soltanto la decima partita di campionato, la posizione in classifica è già molto compromessa. E questa volta bisognerà essere più forti dell’eventuali sviste arbitrali, degli infortuni o della sfortuna più volte invocata, perché in caso di un ulteriore passo falso, la classifica da compromessa potrebbe diventare pericolosa, molto pericolosa. C’è bisogno di una vittoria per allontanare una crisi evidente, certamente dal punto di vista dei risultati, e per scacciare pensieri negativi che aleggiano sull’Adriatico. Una vittoria dunque per chiudere una prima parte della stagione da dimenticare che era partita con auspici diversi e migliori, e che invece sta regalando solo sconfitte e pareggi.

Invertire la rotta
Una vittoria per invertire, immediatamente, la rotta prima che sia troppo tardi. Prima che il giocattolo costruito quest’estate con ben altre ambizioni s’inceppi definitivamente. La società si è affidata a un tecnico bravo e preparato ed ha allestito una squadra che sulla carta in tanti ritenevano, e continuano a ritenere, molto competitiva. Spetta dunque a Pasquale Marino rimettere in carreggiata una squadra che ha smarrito la strada della vittoria. A questo punto della stagione e con questa classifica non è più il caso d’interrogarsi sul ruolo dei giovani in rosa o sulla qualità del gioco che la squadra è in grado di esprimere, anche perché Marino ha dimostrato di non gradire il confronto su questi temi e quando gli sono state avanzate delle critiche, si è chiuso a riccio. Segua la sua strada, ma conquisti i punti necessari per tirare fuori il Pescara dalla posizione di classifica che occupa in questo momento.
Gli obiettivi si possono e si devono ridimensionare in relazione alla realtà delle cose e al responso del campo che è l’unico che conta davvero. È evidente a tutti infatti che il Pescara di Marino, quello di queste prime nove giornate di campionato, non è in grado di competere per le prime posizioni di classifica, la speranza è che non sia nemmeno una squadra che debba lottare per non retrocedere.
Nel frattempo un salutare bagno di umiltà servirebbe a tutti per ricominciare da dove era partita questa nuova stagione agonistica: dal porto turistico e dagli applausi dei tifosi al tecnico e alla società.

Un Pescara dai due volti pareggia per la terza volta consecutiva

È morto Giancarlo Cadè, l’allenatore della prima, storica, promozione in serie A del Pescara
È morto questa mattina Giancarlo Cadè, l’allenatore della prima promozione del Pescara in serie A. L’allenatore bergamasco arrivò in Abruzzo nel 1976 con la presidenza di Armando Caldora. Il suo Pescara conquistò 49 punti che valsero il secondo posto e gli spareggi con Atalanta e Cagliari. Nella speciale classifica avulsa, grazie a due pareggi per 0-0, il Pescara conquistò la sua prima, storica, promozione in serie A. Anche chi non ha vissuto direttamente quegli avvenimenti “sa” che quel Pescara scendeva in campo con: Piloni, Motta, Mosti, Zucchini, Andreuzza, Galbiati, La Rosa, Repetto, Orazi, Nobili, Prunecchi.
Nel 1973 era sulla panchina dell’Hellas Verona che sconfisse il Milan di Nereo Rocco e Gianni Rivera e che costò lo scudetto ai rossoneri.
Giancarlo Cadè era nato il 27 febbraio del 1930 a Zanica, dov’è morto all’età di 83 anni.
Che la terra ti sia lieve, Giancarlo.

Un Pescara dai due volti pareggia per la terza volta consecutiva
Due sconfitte e tre pareggi nelle ultime cinque partite con la vittoria che manca dalla prima giornata di campionato. Una vittoria che aveva illuso tutti, dai tifosi agli addetti ai lavori. Quella vittoria e le buone prestazioni del precampionato avevamo, probabilmente, illuso anche la dirigenza che era convinta di avere allestito una buona squadra in tutte le sue componenti. E invece non è così.
Due sconfitte e tre pareggi consecutivi, i risultati delle ultime cinque partite, non lasciano spazio a nessuna illusione. Questa squadra, se non interviene qualcosa che cambi lo status quo, non è in grado di tenere il passo delle prime della classe. Anzi la sua classifica comincia a diventare preoccupante. Un solo punto (e nessuna squadra) separa i biancazzurri dai play out, mentre sono tre i punti ( e otto squadre) di distanza dalla zona play off. Il Lanciano, capolista con merito, ha diciotto punti, dieci in più del Pescara.

Dottor Jekyll e mr. Hyde, nel secondo tempo in balia dell’avversario
Contro lo Spezia dell’ex allenatore Giovannino Stroppa si è visto in campo un Pescara in versione dottor Jekyll e mr. Hyde. Un buon primo tempo in cui ha creato anche diverse occasioni da gol e un secondo tempo in cui è stato in balìa dell’avversario. Una partita dunque dai due volti in cui si sono evidenziati tutti i limiti attuali della formazione biancazzurra. Nel secondo tempo si è vista in campo una squadra scarica sia fisicamente sia mentalmente, non in grado di fare movimenti senza palla e che per queste ragioni è, letteralmente, sparita dal campo. Fino ad oggi non aveva giocato mai così male, nemmeno nella partita contro l’Avellino che pure aveva fatto scattare il primo, vero, campanello d’allarme.
Pasquale Marino deve correre ai ripari prima che sia troppo tardi, anche per non rovinare quando di buono si era vista in precampionato, nelle partite di Coppa Italia e nelle prime tre giornate di campionato.

Blocco psicologico e mancanza di calciatori di esperienza in panchina le motivazioni dell’allenatore
Per uscire da questa situazione è necessario saper riconoscere gli errori e i propri limiti. Caratteristiche che non sembrano però essere patrimonio del Pasquale Marino che stiamo conoscendo a Pescara. Ancora una volta non convince la sua lettura della partita contro lo Spezia. L’allenatore siciliano ha parlato di blocco psicologico, di una panchina popolata da calciatori che non avrebbero la sufficiente esperienza e, last but not least, che la partita poteva essere stravinta nel primo tempo per 3-0.
Motivazioni, francamente, deboli che non spiegano le ragioni della brutta prestazione della squadra e l’insufficiente condizione atletica. Se davvero Marino è convinto che la questione sia innanzitutto psicologica chieda alla società di ingaggiare un mental coach, contestualemente riesamini i carichi di lavoro a cui sottopone i ragazzi della rosa per portare la squadra a una sufficiente condizione atletica.
Per quanto riguarda invece l’esperienza dei calciatori in rosa, la più debole di tutte le motivazioni, questa sua dichiarazione ricorda le considerazioni dell’analfacalcio numero del calcio italiano, Walter Mazzarri.
Penso, esattamente al contrario di Marino, che Politano, Padovan e Viviani così come Zuparic e Piscitella, dovrebbero essere schierati di più e meglio. Sono invece i più attempati a rappresentare un fardello insopportabile, almeno in questo momento, per una squadra costruita con ben altre ambizioni e che invece, fino ad oggi, sta deludendo tutte le aspettative.

Il Pescara di Pasquale Marino non sa più vincere

Due pareggi che lasciano l’amaro in bocca
I pareggi contro Avellino e Cesena muovono, di poco, la classifica, ma lasciano l’amaro in bocca per come sono maturati. Due partite al di sotto delle aspettative, soprattutto quella giocata contro l’Avellino, che raccontano di una squadra non adeguata, al momento, per lottare per posizioni di prestigio. La partita contro l’Avellino, una delle peggiori della stagione (una delle migliori per l’allenatore siciliano), informa in modo chiaro che questo Pescara non può aspirare a grandissimi traguardi.
La stagione era iniziata in modo diverso e anche le prime prestazioni della squadra lasciavano ben sperare. Poi qualcosa non ha più funzionato bene come all’inizio. Sul rendimento della squadra certamente hanno inciso una serie d’infortuni di diversa natura, (Schiavi, Rossi, Viviani, Politano, Brugman, Rizzo, Padovan, Sforzini), ma pesano, come macigni, alcune scelte tecniche dell’allenatore.

Non giocano i migliori
La sensazione è che non giochino sempre i migliori, a cominciare da quel Matteo Politano che con il gol del pareggio realizzato a Cesena consentirà a Marino di vivere una settimana meno tormentata.
Con le sue scelte, almeno quelle effettuate fino questo punto della stagione, l’allenatore dichiara di preferire l’esperienza, Cutolo e Mascara, alla freschezza della gioventù, Politano e Piscitella. E di non avere in grandissima considerazione, nel senso che non lo considera del tutto indispensabile, anche Federico Viviani. Altri calciatori, osservando le scelte compiute fino ad oggi e le dichiarazioni del tecnico, non sono tenuti in nessuna considerazione perché troppo giovani, è il caso di Kabaschi, Fornito e Padovan.

Allenamenti a porte chiuse e dichiarazioni fuorvianti denotano un nervosismo fuori luogo.
In questo momento della stagione la squadra è migliore del suo allenatore e compie sicuramente meno errori. Pasquale Marino da qualche settimana è cambiato, non è più l’allenatore solare e disponibile al dialogo d’inizio stagione.
Il cambiamento è evidente e si può condensare in tre comportamenti: allenamenti a porte chiuse, dichiarazioni post partita fuorvianti, irrigidimento nei confronti dell’opinione pubblica e della stampa.
Con l’arrivo delle prime critiche alle prestazioni della squadra è cambiato l’atteggiamento dell’allenatore. Ha introdotto sedute di allenamento a porte chiuse (richiesta legittima, ma che non condivido), soprattutto da la sensazione di “leggere” le partite più come risposta indispettita verso chi manifesta critiche che come reale lettura della realtà. È vero che il calcio è un’opinione e che ognuno può avere un punto di vista diverso, ma sostenere che la partita contro l’Avellino sia stata la migliore partita del Pescara non corrisponde alla realtà dei fatti e non potrà essere certo una sua dichiarazione a farla diventare tale. E infine nelle interviste del dopo partita denota un nervosismo fuori luogo che lo rende indisponente rispetto a chi gli rivolge domande. In un normale dialogo tra professionisti, in questo caso allenatore e giornalisti, la dialettica è elemento fondativo. Si possono avere opinioni e idee diverse, l’importante è avere rispetto reciproco, laddove per rispetto reciproco s’intende soprattutto non dire o scrivere cose diverse dalla realtà dei fatti.
Per raggiungere qualunque obiettivo c’è bisogno innanzitutto di armonia e la costruzione di un ambiente positivo e armonico dipende da tutti.

Un Pescara confusionario perde l’imbattibilità casalinga

Confusione tattica
Chi si aspettava grandi cambiamenti dopo i due giorni di allenamento a porte chiuse, voluti da Pasquale Marino, è stato accontentato: il Pescara schierato in campo contro il Bari è, infatti, un’altra squadra.
Abbandonato il classico e canonico 4-3-3 la squadra si schiera, per la prima mezz’ora di gioco, con quattro difensori, Viviani e Nielsen sulla stessa linea a centrocampo, Cutolo esterno alto destro, Maniero al centro dell’attacco e Politano e Ragusa a pestarsi i piedi sul fronte di sinistra dell’attacco.
La novità più eclatante non è questa. Politano, al suo esordio dal primo minuto, in fase di non possesso segue, con una marcatura a uomo, il portatore di palla del Bari, l’ex Andrea De Falco. Quando poi nel secondo tempo gli infortuni intervengono a complicare e modificare la situazione in campo, la squadra ha giocato con un ancor più insolito 4-2-4, più un inno alla «viva il parroco» che un modo per provare a pareggiare la partita.

Preparazione fisica che lascia dubbi
Per tutto il primo tempo il Bari sovrastata il Pescara soprattutto da un punto di vista fisico. Il suo 4-3-3 è lineare e in fase di non possesso è sempre in superiorità numerica rispetto ai biancazzurri. Occupa bene ogni zona del campo e, anche se rischia di subire il pareggio in più di un’occasione, disputa una gara ordinata che gli consente di conquistare l’intera posta in palio. Al contrario il Pescara mostra una condizione fisica insufficiente che non gli consente di giocare senza palla e che evidenzia limiti perfino quando non deve rincorrere l’avversario, a difesa schierata. Anche per questa ragione il giro palla, a cui ci aveva abituato in questo inizio di campionato, non è veloce tantomeno efficace. Tutte le volte che la palla è sulla corsia destra, quella occupata da Cutolo per intenderci, la manovra subisce brusche frenate e non è mai fluida. Queste considerazioni e i diversi infortuni di natura muscolare, pongono legittimi interrogativi sulla preparazione fisica.

Quando le cose vanno male le valutazioni sono diverse: ecco le note positive.
Quando le cose vanno male le valutazioni (dei tifosi, dei giornalisti e dei tecnici) che normalmente tendono ad essere simili, spesso divergono. Ognuno ha il suo punto di vista e propone soluzioni diverse.
Per noi le note positive della partita, limitatamente ai biancazzurri ovviamente, sono le prestazioni di Rossi, Politano e Piscitella. Il primo, contestualmente all’utilizzo di Schiavi, si dimostra fondamentale per l’equilibrio della difesa e soprattutto garantisce una spinta offensiva alla quale la squadra non può rinunciare.
Politano, guarito dall’infortunio (era pronto anche per la partita contro il Varese), dimostra di essere il migliore per il ruolo di esterno alto per almeno due ragioni: crea sempre superiorità numerica e serve assist a ripetizione. La sua posizione naturale è sulla fascia destra e, considerando la condizione fisica e le prestazioni negative di Cutolo, dovrebbe occupare stabilmente quella posizione. A Piscitella invece Pasquale Marino ha concesso fino a ieri solo fugaci apparizioni a partita iniziata, siamo curiosi di vederlo all’opera fin dal primo minuto.
Infine la sconfitta subita contro il Bari sembra aver spento l’entusiasmo iniziale nei confronti della squadra e dell’allenatore. La squadra è in una fase d’involuzione tattica soprattutto perché era partita molto bene da un punto di vista del gioco e dei risultati. Adesso occorrerà tempo per riannodare fili che sembrano essersi spezzati. Il campionato è lungo e c’è tutto il tempo per migliorare la condizione fisica e recuperare anche gli infortunati. Occorre avere pazienza anche per capire quali possono essere le ambizioni di questa squadra.
Non è questo il momento di trarre conclusioni. Non ancora.

Prima sconfitta stagionale per il Pescara di Pasquale Marino

Il Pescara fa la partita, ma vince il Varese
Non è stata una gran partita quella del Pescara a Varese, ma con altrettanta franchezza si può affermare che il Varese ha giocato peggio della squadra di Marino. Ha saputo capitalizzare più dei biancazzurri e proprio per questa ragione ha vinto la partita.
Nell’arco dell’incontro il Pescara ha esercitato una superiorità evidenziata anche dai numeri, 62% di possesso palla contro il 38% e quasi 12 minuti di supremazia territoriale contro i 6 del Varese, e questo dimostra la bontà della qualità del gioco che i ragazzi di Marino sono capaci di produrre. Qualità del gioco e delle giocate che si ferma al limite dell’area di rigore dove, spesso, s’infrangono le buone intenzioni e le trame di gioco ordite collettivamente. La manovra infatti è sempre ben organizzata, sia che giochi Brugman sia che giochi Viviani, come nel secondo tempo di Varese. Gli esterni bassi hanno memorizzato i movimenti e accompagnano sempre bene l’azione, ma quando si tratta di concretizzare tutto ciò che è stato costruito viene trasformato in altro. Non che il Pescara soffra di una crisi di realizzazione, ha segnato in tutte le partite, tre gol all’esordio e due gol per ogni gara successiva per un totale di 9 reti all’attivo, ma dovrebbe concretizzare di più la mole di gioco che sviluppa.

Non è una squadra per solisti e la difesa registra alcune importanti défaillance
Soprattutto non può essere una squadra per solisti e in questa fase della stagione non può sostenere contemporaneamente Mascara e Cutolo. Entrambi in fase di non possesso palla non sono in grado di dare il contributo che la squadra richiede e se a ciò si aggiunge che anche Maniero partecipa poco alla fase di recupero palla le difficoltà del momento sono facilmente spiegate. Si devono considerare inoltre anche gli errori individuali compiuti ripetutamente dai difensori che hanno compromesso le partite contro il Varese, il Crotone e il Trapani. Errori che non necessariamente si ripeteranno all’infinito.
Pelizzoli sta deludendo le aspettative così come Capuano che concede sempre qualche metro di troppo al diretto avversario. Pesa l’assenza contemporanea di Schiavi e Rossi, due dei migliori rinforzi arrivati con il mercato estivo, calciatori di esperienza e qualità superiore che in precampionato e all’esordio contro la Juve Stabia avevano destato un’ottima impressione. Per migliorare prestazione e risultati della squadra c’è bisogno del loro ritorno a pieno regime in squadra e del contributo positivo di Pelizzoli.

Bisogna avere pazienza e non pretendere tutto e subito
In un quadro certo non brillante emergono però molte note positive. La squadra sembra avere assimilato le idee di Marino, è capace di organizzare bene il proprio gioco ed ha quasi sempre in mano le redini del gioco. Manca, al momento, la capacità di chiudere la partita e gestire il risultato. È una questione di tempo, ma anche di scelte tecniche.
Il Politano visto prima dell’infortunio non può non essere titolare in questa squadra, così come Ragusa può dare un contributo molto più decisivo se opera come esterno alto. Politano a destra e Ragusa a sinistra possono rivelarsi un’arma importante per il Pescara e Mascara, voluto fortemente da Marino, può trovare una nuova collocazione al centro dell’attacco nelle partite in cui Maniero dovesse essere completamente assente dalla manovra. Così come rinunciare al Brugman d’inizio stagione sarebbe un errore. Quest’ultimo potrebbe occupare la casella lasciata libera a centrocampo da Ragusa e lasciare la cabina di regia a Viviani che ha mostrato, nei quarantacinque minuti in cui ha giocato a Varese, di poter essere un calciatore determinante e decisivo per questa squadra.

Due rigori negano la seconda vittoria del campionato al Pescara di Pasquale Marino

Secondo pareggio consecutivo per la squadra biancazzurra
Parte di slancio il Pescara nella seconda gara interna della stagione all’Adriatico contro il Crotone allenato da Massimo Drago e nei primi dieci minuti sembra aver già trovato il bandolo della matassa. L’illusione dura poco però perché per venti minuti c’è solo una squadra in campo e questa è il Crotone. Il Pescara è costantemente in inferiorità numerica a centrocampo ed è costretta a giocare sempre dietro la linea del pallone. Cutolo e Mascara così come Ragusa e Nielsen non riescono a trovare le giuste distanze e subiscono l’azione manovrata dei calabresi.
Cambia completamente la partita, per la terza volta all’inizio della gara, al pronti via del secondo tempo. Le distanze tra reparto e reparto adesso sono giuste e l’iniziativa ritorna nei piedi di Brugman che fa girare bene la palla e tutta la squadra.
Per tutto il secondo tempo il Pescara sembra legittimare la vittoria che sta conquistando sul campo, ma un’entrata in ritardo di Bocchetti regala il rigore del 2-2 a Torromino.
Si potrebbe recriminare per un rigore non assegnato per fallo su Nielsen, ma questo tipo di recriminazioni non appartengono al codice genetico di questa squadra. E questo è un bene.

Continua e costante crescita del gioco espresso dai ragazzi di Marino
Se si escludono venti minuti del primo tempo la partita del Pescara contro il Crotone può essere considerata in maniera positiva. C’è una continua ed evidente crescita del gioco che la squadra è in grado di sviluppare e gli automatismi, soprattutto sulla corsia di destra, l’ormai nota e famosa “catena”, consentono ai ragazzi di Marino di esprimere un gioco sempre armonioso e con alcune variazioni tattiche interessanti.
Quasi tutti i calciatori interpretano bene la parte loro assegnata anche se qualche distinguo, pur minino, va fatto e le pagelle di questa settimana risentono di questa riflessione. Il danese Nielsen guadagna la palma di miglior in campo grazie anche alla realizzazione di un bel gol che regala il momentaneo vantaggio ai biancazzurri. Migliora, partita dopo partita, il rendimento di Brugman che in occasione dell’ultima partita, si è distinto anche per alcune giocate in fase di non possesso palla, in quello che sembrava essere il suo tallone d’Achille. Pronto riscatto anche per Pelizzoli, dopo la prova negativa di Trapani, che con uno strepitoso intervento impedisce al Crotone di realizzare almeno un’altra rete.

Esordio stagionale per Matteo Politano
Ha fatto il suo esordio in serie B, anche se solo per pochi minuti, Matteo Politano che tanti consensi aveva riscosso per le sue prestazioni durante le partite del precampionato. Nei primi giorni di ritiro c’era chi azzardava paragoni con Lorenzo Insigne. Non è questo il tempo dei paragoni. Politano è un giovane calciatore, nato nel 1993, e ha il diritto di crescere e maturare con calma e senza pressioni. Ha grandi doti tecniche e una buona corsa, ma soprattutto rende tutte le giocate molto semplici. In questo senso sembra davvero un predestinato. Adesso che è disponibile, Marino avrà più possibilità di scelta e, certo, tutta la squadra ne trarrà beneficio.

Nielsen il migliore, Pelizzoli e Brugman seguono a ruota…

Le pagelle di Pescara-Crotone

22 Pellizzoli_6,5
Riscatta la brutta prestazione di Trapani con una grande parata su Torromino al 57′ che salva porta e risultato. Se avesse intercettato anche il secondo rigore dell’attaccante calabrese, ci è andato molto vicino, avrebbe meritato la palma di migliore in campo.

14 Balzano_6
Il capitano dei biancazzurri è ormai una sicurezza assoluta. Affidabile sia in fase di possesso sia in fase di non possesso palla. I pericoli maggiori per gli avversari arrivano sempre dalla “catena” di destra che quando ritroverà, a pieno servizio, anche Matteo Politano diventerà l’arma in più della squadra.

6 Zauri_5
Poco propositivo in fase di possesso palla non consente alla squadra di salire in modo armonioso e per i biancazzurri, ormai abituati alla spinta continua di Rossi o di Frascatore, è uno dei problemi più evidenti in questa partita. Da un calciatore con il suo curriculum è lecito attendersi di più.

29 Bocchetti_5,5
Interviene in leggero ritardo in occasione dell’azione del secondo rigore e concede agli avversari la possibilità di pervenire al pareggio e questo episodio pesa, e non poco, sul giudizio finale.

5 Capuano_6
Disputa una buona partita mantenendo la calma soprattutto nei venti minuti del primo tempo in cui i calciatori del Crotone sembrano essere in numero superiore ai biancazzurri. La sua crescita è continua e diventa sempre più un punto fermo e inamovibile della squadra.

16 Brugman_7
Ancora una buona prova per l’uruguagio del Pescara. Nei primi dieci minuti quando la squadra ha in mano il pallino del gioco mette in evidenza tutti i suoi pregi. Sparisce dalla scena nei venti minuti successivi con tutta la squadra per riemergere all’inizio del secondo tempo. Al 62’ recupera un buon pallone e serve su un piatto d’argento la palla del 3-1 a Maniero che non ne approfitta. Quando riuscirà a prendere per mano la squadra anche nei momenti difficili sarà davvero un nuovo valore aggiunto.

20 Nielsen_7
Un grande senso della posizione e acume tattico gli consentono, insieme a un movimento pressoché continuo, di essere presente in ogni zona del campo. Risulta sempre tra i protagonisti migliori delle “catene” che si sviluppano sulla corsia di destra. Il gol che realizza, una vera e propria prodezza balistica, gli consegna la palma di migliore in campo.

46 Ragusa_6,5
Al pronti via, si era la 7’ del primo tempo, con un’azione delle sue sfiora il gol del vantaggio dando l’impressione di poter vincere la partita da solo. Poi una lunga pausa che coincide con il miglior momento del Crotone. Nel secondo tempo si guadagna un’ampia sufficienza con l’assist che consente a Nielsen di realizzare il gol del momentaneo vantaggio.

11 Cutolo_6
Una prestazione generosa sempre sul punto di decollare, ma che non decolla mai. Non offre, in fase di non possesso palla, la giusta copertura ai centrocampisti e consente al Crotone di giocare spesso in superiorità numerica. Da lui ci si aspetta un contributo qualitativamente e quantitativamente migliore che, certo, arriverà con una migliore condizione fisica.

19 Maniero_5,5
Si conferma cecchino implacabile e alla prima occasione utile realizza la rete che porta il Pescara sul risultato di parità. Sfiora il raddoppio all’ultimo giro di lancetta del primo tempo. Nel secondo tempo, quando la squadra cresce e prova a vincere la partita, sparisce dal campo e diventa protagonista assente della partita. Gli manca la continuità di rendimento nell’arco dei novanta minuti.

27 Mascara_5
L’impegno non manca, ma quella contro il Crotone non è una buona prestazione per l’ex nazionale siciliano. Procura il rigore del momentaneo vantaggio dei calabresi con un’intervento goffo e non riesce più a giocare con semplicità ed efficacia. Non trova la posizione in campo nei venti minuti del primo tempo in cui la squadra soffre il pressing e il gioco, palla a terra, del Crotone.

18 Rizzo_5,5
Entra in campo nel momento in cui il Pescara dovrebbe produrre il maggior sforzo per riagguantare la vittoria e offre un buon apporto alla squadra. Svolge il compito assegnato con ordinato e precisione. Non riesce però ad incidere sul risultato.

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Marino gli concede pochi minuti che gli consentono di fare il suo esordio nel campionato di serie B. Pur toccando pochi palloni si fa apprezzare per la semplicità delle sue giocate e per la capacità, non comune, di vedere il gioco. Il suo rientro in squadra è importante perché offre all’allenatore alternative valide al tridente fin qui schierato.

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La squadra che sta costruendo cresce bene, migliorandosi, partita dopo partita. Da cancellare i venti minuti del primo tempo in cui il Crotone è sempre in superiorità numerica a centrocampo, ma nello stesso tempo è da apprezzare la tranquillità con la quale riesce a riemergere all’inizio della ripresa. Le molte assenze e la forma non ancora smagliante di alcuni dei protagonisti in campo consentono di essere tranquilli per il prosieguo del campionato.

Non bastano due reti al Pescara per espugnare Trapani

Un bel Pescara pareggia sul campo del Trapani
Un gran bel Pescara impone il suo gioco sul campo della matricola Trapani e pareggia una partita che avrebbe certamente meritato di vincere.
Due bellissimi gol segnati, due autoreti, un gol, ingiustamente annullato a Maniero e un rigore sacrosanto non assegnato testimoniano la supremazia espressa in campo dalla compagine biancazzurra.
Facilità di corsa, grande senso tattico e calciatori che sanno bene ciò che devono fare sia in fase di possesso sia in fase di non possesso.
Il grande dinamismo e il continuo movimento dei calciatori del Pescara crea spesso superiorità numerica soprattutto a centrocampo e questo concede indubbi vantaggi alla manovra della squadra.
Quando la condizione fisica supporterà meglio i calciatori c’è da attendersi un ulteriore passo in avanti sia rispetto alla qualità delle giocate sia all’intensità della manovra.
Nelle prime due partite disputate dimostra di poter svolgere un ruolo da protagonista per tutto il campionato.

Antonino Ragusa il protagonista della partita
Potrebbe essere l’anno della definitiva consacrazione di Antonino Ragusa che dall’inizio della preparazione si sta rivelando come uno dei migliori calciatori a disposizione di Marino. Quando parte palla al piede e punta l’avversario è imprendibile ed è dotato di un tiro potente e preciso. Svolge bene sia il ruolo di terzo del centrocampo sia quello di esterno alto del tridente offensivo. Una duttilità che lo rende già indispensabile per l’economia di gioco della squadra. Gioca bene sia in fase di possesso palla sia in fase di non possesso ed è dotato di una buona corsa. Sarà sicuramente uno dei protagonisti principali della stagione biancazzurra.

Addio per Cascione, Bjarnason
Si discute molto in queste ore sul mercato in uscita del Pescara e sulle cessioni di Cascione e Bjarnason.
Il primo, Cascione, fin dal primo giorno del ritiro precampionato aveva manifestato la ferma volontà di andare via dal capoluogo adriatico. A nulla sono valse le parole del direttore generale e dell’allenatore che in più occasioni avevano manifestato l’intenzione di volere trattenere a Pescara l’ex capitano della squadra biancoceleste. Ma Cascione ha scelto di voler andare via per andare a giocare con il Cesena in serie B. Credo che dovremmo augurargli un buon proseguimento della sua carriera e ringraziarlo per il contributo che ha dato alla causa del Pescara.
Diverso è il discorso relativo a Bjarnason. Il calciatore aveva rifiutato due proposte che non riteneva adeguate alle sue aspettative ed ha invece accettato l’offerta della Sampdoria. In questo caso bisogna essere «più realisti del re». Se una società importante di serie A, perché la Sampdoria è una società importante, ti fa una proposta e tu giochi in serie B, è molto difficile che tu possa rifiutare. Una cessione che poteva essere preventivata e che c’è stata.
Non drammatizzerei sui possibili risvolti negativi, anche perché Bjarnasson non è mai stato determinate con la maglia del Pescara e, dubito, che lo sarebbe stato in questo campionato.

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